L’audizione in V Commissione consiliare regionale si apre nel segno del rispetto istituzionale e della chiarezza politica.
«Madame la Présidente, messieurs les conseillers commissaires… Bonjour!» esordisce Luigi Bolici, segretario del SAVT-École, ringraziando la Commissione per l’invito e sottolineando il ruolo di rappresentanza delle organizzazioni sindacali che operano quotidianamente nella scuola valdostana.
Il tema è di quelli sensibili, perché tocca uno dei pilastri dell’autonomia speciale: la lingua francese.
La recente riforma ministeriale dell’esame di Stato – tornato alla denominazione di examen de maturité – ha ridotto le materie dell’orale da sei a quattro, con l’obiettivo di concentrare la valutazione sulle discipline caratterizzanti i diversi indirizzi di studio.
Ed è proprio qui che, secondo il SAVT-École, nasce il problema.
«Dans ce cadre – pour des raisons historiques et constitutionnelles bien connues – l’examen oral de français devrait être considéré comme une épreuve supplémentaire, et non pas substitutive», spiega Bolici.
Il progetto di legge regionale, invece, prevede la sostituzione di una delle prove orali specifiche con quella di francese, scelta che il sindacato considera una forzatura, seppur comprensibile nel contesto attuale.
Il SAVT non ignora infatti le difficoltà del momento.
«Comprendiamo – viene chiarito senza giri di parole – che, di fronte alle scadenze imminenti e all’opposizione del Ministero, non si potesse fare diversamente». Da qui il ringraziamento all’Assessorato e al Consiglio regionale per aver affrontato rapidamente la questione, evitando ricadute immediate sugli studenti valdostani che affronteranno la maturità nel 2025/2026.
Ma è proprio dopo questo riconoscimento che arriva il messaggio politico più netto.
Secondo il SAVT-École, l’intervento legislativo oggi necessario non deve diventare strutturale.
«Nous croyons que la disposition proposée devrait être adoptée non pas sous forme définitive, mais comme une norme transitoire», afferma Bolici, indicando la strada: una legge urgente, limitata nel tempo, che consenta lo svolgimento regolare degli esami e lasci aperto lo spazio per una revisione complessiva del quadro normativo.
In termini concreti, la proposta è chiara:
approvare la legge non come modifica definitiva della L.R. 11/2018, ma come norma transitoria valida esclusivamente per la sessione d’esame di fine anno scolastico 2025/26.
Una scelta che avrebbe un doppio vantaggio: tecnico e politico.
Da un lato permetterebbe di superare l’emergenza senza snaturare l’impianto del bilinguismo scolastico; dall’altro manterrebbe aperto il confronto con lo Stato per arrivare, nel corso del prossimo anno, a una soluzione coerente con lo Statuto speciale.
Non solo.
Con una legge transitoria – sottolinea ancora il SAVT – sarebbe possibile intervenire anche sulla norma di attuazione esistente, la legge 176 del 1978, in particolare sull’articolo 28, per rimuovere quegli ostacoli che oggi il Ministero utilizza per negare la prova orale aggiuntiva di francese.
L’obiettivo finale resta uno solo, ribadito senza ambiguità:
ricondurre stabilmente l’esame di maturità valdostano a una prova orale di francese aggiuntiva, così come “commande” il sistema di bilinguismo perfetto della Regione autonoma Valle d’Aosta.
Un messaggio che la V Commissione ora dovrà decidere se raccogliere fino in fondo. Non solo per risolvere un problema contingente, ma per chiarire – una volta per tutte – che il francese, in Valle d’Aosta, non è una variabile dipendente.













