Un capitolo si chiude, ma il cammino di una comunità non si ferma. Dopo dieci anni alla guida del Comune di Ayas, Alex Brunod ha deciso di non ripresentare la propria candidatura alla carica di sindaco in occasione della prossima tornata elettorale. Una scelta che segna la fine di un lungo percorso amministrativo e apre una nuova fase per il Comune dell’alta Val d’Ayas, chiamato a individuare chi raccoglierà il testimone e guiderà le prossime sfide del territorio.
L’annuncio arriva attraverso una lettera diffusa dal primo cittadino, nella quale la decisione viene accompagnata da un bilancio personale e istituzionale, ma soprattutto da un sentimento di riconoscenza verso le persone che hanno condiviso con lui questa esperienza. Nessuna rottura, dunque, nelle parole di Brunod, ma la consapevolezza di aver raggiunto il termine di un ciclo e la volontà di lasciare spazio a nuove energie.
«È una decisione maturata con grande attenzione e non senza emozione», scrive il sindaco, ripercorrendo un decennio nel quale, assicura, ha cercato di mettere tutto se stesso al servizio del Comune e dei suoi abitanti. «Ho amato profondamente il ruolo di Sindaco», sottolinea, richiamando l’impegno, la passione e il senso di responsabilità che hanno accompagnato il suo mandato.
Parole che restituiscono il senso di una scelta non improvvisata, ma maturata attraverso una riflessione sul proprio percorso e sul futuro dell’amministrazione. Per Brunod, infatti, governare un Comune non significa soltanto gestire l’ordinario, ma assumersi la responsabilità di accompagnare una comunità nelle sue trasformazioni, tenendo insieme le esigenze del presente e le prospettive delle generazioni future.
Ayas, con le sue frazioni, il suo patrimonio naturale e la sua vocazione turistica, rappresenta una realtà nella quale le decisioni amministrative si intrecciano con la tutela del territorio, la qualità della vita dei residenti e le opportunità economiche legate alla montagna. Un equilibrio che richiede visione, capacità di ascolto e attenzione costante alle peculiarità locali.
È proprio il legame con il territorio a emergere con forza nella lettera del sindaco. «Avere avuto l’opportunità di rappresentarlo è stato per me un privilegio e un immenso motivo di orgoglio», afferma, ricordando gli incontri, i progetti realizzati e anche le difficoltà affrontate insieme alla comunità. Un passaggio nel quale il bilancio politico lascia spazio alla dimensione più personale di un’esperienza vissuta come servizio, ma anche come occasione di crescita umana.
La decisione di non ricandidarsi viene spiegata soprattutto con la necessità di favorire un ricambio. «Ritengo giusto e responsabile lasciare spazio a una persona che possa mettere a disposizione dell’Ente nuove energie, entusiasmo e idee», scrive Brunod, indicando con chiarezza la propria visione del passaggio di consegne. Non un semplice avvicendamento, quindi, ma la possibilità di consentire a chi verrà dopo di impostare nuove priorità e dare continuità al lavoro amministrativo con una propria prospettiva.
Il messaggio è anche l’occasione per rivolgere un ringraziamento alla squadra che ha accompagnato il sindaco in questi anni. Un riconoscimento particolare è riservato ai vicesindaci Maurizio e Francesca e agli assessori Annalisa, Daniele, Tiziana e Corinne, ai quali Brunod attribuisce un ruolo importante nel percorso condiviso, sottolineando il sostegno ricevuto, la disponibilità e il contributo offerto alla comunità.
Il ringraziamento si estende ai consiglieri comunali, ai dipendenti dell’ente, alle associazioni, ai volontari e ai cittadini che hanno collaborato con l’amministrazione. Un richiamo al valore del lavoro collettivo, elemento fondamentale soprattutto nei Comuni di montagna, dove la dimensione della comunità e la partecipazione dei residenti rappresentano una risorsa decisiva per affrontare le questioni quotidiane e costruire progetti di lungo periodo.

Nella lettera trova spazio anche un capitolo importante dell’esperienza istituzionale di Brunod: il rapporto con il CELVA, il Consorzio degli enti locali della Valle d’Aosta, organismo di riferimento per il sistema delle autonomie locali valdostane. Il sindaco di Ayas ricorda con particolare riconoscenza l’opportunità di farne parte e di rappresentare gli amministratori comunali attraverso il proprio incarico nel Consiglio di amministrazione.
Un’esperienza che, come sottolinea, gli ha permesso di confrontarsi con le problematiche amministrative e istituzionali dei diversi territori della regione, condividendo responsabilità, preoccupazioni e obiettivi con colleghi chiamati a misurarsi quotidianamente con le esigenze delle rispettive comunità.
Brunod rivolge un ringraziamento al presidente del CELVA, Alex Micheletto, ai componenti del Consiglio di amministrazione e ai dipendenti della struttura, riconoscendone la professionalità, la competenza e la disponibilità. Ma è soprattutto il rapporto con gli altri sindaci valdostani a occupare una parte significativa del suo messaggio.
Essere stato designato dai colleghi quale componente del Consiglio di amministrazione, spiega, ha rappresentato un riconoscimento importante e, al tempo stesso, una responsabilità da onorare. «È stato bellissimo sentirmi parte della grande famiglia dei sindaci valdostani», scrive, ricordando i legami di amicizia nati durante il percorso e le esperienze condivise, nei momenti positivi come in quelli più difficili.
Un passaggio che restituisce anche il valore del confronto tra amministratori in una regione caratterizzata da Comuni diversi per dimensioni, caratteristiche territoriali e bisogni, ma accomunati dalla responsabilità di tutelare le proprie comunità e valorizzare le specificità locali. Un’esperienza che Brunod definisce straordinaria sul piano umano e istituzionale e che, assicura, porterà con sé anche dopo la conclusione del mandato.
La scelta di non ripresentarsi alle prossime elezioni segna dunque un punto di arrivo per il sindaco, ma non cancella il percorso compiuto né il legame con Ayas. Al contrario, la lettera insiste proprio sulla dimensione della continuità: quella di una comunità che prosegue il proprio cammino, indipendentemente dalle persone chiamate temporaneamente a rappresentarla.
A chi assumerà la guida del Comune, Brunod rivolge fin d’ora un augurio sincero, auspicando che possa operare con impegno, passione e dedizione nell’interesse di tutti i cittadini.
Resta così il messaggio di un amministratore che, dopo dieci anni, sceglie di fermarsi e lasciare spazio a chi verrà dopo. Un passaggio nel quale la fine di un mandato diventa anche un’occasione per ribadire un principio essenziale della vita democratica: le istituzioni appartengono alla comunità, mentre chi le guida è chiamato a servirle per un tratto del loro cammino. E, qualche volta, saper lasciare il testimone è parte integrante del compito di averlo portato.













