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Consiglio Valle | 28 novembre 2020, 10:40

Sulla zona rossa emergono le divisioni della maggioranza

COMUNICAZIONE POLITICA AUTOGESTITA LEGA - I valdostani hanno bisogno anche di un Governo che non si faccia continuamente mettere i piedi in testa da un Governo che si suppone amico

Sulla zona rossa emergono le divisioni della maggioranza

Nella serata di ieri sera abbiamo appreso “per esclusione” che la Valle d’Aosta continuerà ad essere zona rossa. Anche questa volta, come in occasione della conferenza stampa del 5 novembre con cui il Premier Conte aveva annunciato in diretta televisiva l’istituzione delle zone rosse in Italia, nessuna comunicazione ufficiale è stata fatta al Presidente della Regione che, per sua stessa ammissione, è arrivato alla conclusione leggendo le dichiarazioni del Ministro Speranza rivolte alle altre Regioni.

Il perdurare della Valle d’Aosta fra le zone rosse avrà un effetto devastante sulla vita dei nostri cittadini e sulla nostra economia. Non sappiamo che cosa ne sarà della stagione invernale che stava per prendere il via.

Un argomento, quello della stagione invernale, che divide l’attuale maggioranza e che vede da un lato chi chiede di aprire e dall’altro il Segretario del Partito democratico che, attraverso la carta stampata, fa sapere che il PD valdostano è perfettamente in linea con il PD nazionale e quindi a favore dello stop allo sci. Viene quindi spontaneo chiedersi se l’Assessore al turismo condivida le parole del suo Segretario o se sia in linea con i propri colleghi di Giunta.

Quello di ieri sera inoltre, non è che l’ennesimo gravissimo sgarbo istituzionale fatto al Governo Lavevaz da un Governo che dovrebbe essere “amico”, visto che è composto dalla stessa maggioranza di quello valdostano. Quello di ieri sera è però anche una grande mancanza di rispetto nei confronti della nostra Autonomia. Autonomia dileggiata da chi oggi governa a Roma e considerata alla stregua di un privilegio feudale che, a detta di molti esponenti del Governo nazionale, non avrebbe più ragione di esistere.

Come se tutto questo non bastasse, anche le motivazioni della permanenza della Valle d’Aosta in zona rossa sono tutto fuorché chiare. Secondo gli ultimi dati riportati dagli organi di informazione, l’indice RT valdostano sarebbe pari a 0,99 registrando così un calo significativo. Calo che però pare non sia sufficiente, come non è sufficiente il fatto che la nostra Regione abbia accolto pazienti in terapia intensiva provenienti da altre Regioni che, inspiegabilmente, starebbero per diventare zone arancioni. Inspiegabilmente perché, mentre tutti gli altri Governatori delle zone rosse lavoravano alacremente per far “cambiare colore” alla propria Regione, il nostro Presidente aspettava invano una telefonata da Roma affermando che “rossa o arancione poco cambia” perché tanto la zona rossa l’avrebbe istituita lui stesso.

I valdostani hanno bisogno di chiarezza e di sapere le reali motivazioni che hanno portato all’istituzione della zona rossa. Motivazioni che, nonostante una risoluzione votata in aula all’unanimità impegnasse il Governo a riferire in V Commissione i dati che hanno portato alla zonizzazione, sono tutt’ora sconosciute.

I valdostani hanno però bisogno anche di un Governo che non si faccia continuamente mettere i piedi in testa da un Governo che si suppone amico.

Invece di chiedere “risposte chiare” attraverso un tweet, caro Presidente Lavevaz, basterebbe chiedere ai componenti di sinistra della sua stessa maggioranza.

INFO LEGA

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