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ISTRUZIONE E FORMAZIONE | 07 novembre 2026, 10:14

Scuola e formazione professionale, la FLC CGIL Valle d’Aosta annuncia due giornate di mobilitazione

Assemblea nazionale il 10 novembre e sciopero generale il 20 novembre: al centro della protesta salari, rinnovi contrattuali, precarietà, carenza di personale e futuro del sistema scolastico valdostano. Il sindacato chiede risposte alla Regione anche sul dimensionamento scolastico 2027-2030

Scuola e formazione professionale, la FLC CGIL Valle d’Aosta annuncia due giornate di mobilitazione

Due appuntamenti per riportare al centro del dibattito pubblico il lavoro, il diritto all'istruzione e il futuro della formazione professionale. La FLC CGIL Valle d’Aosta annuncia una doppia mobilitazione per il 10 e il 20 novembre, con l'obiettivo di richiamare l'attenzione sulle condizioni del personale, sulle difficoltà dei rinnovi contrattuali e sulle criticità che attraversano il sistema educativo. Una protesta che guarda alle questioni nazionali, ma che in Valle d'Aosta assume anche una dimensione regionale, soprattutto per le ricadute delle scelte organizzative sulla rete scolastica e sui servizi rivolti a studenti e famiglie.

Il primo appuntamento è fissato per lunedì 10 novembre, dalle 8 alle 11, con l'assemblea nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori della Formazione professionale. L'iniziativa si inserisce nello stato di agitazione nazionale già proclamato e sarà l'occasione per fare il punto sulla trattativa relativa al rinnovo del secondo biennio economico del CCNL 2024-2027, in corso ormai da diversi mesi.

Secondo la FLC CGIL, le difficoltà del confronto contrattuale sono il riflesso di un problema più ampio: il progressivo disimpegno finanziario delle Regioni, che attraverso tagli, ritardi nei pagamenti e mancato aggiornamento dei costi standard avrebbe contribuito a determinare un sistema sottofinanziato e frammentato. Una situazione che, nella ricostruzione sindacale, finisce per scaricare sulle lavoratrici e sui lavoratori le difficoltà economiche degli enti e delle agenzie formative.

Il sindacato contesta in particolare che le retribuzioni e il riconoscimento professionale di chi opera nella formazione professionale, svolgendo una funzione pubblica di rilevante valore educativo e sociale, possano dipendere dalle disponibilità di bilancio delle singole amministrazioni regionali. Le conseguenze, sostiene la FLC CGIL, non riguardano soltanto i diritti del personale, ma anche la qualità dei percorsi formativi, delle politiche attive del lavoro, della formazione degli adulti e degli interventi di inclusione sociale e lavorativa.

«Non è possibile parlare di riqualificazione professionale e reinserimento lavorativo quando le risorse non sono sufficienti neppure a garantire il costo del lavoro previsto dal contratto collettivo», è la posizione espressa dall'organizzazione sindacale, che denuncia anche il rischio di una progressiva diffusione di contratti meno tutelanti. Da qui le richieste di finanziamenti adeguati, salari dignitosi, riconoscimento delle professionalità e condizioni di lavoro omogenee su tutto il territorio nazionale.

Il secondo appuntamento sarà giovedì 20 novembre, quando la FLC CGIL aderirà allo sciopero generale nazionale proclamato dalla CGIL per l'intera giornata. La mobilitazione punta a ottenere politiche del lavoro e dell'istruzione capaci di tutelare il potere d'acquisto, la dignità professionale e i diritti del personale.

Tra le rivendicazioni figurano retribuzioni adeguate al costo della vita, risorse per i rinnovi contrattuali e un fondo perequativo per ridurre il divario salariale con il resto della Pubblica amministrazione. Il sindacato chiede inoltre un piano straordinario di assunzioni, il superamento della precarietà, la stabilizzazione dei posti di sostegno e la copertura di tutti i posti vacanti, sia per il personale docente sia per quello non docente.

Nel mirino anche le riforme che, secondo la FLC CGIL, rischiano di accentuare le disuguaglianze tra i diversi percorsi di istruzione, alimentando una differenziazione di dignità tra licei e istituti tecnici e professionali. Critiche vengono rivolte anche al dimensionamento scolastico, considerato un processo che non può essere affrontato esclusivamente attraverso criteri numerici e razionalizzazioni, senza tenere conto del rapporto tra istituzioni scolastiche, territori e comunità.

La richiesta è quella di una scuola pubblica inclusiva, con organici adeguati, continuità didattica, edifici sicuri, laboratori, palestre e servizi efficienti. Una questione che, per il sindacato, si lega direttamente al definanziamento dell'istruzione e delle politiche sociali: investire nella conoscenza significa garantire opportunità e contrastare le disuguaglianze.

In Valle d'Aosta, il confronto assume contorni particolarmente rilevanti in relazione al dimensionamento scolastico 2027-2030. La FLC CGIL contesta l'avvio del percorso in assenza, a suo giudizio, di un quadro conoscitivo completo, di adeguate proiezioni demografiche e di un'effettiva concertazione con le parti interessate.

Le preoccupazioni riguardano l'organizzazione dei poli scolastici, il futuro dell'offerta formativa, le sedi, i laboratori, le palestre e l'insieme dei servizi. A queste criticità si aggiunge la carenza di personale che, secondo il sindacato, richiede interventi strutturali e non ulteriori tagli o razionalizzazioni. Da qui la richiesta rivolta all'Amministrazione regionale di aprire un confronto concreto sulle conseguenze delle scelte organizzative per studenti, famiglie e lavoratori.

Nel documento emerge anche una critica ai rapporti con le altre organizzazioni sindacali regionali. La FLC CGIL giudica incomprensibile che le sigle, sia firmatarie sia non firmatarie del contratto nazionale, non abbiano manifestato disponibilità a convocare assemblee unitarie. «Su questioni così importanti come il dimensionamento, la precarietà, gli organici e il futuro della scuola, il confronto con le lavoratrici e i lavoratori avrebbe avuto maggiore forza e rappresentatività se condiviso», sostiene il sindacato, che ribadisce comunque la propria disponibilità al dialogo e alla costruzione di iniziative comuni.

La mobilitazione comprende anche il sostegno alle proteste degli studenti. Per la FLC CGIL Valle d'Aosta, il diritto allo studio, l'inclusione, il welfare, la qualità degli edifici scolastici, i trasporti e i servizi sono questioni che riguardano l'intera comunità e non soltanto chi lavora nel mondo dell'istruzione.

Le giornate del 10 e del 20 novembre rappresentano quindi, nelle intenzioni del sindacato, due momenti di un'unica vertenza: difendere la dignità del lavoro, ottenere contratti e salari adeguati, investire nella formazione professionale e garantire una scuola pubblica di qualità, inclusiva e radicata nei territori.

La FLC CGIL Valle d'Aosta invita tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a partecipare allo sciopero del 20 novembre, ribadendo un principio che sintetizza il senso della mobilitazione: la scuola e la formazione non sono un costo da comprimere, ma un investimento sul futuro della comunità.

je.fe.

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