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EVENTI E APPUNTAMENTI | 09 gennaio 2026, 14:15

La lunga stagione del Carnevale valdostano

Tra i venti gelidi di inizio anno e le giornate che lentamente si allungano, in Valle d’Aosta torna il tempo dei Carnevali: storie, leggende, corteggi in costume e fiaccolate sulla neve animano borghi e vallate, dal coraggio di Caterina di Challant alla Coumba Freida napoleonica, fino al diavolo ingannato a Pont-Saint-Martin. Un viaggio festoso tra tradizioni antiche e allegria moderna, dove l’inverno si scalda con balli, maschere e brindisi sotto le stelle

Foto: Archivio fotografico della Regione Valle d'Aosta

Foto: Archivio fotografico della Regione Valle d'Aosta

Planato sulle Alpi occidentali insieme ai gelidi venti polari di questo inizio 2026, è tornato uno dei periodi più speciali dell’anno per la Valle d’Aosta: è la stagione del Carnevale o, meglio, dei Carnevali, al plurale. Se in tutto il mondo si celebra la fine dell’inverno più buio, le giornate che si allungano a salutare i primi sprazzi di primavera, per la regione più alta d’Italia il sollievo vale doppio. C’è persino un proverbio, in patois, che celebra questo momento di passaggio: “se nèit la demendze grasa, tot l’an la tèra grasa”, ovvero “se nevica la domenica di carnevale, tutto l’anno la terra sarà grassa”, nel senso di generosa, fertile e produttiva.

I riti di Carnevale anticipano nei calendari contadini l’inizio della stagione della semina: un momento di grandi aspettative e speranze, da trascorrere in allegria e abbondanza, in un’atmosfera sospesa e licenziosa, dove ogni scherzo vale e per un giorno ci si può concedere qualcosa in più.

In Valle d’Aosta, tuttavia, il Carnevale non dura un giorno: è possibile partecipare, di settimana in settimana, alle celebrazioni delle diverse località della regione più alta d’Italia. Sono tre i principali carnevali storici, ma la festa si irradia in diversi altri borghi della Valle, in un’euforia diffusa che dura tutto l’inverno.

Il Carnevale di Verrès – una storia di coraggio femminile

Vive Introd et Madame de Challant: un coro di festa che affonda le radici in una vicenda di quasi 600 anni fa. Appellandosi alla legge salica, che escludeva le donne dalle linee di successione, i cugini di Francesco di Challant cercarono di impedire alle due figlie, Caterina e Margherita, di ereditare i feudi del padre. La coraggiosa Caterina, tuttavia, rifiutò le pressioni dei prìncipi di Challant, difendendo i propri diritti con ogni mezzo, conscia che per conseguire i propri obiettivi era indispensabile poter contare anche sul supporto popolare. Fu così che, in occasione della festa della Trinità del 1450, insieme al suo coniuge Pierre d’Introd, Caterina uscì in piazza a danzare con la gioventù del paese. Al suono del piffero e del tamburo si aggiunse, nell’entusiasmo generale, ben presto anche il coro da cui siamo partiti: Vive Introd et Madame de Challant, che riecheggia ancora oggi per tutta la durata del Carnevale.

Verres, Piazza Chanoux | sabato 10 gennaio 2026, a partire dalle ore 23:00
Veglione di apertura

Il Carnevale di Verrès si apre, come ogni anno, con la presentazione dei nuovi Catherine di Challant e Pierre d’Introd LXXVII, che interpreteranno per l’edizione 2026 i due coniugi rinascimentali, seguita dalla Proclamazione dei nuovi cavalieri del Carnasciali Verretiesi Supremus Ordo.

Verres | 14 – 17 febbraio 2026
Yat tornà lo Carnaval! – Carnevale storico di Verrès

La storia della castellana “amica del popolo” è rivissuta ogni anno dai Verrezziesi, ancor grati del gesto tanto bello quanto inusuale, data l’epoca. Si parte il sabato sera con fiaccolata e corteo storico, a cui partecipano ben 250 figuranti in costume, la “Lettura del Proclama” e il ricevimento delle ex-Caterine al castello. Il resto è una tre giorni tutta da vivere, tra atmosfere medievali, allegria e goliardia.

La Coumba Freida – un Carnevale portato dal vento e da Napoleone

Se gli spifferi gelidi di queste località hanno dato il nome di Coumba Freida, gli abitanti della valle del Gran San Bernardo e della Valpelline sanno certamente come riscaldarsi: un Carnevale che rievoca il passaggio di Napoleone Bonaparte lungo l’antica via Francigena, nel maggio del 1800.

I borghi di quest’area, a nord-est della città di Aosta, conservano infatti consuetudini e costumi ispirati alle uniformi dell’esercito dell’Empereur. Abiti preziosi, confezionati a mano, adornati di perline, paillettes e specchietti che, riflettendo la luce, allontanano le forze maligne. Ecco le località che rievocheranno, nelle prossime settimane, quest’antica tradizione:

Ollomont | 10 gennaio 2026

Bionaz | 16 – 17 gennaio 2026

Valpelline | 18 gennaio 2026

Doues | 24 – 25 gennaio 2026

Étroubles | 12 – 13 febbraio 2026

Roisan | 14 – 17 febbraio 2026

Saint-Oyen | 14 febbraio 2026

Allein | 15 – 17 febbraio 2026

Saint-Rhémy-En-Bosses | 17 febbraio 2026

San Martino, il Diavolo e un ponte romano: il Carnevale di Pont-Saint-Martin

Il celebre ponte romano che dà il nome alla cittadina di Pont-Saint-Martin risale al primo secolo avanti Cristo, ma nel Medioevo gli abitanti locali non lo ricordavano più. Una leggenda popolare fa risalire l’arcata di pietra che sovrasta il torrente Lys all’epoca di Martino di Tours, che, diretto a Roma, rese possibile la costruzione del ponte in una sola notte, ingannando il diavolo.

San Martino e Belzebù sono i protagonisti del Carnevale di Pont-Saint-Martin, giunto alla 116ª edizione, insieme alla Ninfa del torrente Lys e a figure folkloriche legate all’antica Roma, come Consoli, Tribuni della Plebe, Milites e, dall’altra parte, i loro grandi nemici: i Salassi, introdotti nella manifestazione ormai 50 anni fa.

Pont-Saint-Martin | 12 – 18 febbraio 2026
Carnevale Storico di Pont-Saint-Martin

Giovedì 12 febbraio si parte con il Mini Carnevale Storico a cura delle scuole dell’infanzia del territorio, culminando nella cerimonia del Mini Rogo del Diavolo. Il vero clou della manifestazione è a ridosso del Martedì Grasso, con la tradizionale Corsa delle Bighe di lunedì 16 e la sfilata dei carri allegorici di martedì 17.

Fiaccolate sugli sci in maschera

Fiaccole accese, sci ai piedi, maschere sul volto: anche la neve, in Valle d’Aosta, sa travestirsi. Le fiaccolate di Carnevale chiudono la stagione come un ultimo brindisi sotto le stelle, tra musica, risate e discese illuminate.

Torgnon | 21 febbraio 2026 – Fiaccolata di Carnevale a Torgnon: fiaccolata in maschera per grandi e piccini, con maestri di sci e animazione musicale con DJ.

Pila | 21 febbraio 2026 – Fiaccolata di Carnevale a Pila: la fiaccolata in maschera più divertente della stagione, sulle nevi di Pila.

red

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