Il Defr ha ottenuto, su 33 presenti, 20 voti a favore (UV, AC, FI), 5 contrari (FdI, AVS) e 8 astenuti (Lega VdA, PD-FP, La Renaissance, AdC).
La legge di stabilità regionale è stata approvata, su 34 presenti, con 21 voti a favore (UV, AC, FI), 5 contrari (FdI, AVS) e 8 astenuti (Lega VdA, PD-FP, La Renaissance, AdC). Sul testo sono stati recepiti 7 emendamenti, di cui sei della seconda Commissione e uno dell'Assessore allo sviluppo economico, mentre ne sono stati respinti quattro dei gruppi Lega VdA e La Renaissance.
Il bilancio di previsione ha avuto 21 voti a favore (UV, AC, FI), 5 contrari (FdI, AVS) e 8 astenuti (Lega VdA, PD-FP, La Renaissance, AdC). Sul bilancio è stato respinto un emendamento dei gruppi Lega VdA e La Renaissance.
Dei 57 ordini del giorno presentati sui testi di legge, 41 sono stati respinti e 16 ritirati.
Il bilancio di previsione in sintesi
Il bilancio di previsione pareggia in 2 miliardi e 16 milioni di euro per il 2026, 1 miliardo e 740 milioni per il 2027 e in 1 miliardo 662 milioni per il 2028.
Per il 2026, il totale delle entrate di competenza, senza considerare le partite di giro, è pari a 1 miliardo 662 milioni di euro (+2,16% rispetto al 2025). La spesa di investimento per il 2026 cresce del 15,8% (459 milioni di euro), mentre la previsione di spesa corrente si attesta a 1 miliardo 437 milioni di euro (+3,08%). La crescita delle spese correnti è legata all'aumento del costo del personale conseguente ai rinnovi contrattuali.
Sempre per l'esercizio 2026, alla tutela della salute è destinato il 21% delle risorse (418,1 milioni di euro), all'istruzione e diritto allo studio il 13% (241,5 milioni di euro), alle relazioni con le altre autonomie territoriali l'11,34% (219,5 milioni), che insieme rappresentano il 45,30% degli stanziamenti complessivi. I servizi istituzionali pesano per oltre 148 milioni di euro; la tutela e la valorizzazione dei beni e delle attività culturali per 49,7 milioni; le politiche giovanili, sport e tempo libero per 102,5 milioni (è compreso l'aumento di capitale alla Cervino spa per il rinnovo del complesso funiviario Breuil-Cervinia-Plateau Rosa); il turismo per 25,7 milioni; all’assetto del territorio ed edilizia abitativa sono destinati 10 milioni di euro; allo sviluppo sostenibile, tutela del territorio e ambiente 110,2 milioni di euro; ai trasporti e al diritto alla mobilità oltre 148,5 milioni di euro; al soccorso civile 58,5 milioni; alle politiche sociali e famiglia 137,5 milioni; allo sviluppo economico e competitività 42,4 milioni di euro; alle politiche per il lavoro e formazione professionale 29,4 milioni; all'agricoltura, politiche agroalimentari e pesca 28 milioni di euro; all’energia e diversificazione delle fonti energetiche 16,7 milioni; ai fondi e accantonamenti 107,2 milioni.
Dichiarazioni di voto
La Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli, annunciando il voto contrario, ha parlato di una manovra «inadeguata rispetto alla capacità di avere una visione di lungo periodo, che - nonostante il cambiamento di maggioranza e di collocazione politica - conferma impostazioni e scelte, in particolare su ambiente, energia e trasporti, che non possiamo assolutamente condividere. I 62 no a tutte le proposte della minoranza evidenziano un metodo inaccettabile che spero veder cambiare nel corso della legislatura. Nonostante l'appello al dialogo, è stata fatta una scelta di comodo: meglio non valutare le proposte ma respingere tutto in blocco. Questo non è un segnale di forza ma di debolezza e di chiusura ideologica basata su uno schema concettuale precostituito.»
Il Consigliere del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz ha espresso un «senso di profonda delusione non tanto per i contenuti del bilancio, quanto per il metodo che la nuova maggioranza ha deciso di inaugurare, con la bocciatura di tutti i nostri ordini del giorno per puro calcolo di parte. È un atteggiamento che non fa onore a quest'Aula. Non si può chiedere, per opportunismo istituzionale, condivisione nelle situazioni emergenziali e poi essere arroganti sulle proposte politiche. Voi vi siete astenuti sulle nostre idee, noi ci asteniamo sulla vostra gestione. È un atto di reciprocità istituzionale.»
La Vicecapogruppo di PD-FP, Clotilde Forcellati, ha aggiunto: «Il nostro voto di astensione è una scelta politica ponderata, dettata da un senso di responsabilità verso le istituzioni e un percorso che in larga parte affonda le radici nel lavoro della precedente esperienza di governo, di cui andiamo fieri. Questo bilancio non dedica sufficiente attenzione alle persone più fragili e, nonostante i contributi proposti tramite ordini del giorno, abbiamo riscontrato una chiusura totale. L’astensione è quindi un segnale chiaro: non facciamo ostruzionismo, ma intendiamo richiamare l’attenzione sui bisogni reali della popolazione, sulle nuove sfide e sulle priorità future che restano ancora irrisolte.»
«La nostra visione è mettere al riparo la Valle d'Aosta da una serie di fenomeni globali negativi, ridistribuire le ricchezze prodotte soprattutto alla classe media e alle famiglie, spenderle in modi migliori piuttosto che disperderli in rubinetti improduttivi, aprirne altri per aiutare il commercio locale - ha detto il Vicecapogruppo della Lega Vallée d'Aoste, Simone Perron, annunciando il voto di astensione -. Questo bilancio rispecchia la vostra visione. Noi vediamo delle criticità e ve le portiamo, voi non le ascoltate e ne pagherete le conseguenze. Noi andremo avanti nelle nostre battaglie, continuando a parlare ai valdostani e a proporre.»
Per il Vicecapogruppo dell'Union Valdôtaine, Michel Martinet, «questo è un bilancio sano, solido, con i conti a posto. Nessuna bulimia né anoressia: il fatto di avere un fondo pluriennale vincolato è sinonimo di dinamicità, di progettazione del futuro. È un bilancio che dà garanzie: i soldi che sono stati destinati alla protezione civile sono strategici per la sicurezza del territorio e nelle situazioni emergenziali; gli interventi per il settore del turismo, per gli impianti a fune, per le infrastrutture sportive e per le manifestazioni internazionali sono importanti per collocare la Valle d'Aosta in una posizione competitiva e attrattiva.»
«Il mio voto contrario nasce da una valutazione politica e sostanziale - ha spiegato il Vicecapogruppo di Fratelli d'Italia, Massimiliano Tuccari -. Questo bilancio è in piena continuità con l’amministrazione precedente, guidata dall'Union Valdôtaine e dal Partito Democratico: con l'ingresso di Forza Italia è cambiata la maggioranza ma non le scelte ed è contraddittorio votare un bilancio costruito da altri senza discontinuità. Inoltre, la struttura del bilancio destina circa l’80% alla spesa corrente e solo il 20% a investimenti e interventi capaci di generare sviluppo, servizi e futuro, impedendo una vera programmazione. Si gestisce l’esistente senza costruire futuro. In un contesto di sanità e infrastrutture in difficoltà, manca una visione strategica. Il voto contrario è contro questo modello di gestione, non contro la Valle d’Aosta.»
«Forza Italia è a pieno titolo una forza di maggioranza e ne condivide responsabilità scelte e indirizzo politico - ha dichiarato il Consigliere Marco Sorbara -. Questo è un dato politico chiaro e non contestabile. Il confronto istituzionale, soprattutto su temi complessi come il bilancio, è strumento di serietà e non di debolezza, capace di migliorare le decisioni senza intaccare le prerogative della maggioranza. L’astensione sugli emendamenti della minoranza è stata scelta di prudenza e responsabilità, rispettosa dell’Aula e del ruolo ricoperto. Il dialogo resta metodo di lavoro, orientato a decisioni ponderate, con attenzione all’impatto sulle persone fragili.»
Nell'annunciare il suo voto contrario, il Consigliere di FdI Aldo Domanico, ha criticato Forza Italia per «il suo voto ad un bilancio di continuità che non aveva sostenuto nella legislatura precedente e in aperta contraddizione con l'accordo politico siglato all'interno del centrodestra. Il bilancio è l'atto politico per eccellenza, votarlo significa riconoscere coerenza con il proprio programma. Forza Italia vota un bilancio che ieri contestava, con una visione che non è la sua. Senza un progetto politico non c'è fiducia e per questo il mio voto sarà contrario.»
Il Consigliere Corrado Jordan (UV), si è soffermato su «alcuni temi chiave per evidenziare priorità e criticità. In agricoltura servono sostegni economici, per la produzione, anche nella componente ambientale del territorio, in particolare per settori fragili come lo zootecnico. Sui consorzi di miglioramento fondiario occorrono nuovi strumenti, un importante piano di investimenti. Ma anche in sanità, dove ci sono importanti risorse, ma dove è necessario migliorarne i risultati e gli impatti e ridurre le inefficienze. Infine, la riorganizzazione della Pa è necessaria per migliorarne l'efficienza, ridare motivazioni fiducia e ristabilire la catena di comando e responsabilità.»
La Consigliera Loredana Petey (UV) ha sottolineato «l’attenzione del bilancio ai Comuni, riconoscendone il ruolo fondamentale nel garantire servizi essenziali e presidio del territorio. Trasferimenti vincolati e straordinari, sostegni alla protezione civile, prevenzione dei dissesti, investimenti su opere minori e spese per il personale qualificato dimostrano che il bilancio non è solo contabile, ma operativo. Occorre trovare nuove risorse per i maggiori servizi gestiti dalle Unités des Communes, così come una riforma degli enti locali che porti al rafforzamento dell'autonomia locale. Un bilancio coerente quindi con una visione di leale collaborazione istituzionale e attenzione concreta ai territori.»
«Il nostro voto al Defr è contrario per la mancanza di visione a lungo termine, per le tempistiche e per temi importanti per noi inaccettabili: raddoppio del Tunnel, ferrovia Aosta/Pré Saint Didier, Cime Bianche, collegamenti intervallivi e Ente strumentale - ha detto il Vicecapogruppo di AVS, Eugenio Torrione -. Ci è stato detto che l'impossibilità di arrivare ad un documento così cruciale per il futuro della Valle d'Aosta senza un lavoro corale sia legata ad una questione congiunturale, ma in realtà si è ripetuta in più momenti in passato, quindi è strutturale. Critichiamo anche il metodo: molte pagine del documento sembrano scritte con superficialità. Un copia-incolla con pochi obiettivi strategici e non declinati adeguatamente. Le modalità di approvazione, inoltre, sviliscono il Consiglio e la possibilità dei Consiglieri di dare il proprio contributo. Su questo aspetto, spero di poter intervenire concretamente nella Commissione Regolamento.»
Per la Consigliera Josette Borre (UV), «questi atti confermano la linea di responsabilità e di visione di questa maggioranza. In un quadro economico complesso, dimostrano la capacità di coniugare equilibrio dei conti e politiche di sviluppo. Una visione che dà attenzione alla sanità, all'istruzione, ai territori, riconoscendo un ruolo centrale ai Comuni. La legge di "Aosta capitale", nata da un governo dell'UV, ha garantito risposte alle nuove esigenze della città, di cui siamo tutti convinti dell'importanza strategica, ma oggi serve un ripensamento e un'attualizzazione della norma, interpretando Aosta non più solo come "capitale" ma come centro di servizio della plaine.»
«Lunedì, la relazione della maggioranza ci ha dato qualche speranza di poter portare un contributo, con un Governo attento al confronto e al dialogo. Poi la discussione si è irrigidita e le posizioni sono state chiare: un "niet" ad ogni proposta, nonostante atteggiamenti diversi tra gli Assessori e qualche apertura - ha detto il Capogruppo degli Autonomisti di Centro, Marco Carrel -. Ci asteniamo per dire che siamo pronti a portare il nostro contributo, ma solo se anche voi siete realmente pronti al confronto. I numeri dicono che la maggioranza ha 21 voti e la minoranza 14. Le dichiarazioni in Aula e in risposta alle nostre iniziative dimostrano che vi sono importanti differenze all'interno di questa maggioranza, in primis sui metodi, esattamente come più volte rimarcato da noi nella scorsa legislatura. Una forza autonomista è stata appositamente lasciata in minoranza, ma ribadisco la disponibilità al dialogo costruttivo se volete realmente tradurre i numeri in vere proposte per affrontare i problemi dei valdostani.»
Per il Capogruppo di PD-FP, Jean-Pierre Guichardaz, c'è stata «una mancanza di rispetto nei confronti di chi ha lavorato nella precedente legislatura: se oggi c'è un bilancio di prospettiva, una buona programmazione e risultati concreti, è anche dovuto al nostro contributo politico. Non esistono bilanci tecnici, ma di transizione: in questo c'è ancora l'impronta di autonomismo progressista che ha messo al centro la scuola pubblica, le politiche sociali, la sanità, la cultura, la coesione territoriale. Cambiare maggioranza significa scegliere un orizzonte politico diverso, oggi si è scelto di passare ad un autonomismo conservatore: abbiate il coraggio di ammetterlo.»
Il Consigliere dell'Union Valdôtaine Laurent Viérin ha osservato come «la Valle d'Aosta, a differenza di momenti passati più difficili, abbia di nuovo le risorse adeguate per esercitare la sua Autonomia. Ciò significa avere la responsabilità di investire sul territorio, nella sanità, nelle scuole, nei servizi, e di far fronte alle emergenze, come quelle che si sono verificate nell'ultimo periodo. Per questo, dobbiamo continuare difendere le prerogative di un'Autonomia che deve essere per forza anche finanziaria per poter fare delle scelte. Ogni bilancio è migliorabile, questo è un bilancio di inizio legislatura, il cui lavoro è iniziato in estate, che traccia una prospettiva sui prossimi anni. I 57 ordini del giorno hanno presentato dei temi interessanti sui cui sicuramente torneremo. Il bilancio è un inizio, ci sarà tutto l'anno - con il lavoro nelle Commissioni e in Aula - per trovare soluzioni condivise per i valdostani. Questo è il nostro compito.»
Il Capogruppo di Fratelli d'Italia, Alberto Zucchi, ha ricordato che «gli ordini del giorno sono stati affrontati dalla maggioranza in maniera inopportuna e improvvida, mentre le nostre proposte andavano nella logica di aprire un dialogo in una fase difficile. I numeri non sono valutazioni: in questo bilancio c'è uno squilibrio a favore della spesa corrente a discapito degli investimenti, il che non corrisponde sicuramente ad una visione di centrodestra. Anche per chi è appena entrato in maggioranza. Inoltre, il continuo ricorso a massicci avanzi di amministrazione non è sinonimo di capacità di programmazione, oltre ad essere pericoloso. Questo è un bilancio che non guarda al futuro ma al mantenimento dell'assetto attuale. Manca il coraggio di cambiare, di investire, di programmare: un bilancio che, in continuità con i precedenti, ha la priorità di conservazione e non di sviluppo.»
Per la Consigliera dell'Union Valdôtaine Cristina Machet, «alcune delle iniziative proposte dalla minoranza sono già state prese in considerazione altre mi sono parse il catalogo di idee, un ping pong tra rivendicazioni e difesa dei temi del cuore. Io non credo che questo sia lo spirito e invito tutti a una maggiore serietà. Tra i vari temi mi soffermo sui 47 milioni che sono stati messi nel triennio per finanziare la legge sugli interventi in agricoltura. Innovazione, efficientamento energetico, fonti rinnovabili sono i temi à la une anche per la zootecnia ma oltre a questi importanti fondi dobbiamo concentrarci anche su cose più semplici, come aiutare i giovani che lavorano nelle aziende ad accedere direttamente a questi contributi e non solo attraverso degli intermediari. Abbiamo a cuore il problema del lupo, del reperimento del personale nelle aziende zootecniche e della qualità della vita. È un bilancio che respira Autonomia e Federalismo, valori che dobbiamo continuare a coltivare e come UV lavoreremo in questo solco.»
Il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha osservato: «In questo dibattito è emerso che per alcuni Consiglieri di maggioranza le proposte fatte dalla Lega sono una lista della spesa. In realtà, a differenza del governo regionale, con la nostra azione, abbiamo valutato tema per tema ciò che poteva essere utile, proponendo soluzioni: non abbiamo voluto dare un voto negativo aprioristico. Abbiamo votato a favore di alcuni articoli, ci siamo astenuti su altri e, coerentemente con questo, ci asteniamo sugli atti nel loro complesso.»
Il Capogruppo di Centro Autonomista, Marco Viérin, ha parlato di «un bilancio che andrà affinato nel 2026 e nel 2027, ma che già oggi dà indicazioni chiare: forte attenzione alle famiglie e alle loro difficoltà, ai servizi della persona, al futuro dei Comuni e al loro ruolo fondamentale nella tutela e sicurezza del territorio, alla nostra Autonomia e alla sua crescita. Come CA chiediamo attenzione su temi sostanziali: la trasformazione di Aosta in una vera capitale alpina, più accogliente e accessibile, con parcheggi collegati al centro storico; il ridisegno della viabilità del centro Valle, con particolare riguardo alla trasformazione in tangenziale del tratto autostradale Quart-Aymavilles; una riflessione sulla gestione dei rifiuti con nuove tecnologie di trattamento e maggiore chiarezza sugli oneri a carico dei cittadini; lo spopolamento di montagna e lo sviluppo della nostra Università; la crescita economica e l’imprenditoria privata. Siamo disponibili al confronto e, nella maggioranza, saremo da pungolo per dare celerità ai progetti e alle idee.»
«Un bilancio che era stato proposto da una maggioranza composta da Autonomisti e Partito Democratico diventa un bilancio proposto e approvato da Autonomisti e da Forza Italia che si era opposta con parole di fuoco», ha detto il Consigliere della Lega VdA, Corrado Bellora, spiegando che «non tutto quello che ha proposto la maggioranza è da buttare via. Ho apprezzato gli interventi relativi alle difficoltà legate alle elezioni in autunno ma non mi è piaciuto l'atteggiamento ipocrita di un componente della maggioranza che parla di dialogo e poi boccia tutte le proposte provenienti dall'opposizione. Siamo stati molto seri, abbiamo avuto rispetto di questa Assemblea e abbiamo fatto proposte che meritavano considerazione. Avete i numeri per fare quello che volete, è una caduta di stile accusarci di mancanza di serietà.»
Il Capogruppo di FI, Pierluigi Marquis, ha sottolineato che «la Regione ha una buona dotazione finanziaria, soprattutto per gli investimenti, e il Defr traccia gli orizzonti sui grandi temi della Valle d'Aosta: concessioni idroelettriche, mobilità e accessibilità, sviluppo economico e sociale. Abbiamo ereditato un bilancio post-elettorale senza tempo per correttivi, ma già con soluzioni a questioni strutturali, economiche, sociali e sanitarie. E noi siamo pronti a dare il nostro contributo, con grande coerenza. Forza Italia è una forza di governo, di centro, che contribuisce a trovare soluzioni ai problemi, che vuole rafforzare il tessuto produttivo e gli investimenti, sostenendo nel contempo i più deboli. Il nostro voto a favore è pienamente consapevole e attraverso la nostra azione in maggioranza vogliamo affrontare le grandi questioni che attengono ai valdostani, attraverso un forte dialogo con lo Stato.»
Il Capogruppo dell'Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz, ha rimarcato: «L'UV e gli Autonomisti hanno la maggioranza del 62%: noi abbiamo la forza dei numeri perché abbiamo il consenso popolare. E, in forza di questo, riusciamo a dare una rappresentazione dei bisogni perché siamo credibili, avendo un orizzonte che tiene conto dei bisogni di tutti e non solo del dettaglio. Nei 57 ordini del giorno sono state fatte analisi puntuali, senza guardare al complesso e alla complessità. In quest'Aula facciamo politica: se il confronto è aderire a quello che propone la minoranza, pensando che la maggioranza non si occupi di determinate problematiche, facciamo una narrazione che fa male alla Valle d'Aosta. Questo è un bilancio credibile, non è la panacea di tutto: avremo modo, nella prima variazione, di dare le prime risposte e di confrontarci.»
SC-MP










