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ISTRUZIONE E FORMAZIONE | 31 ottobre 2026, 08:00

DIMENTICARE LA STORIA VUOL DIRE UCCIDERE DI NUOVO CHI È MORTO PER LA LIBERTÀ! - GALLERIA FOTOGRAFICA

NEL CIMITERO DI SANT’ORSO I BAMBINI PREGANO PER I SOLDATI DELLA GRANDE GUERRA

Arrivano dalla vicina scuola elementare, in silenzio, disciplinati, sotto lo sguardo attento delle maestre che li accompagnano nel breve tratto di via Guido Rey, per quell’appuntamento ormai tradizionale di fine ottobre con gli Alpini.

Sono una quarantina, delle classi quarta e quinta dell’Istituzione scolastica di Sant’Orso, accompagnati dalle insegnanti Francesca Mammoliti, Sylvie Cottino, Simone Cubeddu, Valentina Ndosa ed Elisa Tournoud.

Il presidente dell’ANA, Carlo Bionaz, li dispone con ordine nella striscia di prato, di fronte ai numerosi gagliardetti e vessilli giunti qualche minuto prima nel Cimitero di Sant’Orso per l’annuale cerimonia, che precede di qualche giorno quelle istituzionali di novembre.

È un appuntamento che vuole ricordare e rendere omaggio a chi ha sacrificato la propria vita per la libertà.

«In questo prezioso angolo della memoria della città di Aosta sono custodite alcune importanti testimonianze di soldati e Alpini che hanno combattuto, dalle guerre d’Indipendenza fino alla Prima guerra mondiale. Dobbiamo loro grande rispetto e riconoscenza, sentimenti che condividiamo con questi giovani ragazzi, ai quali spetterà il compito di raccogliere il nostro testimone. Non possiamo ignorare, o peggio ancora dimenticare, la storia, perché altrimenti chi è morto per la libertà morirebbe di nuovo».

Sul tappeto erboso che gli Amici del Cimitero di Sant’Orso curano con grande passione si erano seduti anche i bambini della Scuola dell’Infanzia Paritaria di Sant’Orso.

L’insegnante Daniela Belley racconta: «Avevamo in programma di portare i bambini a visitare questo scrigno della storia e, insieme alle colleghe Nathalie Deval, Lorena Pellissier, Jasmine Pepellin e Veronica Torchia, abbiamo approfittato della bella giornata. I bambini erano felicissimi, hanno fatto tante domande e seguito con attenzione tutta la cerimonia».

La stessa attenzione dimostrata dai più grandicelli, ai quali il presidente Bionaz consegna una bandiera tricolore. «La porterete nella vostra scuola e l’anno prossimo ci rivedremo con questa insegna».

Le mani di Arianna e Riccardo la stringono con fierezza, mentre le loro voci si alzano forti e sicure per cantare l’Inno di Mameli, durante gli onori al simbolo più importante della nostra Repubblica.

L’immagine è bellissima: i raggi del sole si fanno strada tra le cime dell’Emilius e della Becca di Nona e riscaldano, con la luce della speranza, gli occhi delle decine di fanciulle e ragazzi. Le mani sul petto, le voci delicate ma sicure.

«Possiamo continuare a credere in un domani migliore e, con l’aiuto di tutti noi, questi ragazzi diventeranno bravi cittadini». Sono le parole del sindaco di Aosta, Raffaele Rocco, che ha voluto salutare le scolaresche con un messaggio semplice e affettuoso.

Molta curiosità hanno suscitato tra i ragazzi i diversi colori delle divise delle autorità militari.

Il colore della penna sul cappello del colonnello degli Alpini, Daniele Simeoni, non passa inosservato.

«Perché è bianca, mentre quella di tutti gli altri Alpini è nera?», chiede Luca.

E ancora Francesca, rivolgendosi all’ufficiale della Guardia di Finanza:

«Ma anche voi avete il cappello con la penna?».

Per la rappresentante dell’Arma dei Carabinieri, Antonia ha invece una domanda ben precisa:

«Lei è un Carabiniere o una Carabiniera?».

Per tutti c’è una risposta e un invito a essere bravi, rispettosi della convivenza civile e custodi di quei valori che permetteranno loro di crescere in un mondo libero e sereno.

Il suono della tromba del maestro Giancarlo Telloli accompagna gli onori alla bandiera e il ricordo dei defunti, sulle cui tombe sono stati deposti mazzi di fiori con i colori del nostro Tricolore.

Quindi la benedizione e la preghiera officiata da don Aldo Armellin.

Erano presenti una ventina di gagliardetti, insieme al Vessillo sezionale dell’ANA, al Labaro dell’UNUCI, a quello dell’Istituto del Nastro Azzurro, alla Delegazione delle Guardie d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e alla Delegazione della Valle d’Aosta dell’International Police Association.

Il capogruppo dell’Aosta, Carlo Gobbo, ha curato l’incontro e sottolinea il valore di questa iniziativa:

«Da quando abbiamo deciso di coinvolgere i ragazzi in questo nostro incontro, c’è in tutti noi un rinnovato entusiasmo e la consapevolezza che possiamo consegnare la testimonianza della nostra storia in mani sicure. Questi ragazzi sono il nostro futuro. Dobbiamo avere fiducia nei loro cuori e aiutarli con tutte le nostre forze. Lo dobbiamo a chi ci ha preceduto e ha sacrificato la propria vita per garantirci la Libertà».

Carlo Gobbo

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