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Montagna VdA | 21 aprile 2020, 08:00

Tra il diritto di sgambettare in montagna e il dovere di pensare al bene comune

RESTIAMO A CASA - Sono oltre 5 mila le firme raccolte dalla petizione lanciata sulla piattaforma Change.org da Sergio Enrico, analista informatico ed ex-Sindaco di Pont-Saint-Martin dal 1985 al 1993

Ru Charbonniere - Avise

Ru Charbonniere - Avise

La petizione chiede, praticamente, l’allentamento delle misure restrittive che vietano le attività all’aria aperta e, in particolare, la possibilità di poter andare liberamente in montagna.

“Sono sicuro che saranno sempre meno i frequentatori dei boschi che quelli dei supermercati o delle tabaccherie” dice lo stesso Enrico in uno dei tanti post pubblicati sulla sua pagina Facebook dedicata alla raccolta firme. Inutile dire che gli interventi sono stati tantissimi.

Sergio Enrico, collabora con Aostacronaca.it con la rubrica Montagna VdA

Molti accolgono positivamente la proposta dell’analista valdostano, che riceve consensi anche da persone di fuori Valle. Alcuni dissentono e altri divagano. Tra le voci fuori dal coro quella del dottor Carlo Vettorato, stimato medico valdostano per anni responsabile del Soccorso.

Scrive “Ma avete capito il nostro quadro sanitario? Vedete i numeri? Ma una settimana in più vi cambia la vita - ma soprattutto sposta un pochino l’attenzione dei partecipanti al post, aggiungendo – a me pare che fare una petizione per questo tema sia inutile e dannosa. Ho sempre pensato che il bene comune debba essere in cima alle regole della mia vita.

” Ovviamente su questa opinione si è aperto un vespaio di pro e contro. Favorevole, ad esempio, il giornalista Roberto Mancini che dice “la questione è tutta nel fatto che ognuno esprime bisogni personali, senza andare al di là del proprio naso. Ritengo che parlare, ora, di apertura sia pericoloso e intempestivo. Si rischia un “rimbalzo” tra due mesi che potrebbe essere il colpo del KO.

” Di tutt’altro parere (e non poteva essere diversamente) proprio Sergio Enrico secondo cui “quando i bisogni personali sono di molta gente, bisogna ascoltarli”. E in linea con il promotore della raccolta firme c’è Raffaele Valentino secondo cui “fare un’escursione non fa male. Probabilmente lo pensa anche il Ministero della Salute”.

Marco Carlin insinua un dubbio “i boschi non hanno mai preoccupato nessuno. I frequentatori a frotte, si”. Più o meno in linea con Carlin c’è anche Mattia Pramotton che aggiunge un nuovo elemento al dialogo “il problema non sono gli assembramenti in montagna, ma il fatto che se qualcuno cade o si fa male, bisogna portarlo in Ospedale e lì è decisamente facile che ci si infetti. Il problema è quello. Gli Ospedalei (e le case di Riposo) sono delle vere e proprie bombe biologiche.” E piano-piano il tema passa dal trekking in montagna all’eccessiva rigidità delle disposizioni all’esigenza di mantenere le distanze anche lungo i sentieri, l’uso o meno delle mascherine, l’impossibilità di muoversi fuori dal perimetro residenziale. Alla fine Elisa, sintetizzando, dice “io concordo con il dottor Vettorato. Se lo slogan che passa è “venite in Valle a passeggiare per i boschi”, fra poco ci ritroveremo con le frotte di gente.

”Cosa assolutamente da evitare anche per Annamaria Gremmo “una ondata di ritorno è già preannunciata. Da medico me la aspetto. Sperando che questa volta le misure siano prive di falle”. E allora cosa ne facciamo di questa petizione? Marco Gaida è perentorio “non ha senso una petizione del genere.”

Osvaldo Chabod è più possibilita “sono stato tra i primi ad invitare la gente a stare a casa quando ai primi di marzo è scoppiata la pandemia, dopo quasi due mesi occorre, però, avere il coraggio di guardare avanti. Non si può tenere la gente reclusa in casa a tempo indeterminato.”

Più o meno la conclusione alla quale è giunto il promotore della raccolta firme che in uno dei tanti interventi sottolinea “la cosa inaccettabile in un popolo maturo e che ti venga detto: andiamo fino ad aprile e poi vediamo, a fine aprile andiamo a fine giugno e poi vediamo …”.

Pochi hanno raccolto l’invito del dottor Vettorato a lasciare da parte, ancora per un po’, gli interessi personali per guardare a quelli collettivi. Resistiamo almeno fino al 4 maggio poi vedremo. Buona salute a tutti.

E.B.

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