La Valle d’Aosta è la Regione italiana che tra il 2023 e il 2024 registra il maggiore miglioramento del punteggio complessivo relativo ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA): +48 punti, davanti all’Abruzzo (+47) e alla Liguria (+31).
È uno dei dati più significativi per la sanità valdostana ripresi e contenuti nel 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, presentato il 7 ottobre alla Camera dei Deputati.
La prevenzione rappresenta il punto di forza più evidente: con 86 punti la Valle d’Aosta si colloca al 7° posto nazionale. Più vicini alla soglia minima di adempienza, fissata a 60 punti, sono invece i risultati relativi all’assistenza distrettuale e a quella ospedaliera.
Il risultato per la Regione deriva dallo studio di più indicatori, tra i quali spicca il “punteggio” ottenuto nel Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), lo strumento con cui viene monitorata l’erogazione dei livelli assistenza dovuti obbligatoriamente a tutti i cittadini in forma gratuita o dietro una compartecipazione (ticket). Ogni indicatore si esprime con un punteggio in centesimi, dove la sufficienza corrisponde al punteggio di 60.
«Il +48 registrato dalla Valle d’Aosta tra il 2023 e il 2024 – spiega il Direttore Sanitario dell’AUSL, Mauro Occhi - è certamente una vetrina importante, ma la lettura di questi dati deve essere tecnica e non divulgativa. L’obiettivo non è una posizione in classifica, ma il confronto con la percezione fornita dai cittadini in termini di qualità e accessibilità dei servizi. Ricordiamo che i limiti delle letture statistiche su popolazioni molto modeste come la nostra e messe a confronto con le regioni che hanno diversi milioni di residenti può ingenerare letture di scarsa attendibilità. E soprattutto possono essere contraddette rapidamente, visto il grande impatto che la piccola variazione numerica di un indicatore può suscitare quando la consistenza del denominatore appunto (la popolazione) è modesta. Dove siamo forti lo sappiamo e sappiamo pure quali sono i problemi, alcuni dei quali altamente preoccupanti: a mero titolo di esempio ci manca una prospettiva serena su tutto il sistema delle cure primarie. Medici di medicina generale e pediatri di libera scelta sono in forte progressiva riduzione, mentre noi sappiamo costituiscono lo snodo centrale di una sanità moderna e preventiva dei problemi di salute. La sfida è attrarli in Valle d’Aosta e metterli nelle condizioni di lavorare bene».
L’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Carlo Marzi: «Il +48 registrato tra il 2023 e il 2024, il maggiore miglioramento in Italia sui LEA, l'insieme delle prestazioni e delle cure che il Servizio Sanitario deve garantire a tutti i cittadini, è un risultato che accogliamo con soddisfazione e con il dovuto ringraziamento alle professioniste e ai professionisti dell’Azienda USL, che ogni giorno garantiscono i servizi. Lo accogliamo però con la stessa cautela con cui, in passato, abbiamo letto le classifiche meno favorevoli: le ‘pagelle’ non convincono come strumento di programmazione e questo vale quando i numeri ci premiano come quando ci penalizzano. Questo risultato è un punto di partenza, non un traguardo: lo useremo come incoraggiamento per proseguire il lavoro serio e strutturale che stiamo portando avanti su organizzazione, programmazione e capacità di risposta dei servizi. Sappiamo benissimo che tutti i giorni chi ha bisogno della Sanità Pubblica incontra e incontrerà difficoltà ma il nostro compito quotidiano è anche quello di avere una visione di insieme e programmare, cercando di ascoltare, agire e migliorare nonostante spesso le cattive notizie facciano troppo più rumore di quelle buone».
Un dato di particolare rilievo riguarda la dotazione di personale dipendente del Servizio sanitario. Nel 2024 il Rapporto censisce in 2.207 dipendenti. Rapportando il dato alla popolazione residente, si arriva a 18 dipendenti ogni mille abitanti, il valore più elevato a livello nazionale, rispetto a una media italiana di 12,1.
Anche questo indicatore richiede una lettura legata alle peculiarità regionali. Una realtà di piccole dimensioni deve infatti garantire comunque un ampio spettro di servizi sanitari, ospedalieri e territoriali, pur disponendo di minori economie di scala rispetto alle Regioni più grandi. Il dato conferma tuttavia la forte componente pubblica del sistema sanitario valdostano e l'investimento sul capitale professionale.
È proprio il ricambio generazionale uno degli aspetti sui quali il Rapporto richiama maggiormente l’attenzione. In Valle d’Aosta, secondo i dati FIMMG, 10 medici di medicina generale raggiungeranno l’età pensionabile tra il 2025 e il 2028.
A questo si aggiunge una carenza già presente: al 1° gennaio 2025 GIMBE stima 15 medici di medicina generale mancanti, assumendo come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Il dato segnala quindi una pressione sull’assistenza territoriale che potrebbe aumentare nei prossimi anni e conferma l’importanza delle politiche messe in campo per aumentare l’attrattività della medicina generale e formare nuovi professionisti.
Sul fronte dell’accessibilità alle cure, nel 2024 l’8,4% dei valdostani dichiara di avere rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. Il dato è inferiore alla media italiana, pari al 9,9%, ma rimane significativo.
Il Rapporto offre infine alcuni elementi interessanti sulla composizione dell’offerta sanitaria valdostana. Nel 2023 solo il 15,7% del valore della mobilità sanitaria per ricoveri e specialistica ambulatoriale riferibile alla Valle d’Aosta è stato erogato da strutture private convenzionate, a fronte di una media nazionale del 54,5. Un'indicazione coerente con un altro dato: le cosiddette “altre prestazioni sociali in natura da privato” (i servizi sanitari e assistenziali che il settore pubblico acquista da operatori privati accreditati) rappresentano in Valle d’Aosta il 6,9% della spesa sanitaria pubblica, il valore più basso rilevato a livello nazionale e nettamente inferiore alla media italiana del 19,8%. Si tratta di indicatori differenti e non direttamente sovrapponibili, ma che restituiscono l'immagine di un sistema sanitario regionale nel quale la capacità produttiva e organizzativa del servizio pubblico mantiene un ruolo particolarmente rilevante.
Anche la mobilità sanitaria presenta in Valle d’Aosta un saldo negativo, ma relativamente contenuto nel confronto nazionale. Per una Regione di piccole dimensioni, il fenomeno deve tuttavia essere letto distinguendo tra mobilità fisiologica e di prossimità, prestazioni ad alta complessità o con volumi non sostenibili localmente e mobilità potenzialmente recuperabile attraverso il rafforzamento dell’offerta e la riduzione dei tempi di accesso.
Nel complesso il Rapporto GIMBE conferma un quadro già noto secondo i dati disponibili: la Valle d’Aosta registra il maggiore recupero nazionale dei punteggi LEA, presenta una buona performance nella prevenzione, una dotazione di personale pro capite particolarmente elevata e un finanziamento regionale generoso. Al tempo stesso, i dati individuano con chiarezza le sfide da affrontare nei prossimi anni: rafforzare l’assistenza territoriale, garantire la tenuta del sistema delle cure primarie, confermare il Parini come polo ospedaliero dedicato alle grandi complessità e alle acuzie.
«Resta il fatto che il sistema delle “pagelle” e la competizione tra regioni non ci convince pienamente come strumento di programmazione sanitaria – sottolinea il Dott. Occhi - se non altro perché siamo noi a fornire i dati al livello centrale: vederceli tornare un po’ di tempo dopo non ci coglie di sorpresa. Agenzie di vario tipo, istituzioni scientifiche, atenei e fondazioni ci ripropongono abitualmente la fotografia che mesi prima abbiamo fornito noi, sempre con una doverosa introduzione sul fatto che non si tratta di pagelle ma che inevitabilmente lo diventano. Sono di fatto dati presentati come confronto tra regioni e diventano quindi pagelle per il gioco delle maggioranze e delle opposizioni, sono tali per gli organi di stampa e i media. Questo, sia chiaro, lo abbiamo detto in precedenti occasioni quando siamo usciti malconci dalle valutazioni e per coerenza lo diciamo anche oggi dove usciamo bene sulla platea nazionale. E’ bene specificare che le Aziende sanitarie hanno un loro sistema di valutazione interna e ricevono dalla Regione le valutazioni di competenza, così come dalle agenzie ministeriali che credo vadano considerate centrali perché legittimate dal loro ruolo istituzionale».













