Il provvedimento, presentato dalla Giunta regionale il 29 giugno scorso ed esaminato dalla quinta Commissione, si compone di 13 articoli che prevedono risorse aggiuntive per i Lea e modifiche a diverse leggi regionali in ambito sanitario, edilizio e sociale. Sul testo è stato recepito in Aula un emendamento dell'Assessore alla sanità.
Il Consiglio ha anche esaminato tre ordini del giorno collegati al disegno di legge, di cui due del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA e uno congiunto dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine.
Entrambi gli ordini del giorno presentati dal PD-FP chiedevano all’Assessore un’informativa in quinta Commissione: il primo, sulla riparametrazione delle risorse destinate al Servizio sanitario regionale, è stato ritirato; il secondo sulla sostenibilità pluriennale del finanziamento del Servizio sanitario regionale e sulla copertura della quota residua di disavanzo, pari a 6 milioni di euro, per il 2026 è stato respinto.
È stato anche respinto l'ordine del giorno di Lega VdA e Renaissance che chiedeva di valutare una forma di indennità aggiuntiva a favore degli operatori socio-sanitari.
La Consigliera Luisa Trione (CA) ha illustrato il disegno di legge al Consiglio: «L'obiettivo prioritario - ha detto - è quello di garantire la continuità e la qualità dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), adeguando al contempo le risposte nei settori della sanità e delle politiche sociali. Un aspetto centrale riguarda il finanziamento del sistema sanitario regionale: per il 2026 viene autorizzato un incremento della spesa corrente pari a 18 milioni e 841 mila euro per il finanziamento dei Lea, destinato alla copertura di una quota del disavanzo preventivato dall’Azienda Usl della Valle d’Aosta, in coerenza con il principio di autofinanziamento del Servizio sanitario regionale.»
«Il testo introduce inoltre una serie di misure che intervengono su diversi ambiti - ha proseguito -: dalla prosecuzione della collaborazione con la Regione Piemonte per l'organizzazione delle attività di formazione dei medici di medicina generale all’istituzione del Registro regionale degli arresti cardiaci extra ospedalieri, finalizzato alla raccolta dei dati che serviranno a guidare la pianificazione sanitaria e a individuare una distribuzione ottimale dei defibrillatori semiautomatici esterni sul territorio. In materia di politiche sociali, viene introdotta l'erogazione di anticipazioni finanziarie agli enti gestori dei servizi per anziani e persone con disabilità nonché al Comune di Aosta e alle Unités des Communes per i servizi di prima infanzia; viene incluso il restauro e risanamento conservativo tra gli interventi ammissibili a contributo regionale sugli edifici pubblici assistenziali; viene aggiornata la disciplina delle commissioni per la valutazione della disabilità, ampliando le figure professionali coinvolte e recependo il nuovo approccio alla valutazione multidimensionale della persona, con l’obiettivo di rendere più efficace il lavoro delle commissioni. Nel complesso, il disegno di legge mira a coniugare l’equilibrio dei conti pubblici con la tutela del diritto alla salute e la gestione efficiente dei servizi ai cittadini, rendendo l'azione amministrativa più snella ed efficace.»
Per la Vicecapogruppo del PD-Federalisti Progressisti VdA, Clotilde Forcellati, «la tutela della salute dei valdostani è una priorità condivisa, ma questo provvedimento conferma una cronica difficoltà nella programmazione finanziaria. Perché continuare a intervenire con leggi urgenti per coprire risorse mancanti, invece di prevedere finanziamenti strutturali nei bilanci ordinari? Con questa legge stanziamo 18,8 milioni di euro per il disavanzo del bilancio preventivo dell'Usl, ma restano ancora da coprire 6 milioni: come saranno reperiti? Su questo e sul controllo preventivo della spesa sanitaria abbiamo presentato due ordini del giorno. Condividiamo l'obiettivo di ridurre le liste d'attesa, ma non il ricorso sistematico agli straordinari a tariffa maggiorata come risposta alla carenza di personale. Chiedere a medici e infermieri, già sotto pressione da anni, di prolungare l'orario di lavoro per garantire i Lea non è una soluzione duratura: servono concorsi rapidi, percorsi di carriera incentivanti e stabilizzazioni per fermare la fuga dei professionisti della sanità. Apprezziamo gli interventi sul welfare e sulle politiche sociali come l'anticipo delle risorse a Unité e Comune di Aosta per i servizi ad anziani e prima infanzia e l'estensione dei contributi regionali agli interventi di restauro per mantenere i servizi vicino alle persone fragili.»
«Garantire i Lea è un dovere, ma non possiamo accettare che un provvedimento così importante arrivi in Aula con documenti disallineati, correzioni dell'ultimo minuto e una copertura finanziaria solo parziale - ha detto il Capogruppo della Lega Vallée d'Aoste, Andrea Manfrin -. Questo disegno di legge risolve appena l'80% del disavanzo dell'Usl, rinviando il resto a futuri provvedimenti senza alcuna certezza. Inoltre, delle risorse stanziate, una parte consistente non rappresenta nuovi finanziamenti, ma somme già trasferite e semplicemente riallocate. È la dimostrazione che si continua a rincorrere le emergenze anziché programmare il futuro della sanità valdostana. Serve maggiore trasparenza, una pianificazione credibile e il rispetto del ruolo del Consiglio, che non può essere chiamato a esaminare in fretta testi incompleti e continuamente corretti. Continuiamo inoltre a chiedere un segnale concreto per gli operatori socio-sanitari, ancora esclusi dall'indennità di attrattività nonostante svolgano un ruolo essenziale nell'erogazione dei servizi: ed è per questo che abbiamo depositato un ordine del giorno. La nostra sarà sempre un'opposizione responsabile: riconosciamo la necessità di sostenere il sistema sanitario, ma proprio per questo chiediamo serietà, chiarezza e una visione di medio-lungo periodo, non l'ennesimo intervento tampone.»
Riconoscendo come «necessario» il contributo stanziato a favore dell'Usl, il Vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Eugenio Torrione, ha anticipato il voto di astensione: «Questo disegno di legge interviene sul 2026, ma come si intende governare la crescita della spesa sanitaria negli anni successivi? Quali strumenti garantiranno l'equilibrio economico senza compromettere la qualità dei servizi? Se, come chiarito dall'Assessore in Commissione, le cause dell'aumento della spesa sanitaria sono strutturali, anche la risposta dovrebbe esserlo. Infatti, la sfida non è reperire ogni anno nuove risorse, ma costruire una programmazione capace di coniugare sostenibilità economica, qualità dei servizi e risposta ai nuovi bisogni della popolazione. Apprezziamo invece l'istituzione del registro nazionale degli arresti cardiaci extraospedalieri, che migliorerà la raccolta dei dati e la programmazione sanitaria, anche rispetto alla diffusione dei defibrillatori sul territorio, così come gli interventi sulla formazione dei medici di medicina generale, l'aggiornamento della disciplina delle commissioni per l'invalidità civile e le misure per una gestione finanziaria più ordinata dei servizi per anziani e prima infanzia gestiti dalle Unité e dal Comune di Aosta.»
Il Consigliere di Fratelli d'Italia Aldo Domanico ha annunciato il voto di astensione, pur riconoscendo «elementi condivisibili, come il registro regionale sugli arresti cardiaci e la modifica sull'edilizia socio-assistenziale. Esistono, però, nodi critici: il problema centrale è che si ripiana un disavanzo invece di rimuoverne le cause. Non si impone alcuna contropartita in termini di efficienza, riorganizzazione o responsabilità da parte della dirigenza: l'ente sa che, a consuntivo, la Regione interviene, rafforzando così l'incentivo a non contenere i costi, perché il rischio è socializzato sul bilancio regionale. Numerose norme rinviano inoltre alla Giunta regionale la definizione di criteri e modalità, con il rischio di spostare il potere dal Consiglio, sede di controllo e dibattito, all'Esecutivo. Continuare ad approvare, anno dopo anno, interventi tampone su un disavanzo strutturale, senza che nessuno dica quando e come l'Azienda Usl tornerà in equilibrio, significa rinviare il problema alla prossima legislatura. Per questo ci asteniamo, non per indifferenza verso la sanità pubblica, ma per rispetto di chi la finanzia, cioè i valdostani. Il nostro voto di astensione resta un'apertura di credito, non un assegno in bianco.»
Il Consigliere di FdI Massimo Lattanzi ha aggiunto: «I valdostani non meritano una sanità in continua emergenza da almeno 15 anni, ma programmazione ed efficienza. L'Assessore, da tre anni in carica, continua a giustificare questo approccio fatto di provvedimenti urgenti, sostenendo che tutto funzioni e che la sanità si autofinanzi anche grazie al Pnrr. Noi raccogliamo invece il disagio di personale sanitario in burnout e di pazienti costretti ad attendere ore per un posto letto. Tutte le classifiche sanitarie dicono la stessa cosa: il livello di sevizio della sanità valdostana non è all'altezza delle risorse investite. Vogliamo farcene una ragione e mettere giù una programmazione che porti a una soluzione? Sono d'accordo che non si trovi dall'oggi al domani ma almeno proviamo a cambiare approccio.»
«Il provvedimento è arrivato in Aula in tempi rapidi, ma questo non significa che sia stato affrontato con superficialità - ha sottolineato il Vicecapogruppo di Forza Italia, Marco Sorbara -. Proprio per l'urgenza, Consiglio e Commissioni hanno lavorato con senso di responsabilità, approfondendo il testo e introducendo le modifiche necessarie per garantire i Livelli essenziali di assistenza e aggiornare il quadro normativo. Non si tratta di un disegno di legge che rivoluziona il modello sanitario, ma è un intervento di manutenzione normativa e organizzativa per garantire ai cittadini il diritto a ricevere prestazioni appropriate, sicure e immediate. La Valle d'Aosta ha sempre ottenuto ottimi risultati sui Lea: ora la sfida è migliorarli. Per questo Forza Italia voterà a favore di un provvedimento che rafforza l'organizzazione del sistema sanitario regionale, tutela la qualità dei servizi valorizzare quella grande rete di solidarietà e volontariato che rende la nostra regione un modello riconosciuto di coesione sociale. Come maggioranza avremo il dovere di verificare se le disposizioni approvate produrranno gli effetti attesi.»
L'Assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha ribadito che «questo disegno di legge interviene su una situazione straordinaria legata al finanziamento della sanità valdostana per il 2026. Si tratta di un intervento necessario per affrontare un disavanzo tecnico di circa 25 milioni di euro, determinato da una serie di fattori che negli ultimi anni hanno inciso sulla spesa sanitaria sia a livello nazionale che territoriale: l’aumento dei costi del personale, dei farmaci, dei servizi e la conclusione di alcune risorse straordinarie che avevano contribuito a sostenere nuovi interventi, in particolare quelli collegati al Pnrr. La Valle d’Aosta, grazie alla propria Autonomia speciale, ha un sistema sanitario autofinanziato che, negli anni, ha permesso di scegliere di investire risorse importanti per garantire ai cittadini livelli di assistenza costanti ed elevati oltre che servizi aggiuntivi rispetto a quelli essenziali, che sono circa una quarantina. Tra questi rientrano l’innovativa terapia di stimolazione magnetica transcranica, l’esecuzione dei test genetici gratuiti a tutti i futuri nuovi nati, i trasporti sanitari secondari che grazie all’insostituibile apporto del mondo del volontariato offrono ai pazienti valdostani trasferimenti gratuiti anche nelle situazioni di non urgenza. Dispone inoltre di un numero di reparti ospedalieri che va ben oltre quanto ci sarebbe consentito dalle norme nazionali rispetto alla nostra ridotta popolazione: questo patrimonio però costa e deve essere mantenuto e finanziato nel tempo.»
«Negli ultimi anni lo stanziamento destinato ai servizi essenziali è cresciuto in modo significativo, passando da circa 255 milioni di euro nel 2019 a oltre 351 milioni nel 2025 - ha proseguito l'Assessore -. L’attuale situazione deriva dalla combinazione di diversi elementi: l’incremento strutturale della spesa sanitaria, le tempistiche tecniche dei bilanci e il venir meno di alcune risorse straordinarie che avevano funzionato come elemento di equilibrio. Un elemento centrale riguarda il personale sanitario. Negli ultimi anni la Regione ha scelto di investire sulla valorizzazione dei propri professionisti, sia attraverso specifici interventi normativi che hanno consentito di destinare circa 16 milioni di euro annui aggiuntivi, sia attraendo personale fuori regione. È un impegno importante, perché il personale rappresenta il cuore del servizio sanitario e perché oggi la carenza di professionisti è una delle principali criticità che accomuna tutti i sistemi sanitari pubblici. Con questo provvedimento garantiamo continuità e stabilità al servizio sanitario regionale, consolidando il 2026 e avviando un percorso che dovrà accompagnare la programmazione dei prossimi anni.»
«L’incremento del finanziamento non è da considerare come un semplice costo, ma come un investimento necessario a salvaguardare un modello sanitario che la Valle d’Aosta ha saputo costruire nel tempo e che oggi costituisce uno dei pilastri della coesione sociale e della qualità della vita della nostra comunità - ha concluso -. In un momento di aumento strutturale della spesa sanitaria nazionale, la nostra Regione sceglie di utilizzare la propria Autonomia speciale per garantire un accesso equo e tempestivo alle cure, con un’attenzione particolare al territorio, alle persone fragili, ai servizi e sulla qualità dell’assistenza ai cittadini valdostani.»













