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Governo Valdostano | 20 marzo 2026, 17:10

Prima variazione di bilancio: tra aggiustamenti e ambizioni, chi ci guadagna davvero?

La Giunta regionale della Petirte Patrie vara la prima variazione al bilancio 2026-2028 da 37,3 milioni di euro. Tra sostegni diffusi a enti locali, casa, scuola e agricoltura, e strumenti finanziari più flessibili, il provvedimento si muove tra pragmatismo e prudenza. Resta aperta la domanda sull’impatto reale per cittadini e territorio

Prima variazione di bilancio: tra aggiustamenti e ambizioni, chi ci guadagna davvero?

La prima variazione di bilancio dell’anno arriva puntuale e con numeri solidi: 37 articoli, 37,3 milioni di euro, una costruzione che tiene insieme 6,7 milioni di maggiori entrate e oltre 30 milioni di compensazioni interne. Tradotto: più redistribuzione che nuova spesa. Un’operazione ordinata, ma che dice molto anche su quanto margine reale ci sia per politiche espansive.

La linea politica dichiarata è quella del sostegno diffuso: servizi, territorio, comunità. Una formula che funziona sempre, almeno sulla carta. L’Assessore al Bilancio, Mauro Baccega, parla di un intervento che “accoglie tutte le richieste più significative”, rivendicando un lavoro corale della Giunta. E qui si apre il primo interrogativo: quando tutti ottengono qualcosa, qualcuno ottiene davvero abbastanza?

Il rafforzamento della finanza locale è probabilmente il cuore politico della manovra. Più risorse agli enti, senza vincoli stringenti, per affrontare costi crescenti e rinnovi contrattuali. Una scelta pragmatica, quasi inevitabile. Ma anche una misura che rischia di trasformarsi in un tampone strutturale: si coprono i costi, ma si rinvia il tema dell’efficienza e della riorganizzazione dei servizi.

Sul fronte sociale e abitativo, la Giunta interviene con cautela: sostegno all’ARER, rinvio degli aumenti dei canoni e promessa – per ora solo accantonata – di una riforma più ampia nel 2027-2028. Un segnale chiaro, ma anche qui con una lettura possibile: si guadagna tempo. E nel frattempo si evita un impatto immediato sulle famiglie, rinviando però il nodo strutturale della casa.

Interessante la norma sugli enti ex ONLUS, che mantiene agevolazioni fiscali per realtà escluse dal nuovo perimetro del Terzo settore. Una misura di continuità, certo, ma che evidenzia ancora una volta quanto la normativa nazionale e quella regionale fatichino a parlarsi fino in fondo.

Poi c’è la parte più “visibile” della manovra: università, convitto di Verrès, progetto “Agile Arvier”, e soprattutto il ritorno del Giro d’Italia. Qui la logica cambia: meno manutenzione, più investimento in immagine e prospettiva. Scelte che funzionano politicamente e mediaticamente, ma che inevitabilmente riaprono il solito dibattito: quanto pesa l’effetto vetrina rispetto ai bisogni quotidiani?

L’agricoltura riceve un rifinanziamento mirato, mentre sul fronte finanziario si introduce la possibilità di allungare i mutui regionali gestiti da Finaosta. Una misura intelligente, che avvicina il pubblico al privato nella gestione del credito. Anche qui, però, con una doppia lettura: flessibilità per chi è in difficoltà, ma anche segnale di un sistema che deve adattarsi a margini sempre più stretti.

Nel complesso, la variazione si muove con equilibrio, senza scosse. Ed è forse proprio questo il punto: nessuna scelta realmente divisiva, nessuna svolta netta. Una manovra che tiene insieme tutto e tutti, ma che proprio per questo rischia di diluire il proprio impatto.

Ora la parola passa al Consiglio regionale. Sarà lì che la manovra dovrà dimostrare se è solo un esercizio di equilibrio contabile ben costruito o il primo passo di una strategia politica più riconoscibile. Perché, al di là dei numeri, la domanda resta semplice: questa variazione cambia davvero qualcosa o si limita a far funzionare un po’ meglio ciò che già c’è?

je.fe.

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