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Aosta Capitale | 18 maggio 2026, 13:09

Rocco e la città promessa

Il sindaco di Aosta risponde alla lettera sul degrado urbano ringraziando cittadini e proposte civichepercezione diffusa della città racconta. Aostacronaca ringrazia per l'attenzione e la risposta l'Ing. Raffaele Rocco Sindaco di Aosta

Raffaele Rocco

Raffaele Rocco

Con riferimento alla “lettera” al Sindaco e alla Giunta municipale di Aosta pubblicata sul vostro giornale online il 10 maggio u.s., desidero ringraziare per lo spirito costruttivo, la conoscenza concreta della città, la passione misurata per i suoi spazi pubblici.

Sono questi i contributi che fanno crescere una comunità e che il Sindaco e la Giunta accolgono con rispetto e con riconoscenza.

La questione che si pone — la cura quotidiana di Aosta — non è marginale. Riguarda la percezione di sicurezza, la qualità urbana, l’attrattività turistica, la fiducia nel rapporto tra cittadini e istituzioni. E proprio perché ha questa portata, l’Amministrazione non intende affrontarla come reazione episodica a singole sollecitazioni, ma come politica pubblica strutturata, già delineata nel Documento unico di programmazione 2026-2028, oggi in piena fase attuativa, che trova nella collaborazione con le associazioni di categoria un punto di forza molto importante.

Colgo l’occasione, quindi, per restituire, in modo trasparente, il quadro entro il quale la Sua proposta trova piena coerenza.

Il primo strumento è il Piano straordinario di manutenzione e decoro (Obiettivo 1.M.3). Si tratta di costruire un modello organizzativo permanente capace di raccogliere le segnalazioni dal territorio, da qualunque fonte provengano, organizzarle per priorità, smistarle alle strutture competenti — Servizio strade, igiene urbana, verde pubblico, illuminazione, Polizia locale — e restituire ai cittadini risposte verificabili nei tempi e negli esiti.

Non interventi a chiamata, ma una catena ordinata di osservazione, programmazione e manutenzione, capace di vedere i problemi prima che diventino normalità.

Lei propone giustamente di rafforzare la presenza sul territorio. Lo facciamo, e lo faremo, all’interno di questo quadro: la Polizia locale ha un ruolo centrale, già consolidato e oggetto di potenziamento; il volontariato civico organizzato — espressamente richiamato nel DUP — costituisce un supporto prezioso alle attività di vigilanza e accompagnamento, ma in una logica di sussidiarietà che non si sovrappone né si sostituisce alle funzioni di pubblica sicurezza.

È una distinzione che teniamo ferma: il presidio del territorio dev’essere istituzionale, coordinato e responsabile, mai improvvisato. Non ronde, non strutture punitive: un presidio civico permanente che renda visibile, ogni giorno, l’attenzione dell’Ente allo spazio pubblico.

Anche il secondo tema che Lei solleva è già al centro della nostra programmazione. Il Patto per il commercio e l’agricoltura (Obiettivo 2.M.5) prevede esplicitamente, tra le attività del 2026, la ricognizione e l’aggiornamento dei regolamenti comunali per incentivare la rigenerazione dei negozi, il riuso dei locali sfitti e la condivisione delle vetrine.

Siamo inoltre in stretto contatto con l’Amministrazione regionale, che ha avviato riflessioni analoghe insieme agli Enti locali per una politica di intervento coordinata. Accanto a questo, è già programmato il rafforzamento degli interventi di pulizia straordinaria e di disinfestazione nelle aree a maggiore intensità commerciale, con particolare attenzione al centro storico e ai portici.

L’idea che Lei suggerisce — utilizzare temporaneamente vetrine e spazi inutilizzati per raccontare Aosta, la Valle d’Aosta, i suoi paesaggi, i suoi castelli, la sua identità alpina — è un’intuizione che apprezzo. Si inserisce con naturalezza nella strategia “Aosta città alpina” (Obiettivo 2.M.1), dove il decoro non è soltanto cura ma anche promozione territoriale.

Andrà costruita con i necessari rapporti con i proprietari, con regole chiare e con un disegno omogeneo; ma è un esempio felice di come il pieno e il vuoto della città possano essere ricondotti a un’unica grammatica di bellezza. Anche questa è un’iniziativa che è oggetto di confronto con l’Amministrazione regionale e con le associazioni di categoria, per poter individuare puntuali modalità realizzative.

Vorrei aggiungere un ultimo punto, che mi sta particolarmente a cuore. Il DUP prevede l’istituzione dei Forum dei cittadini quale strumento stabile e regolato di partecipazione, dove proposte come la Sua trovano un luogo proprio, riconosciuto, capace di tradursi in indirizzi amministrativi e dove anche la Sua lettera non resterà una voce isolata: troverà un alveo istituzionale dove diventare confronto continuo.

Vede, Aosta non si cura con annunci, e nemmeno a rimorchio dell’urgenza del momento. Si cura con un metodo: con uffici che dialogano, con regole che funzionano, con cittadini che vengono ascoltati dentro procedure riconoscibili, con un’Amministrazione che si lascia misurare sui risultati. È esattamente la direzione tracciata nel programma di mandato.

La Sua lettera non chiede all’Amministrazione di partire: chiede all’Amministrazione di non smettere. È una sollecitazione che raccolgo, e che restituisco — come Sindaco e come ingegnere — a una città che ha tutte le risorse, umane e istituzionali, per restituire ogni giorno dignità e bellezza ai propri spazi.

Aosta è una città bella. Una città bella, però, va curata ogni giorno. Ed è proprio questa cura quotidiana che vogliamo trasformare, da emergenza ricorrente, in pratica ordinaria del nostro modo di governare.

Con i più cordiali saluti,

Ing. Raffaele Rocco
Sindaco di Aosta.

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