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Consiglio Valle | 28 gennaio 2021, 09:17

Arcigay e Dora-Donne VdA, 'Consiglio Valle in ritardo su legge anti omofobia'

Katya Foletto

Katya Foletto

"La crisi del Governo Conte bis ha, inevitabilmente, messo in secondo piano alcuni diritti". Lo sostengono in una nota congiunta Giulio Gasperini (Arcigay Valle d’Aosta Queer VdA) e Katya Foletto (Dora–Donne in VdA), secondo i quali "la proposta di legge Zan sul contrasto all’omolesbobitransfobia, alla misoginia e all’abilismo, rischia di non approdare alla discussione del Senato, dopo esser stata approvata con larga maggioranza alla Camera il 4 novembre 2020".

"Da lungo tempo l’Italia attende questa legge, ultima tra tutti i paesi dell’Unione europea e non solo", sottolineano Foletto e Gasperini.

Negli anni recenti, le violenze sia verbali che fisiche dovute all’orientamento sessuale e all’identità di genere sono cresciute esponenzialmente: "si tratta di una vera e propria persecuzione che in qualche caso ha anche provocato la morte delle vittime" evidenzia la nota.

"In questi giorni, in cui si ricorda l’orrore e la vergogna dei campi di concentramento e dell’Omocausto, che causò lo sterminio di migliaia e migliaia di gay e lesbiche, non bisogna dimenticare che esistono ancora luoghi, nel mondo, dove la comunità LGBTQ+ è perseguitata e rinchiusa in 'campi di rieducazione' fisici, come nel caso della Cecenia, ma anche psicologici, come nel caso di tutti quei paesi dove vengono applicare le cosiddette terapie di conversione”.

Arcy Gay e Dora Donne VdA chiedono al Consiglio Valle "di iniziare a lavorare, al più presto, per l’approvazione di una legge regionale, sull’esempio di Emilia-Romagna, Toscana e altre".

Un disegno di legge, a firma della consigliera Daria Pulz (Adu VdA) e del consigliere Roberto Cognetta (all’epoca Mouv’), era già stato presentato, alla fine del 2019, e attendeva di essere discusso in Commissione: "poi il Governo è caduto e anche quel tentativo è rimasto incompiuto - ricorda la nota delle due Associazioni - il periodo, legato alla pandemia, è sicuramente difficile e drammatico, per molte categorie di persone. Ma questo non deve far calare l’attenzione rispetto alla tutela di tutte e tutti. Il benessere delle cittadine e dei cittadini non può mai passare in secondo piano, perché è diritto di tutte e di tutti poter vivere liberamente sé stessi senza paure di stigma, discriminazione, violenze".  

i.d.

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