L’obiettivo dichiarato è chiaro: tenere insieme identità, servizi e sostenibilità finanziaria. È attorno a questo equilibrio che si è sviluppato il Consiglio comunale di Charvensod del 26 febbraio 2026, presieduto da Lucrezia Mammoliti, in una seduta densa di contenuti tecnici ma anche di significato politico.
La riunione si è aperta con l’approvazione dei verbali del 22 dicembre 2025 e con le comunicazioni del sindaco Ronny Borbey, che ha voluto ricordare come il 26 febbraio coincida con il 78° anniversario della promulgazione dello Statuto speciale della Valle d’Aosta, richiamando il valore dell’autonomia regionale. Un passaggio non solo simbolico, ma coerente con l’orizzonte del 2026, anno in cui Charvensod celebrerà anche l’80° anniversario della propria ricostituzione comunale. In calendario, ha annunciato il sindaco, sono previste diverse iniziative celebrative, inserite anche nel solco del progetto “Communitas” promosso dal Celva.
La minoranza “Per il paese – Pour le pays” ha aperto il confronto con due interrogazioni e un’interpellanza, riportando l’attenzione su questioni molto concrete.
Il primo tema, già sollevato nella seduta precedente, riguarda le criticità della nuova modalità di raccolta dei rifiuti e il degrado dei punti di conferimento. La consigliera Michelle Impérial ha sottolineato come, “nonostante le rassicurazioni fornite”, il problema si sia protratto per settimane e si sia ripresentato a fine gennaio. La richiesta è stata chiara: azioni strutturali e pressioni più incisive sul SubATO affinché i passaggi siano adeguati alla quantità reale di rifiuti prodotti.
L’assessora all’Ambiente Ilaria Linty ha risposto elencando gli interventi già attivati: controlli quotidiani della Polizia locale, campagne di apertura e monitoraggio dei sacchi abbandonati con l’ispettore ambientale di Aprica, attivazione dal 15 febbraio di un servizio aggiuntivo di nettezza urbana su scala di SubATO e interlocuzioni per l’ammodernamento del sistema di videosorveglianza. Una risposta articolata, che ha portato la consigliera a dichiararsi soddisfatta, pur lasciando sullo sfondo una questione più ampia: la difficoltà di calibrare un servizio sovracomunale sulle esigenze puntuali del territorio.
La seconda interrogazione ha riguardato la sicurezza del parcheggio interrato comunale numero 48 in località Terre Bianche. La consigliera Barbara Comé ha sollevato dubbi sulle uscite di emergenza, chiedendo conto delle manutenzioni e dei verbali di controllo. Anche in questo caso la risposta è stata tecnica: nessuna uscita bloccata tale da compromettere l’evacuazione, ma una criticità su una porta di emergenza con maniglione antipanico danneggiato, già segnalata al manutentore. Anche qui, soddisfazione della proponente.
Più politico il terzo punto, relativo alla variante contrattuale 1/2025 del servizio rifiuti del SubATO B. L’interpellanza chiedeva chiarimenti sull’impatto economico, in particolare sulla TARI. Linty ha ricordato che il servizio deve essere coperto integralmente dalle tariffe e che, essendo la tariffa unica a livello di Unité, “è riduttivo andare a definire i costi legati al singolo Comune”. Il nuovo servizio comporterà un iniziale aumento degli investimenti, spalmati su 17 anni, ma dovrebbe ridurre gli oneri di conferimento. Anche in questo caso la minoranza si è dichiarata soddisfatta, segno di un confronto tecnico che, almeno su questo punto, non ha assunto toni conflittuali.
Unanimità invece per il nuovo Regolamento sul canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico e di esposizione pubblicitaria, con adeguamento delle tariffe all’indice ISTAT dal 1° gennaio 2026. Un atto di ordinaria amministrazione, ma necessario per mantenere allineate le entrate comunali all’andamento dei prezzi.
Particolarmente significativo il via libera, sempre all’unanimità, all’introduzione di una tariffa per il servizio di pre e doposcuola a partire dall’anno scolastico 2026/27. Dopo un anno di sperimentazione gratuita, a cui hanno aderito 95 famiglie, la quota sarà di 50 euro per il primo figlio, 25 per il secondo, gratuita dal terzo in poi. L’assessore alle Politiche sociali Loris Lombardo ha spiegato che la gratuità iniziale era finalizzata a “verificare qualità, gradimento e reale domanda”. Il riscontro è stato positivo, anche da parte della Commissione Mensa. La minoranza ha espresso plauso per un servizio definito “apprezzato su larga scala”. È uno dei passaggi in cui il Consiglio ha mostrato maggiore sintonia, riconoscendo l’importanza della conciliazione tra tempi di vita e lavoro.
Diversa la dinamica sulla prima variazione al bilancio di previsione 2026/28, approvata con l’astensione della minoranza, per un totale di 656.680,60 euro. Le risorse si distribuiscono su più fronti: oltre 339 mila euro per la sorgente di Sant’Anna; 106 mila euro per l’efficientamento energetico della scuola primaria “Davide Mirko Viérin”; interventi su acquedotti, viabilità, riduzione del rischio idrogeologico; verifiche strutturali e adeguamenti del campo sportivo; fondi per incarichi professionali legati alla fattibilità delle opere previste dal programma elettorale; risorse per le manifestazioni dell’80° anniversario della ricostituzione del Comune. Un elenco che racconta un’Amministrazione orientata a investire in infrastrutture e manutenzioni, ma che ha comunque registrato una posizione prudente della minoranza.
Unanimità anche sulla verifica degli equilibri funzionali del Piano regolatore generale e sulla sostituzione di un membro della Consulta per i Servizi sociali.
La parte più politica della seduta è arrivata in chiusura, con la mozione della minoranza che chiedeva di garantire “la tempestiva e formale comunicazione” a tutti i consiglieri degli eventi istituzionali organizzati dall’Amministrazione. Il consigliere Pierre Savioz ha parlato di “questione di merito e di rispetto istituzionale”, sottolineando che il Consiglio rappresenta l’intera comunità e che la mancata comunicazione ufficiale “rischia di compromettere il principio di imparzialità”.
La mozione è stata respinta. La presidente Mammoliti ha richiamato la necessità di “distinguere con chiarezza ruoli e competenze istituzionali”, proponendo però riunioni trimestrali di programmazione per favorire maggiore condivisione preventiva. Il sindaco Borbey ha difeso l’operato dell’Amministrazione, ricordando che gli eventi sono comunicati pubblicamente e invitando i consiglieri a un ruolo “attivo e propositivo”, non limitato alla presenza formale.
Il Consiglio del 26 febbraio restituisce così un’immagine articolata di Charvensod: un Comune che investe su scuola, infrastrutture e ambiente, che affronta con pragmatismo i nodi gestionali, ma dove la dialettica tra maggioranza e minoranza resta un banco di prova permanente. In un anno simbolico per la storia del paese, la sfida non sarà solo amministrativa. Sarà anche quella di trasformare il confronto politico in un fattore di coesione, senza rinunciare alle differenze ma evitando che diventino fratture.













