Buongiorno Direttore,
in riferimento all'articolo pubblicato a marzo dal titolo «Cogne chiede voce: 191 firme per aprire il confronto sul collegamento Cogne–Pila raccolte da CogneFutura», chiedo se sia possibile pubblicare questa lettera per evidenziare come, a oggi, si sia ancora in attesa di un confronto pubblico sul progetto.
Negli ultimi mesi il progetto del collegamento funiviario tra Cogne e Pila sembra essere stato messo in sordina, mentre da parte della Pila Spa il battage pubblicitario sulla Stella è costante.
A marzo, la petizione promossa sul territorio di Cogne, con la raccolta di 191 firme, così come gli interventi pubblici apparsi sulla stampa, hanno dimostrato che attorno all'ipotesi della funivia non esiste soltanto una discussione tecnica o economica, ma una riflessione più ampia sul modello di sviluppo che si immagina per Cogne nei prossimi decenni.
Proprio per questo, oggi più che mai, appare necessario un passaggio fondamentale: aprire un confronto pubblico vero, trasparente e documentato, nel quale l'amministrazione comunale possa illustrare ai cittadini la situazione progettuale, le sue finalità, i costi, i possibili benefici e le eventuali criticità. Considerazioni che dovrebbero essere presentate in modo imparziale e prescindere dagli interessi della Pila Spa.
Il collegamento Cogne-Pila non è un'opera qualsiasi. È un progetto che, se realizzato, avrebbe inevitabilmente un impatto sul territorio, sul paesaggio, sull'organizzazione turistica della valle, sulla mobilità e sull'identità stessa della comunità. Per questo motivo è comprensibile che una parte della popolazione chieda maggiori informazioni e occasioni di approfondimento.
Le domande poste nella petizione rappresentano un segnale di attenzione e di partecipazione civica che dovrebbe essere accolto con rispetto. Chiedere chiarimenti su un progetto di questa portata significa voler capire, valutare e contribuire in modo consapevole a una scelta che riguarda l'interesse collettivo.
Il nodo vero: l'assenza di un dibattito pubblico
Ad oggi, ciò che molti cittadini rilevano non è tanto l'esistenza di posizioni diverse sul progetto — cosa del tutto normale in una comunità viva — quanto piuttosto l'assenza di un percorso pubblico di confronto promosso dal Comune.
Non risultano infatti momenti strutturati di dibattito aperto alla popolazione, né occasioni ufficiali nelle quali siano stati presentati in modo completo i contenuti dell'intervento, i suoi presupposti e le sue conseguenze.
Una scelta di questo rilievo non può essere percepita come un dossier riservato agli addetti ai lavori, alle società interessate o ai livelli politici superiori. Il Comune, in quanto istituzione più vicina ai cittadini, ha il compito di garantire trasparenza, informazione e partecipazione. Non per alimentare contrapposizioni, ma per costruire fiducia e mettere tutti nelle condizioni di comprendere davvero quale direzione si intenda prendere.
Chiarezza prima delle decisioni
Un'opera di tale portata merita risposte puntuali su diversi aspetti: la sostenibilità economica dell'investimento, l'impatto ambientale e paesaggistico, le ricadute sul turismo locale, la gestione dei flussi, la coerenza con il contesto naturalistico del Parco e con la vocazione storica di Cogne. Sono temi complessi che non si affrontano con slogan favorevoli o contrari, ma con dati, analisi, studi e spiegazioni accessibili.
Per questo è poco comprensibile che l'amministrazione non abbia ancora promosso un percorso pubblico fatto di incontri e momenti di ascolto, coinvolgendo cittadini, operatori economici, associazioni e l'intera comunità.
Un confronto serio non indebolisce le istituzioni; al contrario, le rafforza, perché dimostra la volontà di condividere le scelte e di assumersi fino in fondo la responsabilità politica del loro impatto.













