Educare alla cittadinanza significa anche mettere bambine e bambini nelle condizioni di osservare la realtà che li circonda, individuare bisogni e immaginare soluzioni capaci di migliorare la vita della comunità. È una considerazione condivisa dai protagonisti della presentazione della nuova edizione de “La Commune à l’École”, il concorso educativo che da dieci anni accompagna le scuole dell’infanzia e primarie della Valle d’Aosta in un percorso di conoscenza delle istituzioni e di partecipazione alla vita collettiva.
La decima edizione dell’iniziativa è stata presentata nel pomeriggio di mercoledì 30 settembre 2026, nella sede del CELVA, in un incontro che ha segnato anche una novità sul piano della comunicazione: per la prima volta, accanto a docenti e amministratori, sono stati coinvolti anche gli organi di stampa. Nelle precedenti edizioni, infatti, l’appuntamento era tradizionalmente rivolto soprattutto agli addetti ai lavori.
Ad aprire l’incontro sono stati l’Assessore regionale all’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie Erik Lavevaz e la Sovraintendente agli studi Marina Fey. Lavevaz ha evidenziato il valore dell’iniziativa come esempio di educazione civica partecipata, sottolineando la possibilità per bambine e bambini di non essere soltanto destinatari di un percorso educativo, ma di diventare parte attiva della comunità. Un’impostazione che guarda quindi alla scuola anche come luogo nel quale imparare concretamente il significato della cittadinanza.
Sulla stessa linea l’intervento di Fey, che ha ricordato come, nell’arco degli ultimi dieci anni, “La Commune à l’École” abbia rappresentato un’opportunità per accompagnare le scuole dell’infanzia e della primaria alla scoperta delle istituzioni del territorio. Un rapporto tra scuola, territorio e amministrazioni che costituisce la base sulla quale è stata costruita anche la nuova edizione del concorso.
A illustrare nel dettaglio il progetto 2026-2027 è stato Ronny Borbey (nella foto), componente del Consiglio di Amministrazione del CELVA. Il tema scelto, comune alle scuole dell’infanzia e alle primarie, è “Mani in Comune. Piccoli gesti, grandi idee: la progettualità condivisa al servizio della comunità”. Ed è proprio nella parola “progettualità” che si trova la principale novità dell’edizione.
Gli alunni, infatti, saranno chiamati a elaborare proposte concrete, pensate insieme alla propria comunità e potenzialmente realizzabili dai Comuni. Gli interventi potranno riguardare beni pubblici, servizi o altre iniziative di interesse collettivo. Il concorso punta così a compiere un passo ulteriore rispetto alla semplice elaborazione di un’idea, mettendo in relazione la creatività dei bambini con i bisogni che loro stessi riescono a individuare e con le competenze e le possibilità di intervento delle amministrazioni comunali.
Il principio è quello di trasformare la partecipazione in un’esperienza concreta. Le bambine e i bambini potranno osservare il proprio territorio, interrogarsi su ciò che potrebbe essere migliorato e provare a formulare una proposta. Dall’altra parte, le amministrazioni avranno la possibilità di confrontarsi con uno sguardo giovane e diretto sulla comunità. È questo dialogo tra cittadini e istituzioni che l’iniziativa intende sperimentare attraverso il concorso.
Borbey ha inoltre illustrato un’altra novità, questa volta legata alla comunicazione e alla valorizzazione dei progetti. Per ciascuna scuola premiata potranno essere realizzati contenuti video affidati a professionisti, con interviste, immagini e montaggi dedicati al percorso compiuto dagli alunni e al valore delle loro proposte. L’obiettivo è fare in modo che i lavori non si esauriscano nel momento della partecipazione al concorso, ma possano continuare a raccontare l’esperienza delle classi e delle comunità coinvolte.
In questa prospettiva si inserisce anche l’invito rivolto ai Comuni ad allestire, laddove possibile, mostre o occasioni pubbliche per esporre gli elaborati. “La Commune à l’École” punta così a restituire alla comunità il lavoro prodotto dai bambini, creando occasioni nelle quali le idee nate tra i banchi possano essere conosciute anche al di fuori della scuola.
Cambia, infine, la formula della premiazione. Nell’edizione 2026-2027 non ci sarà la tradizionale cerimonia finale: il riconoscimento verrà portato direttamente nei luoghi nei quali i progetti sono stati ideati e sviluppati, attraverso piccoli momenti di premiazione nelle scuole e nei Comuni coinvolti. Una scelta che rafforza la dimensione territoriale dell’iniziativa e che punta a valorizzare il rapporto diretto tra scuola, amministrazione e comunità.
Per le classi interessate, il primo appuntamento è già fissato. L’adesione dovrà essere confermata tramite PEC all’indirizzo protocollo@pec.celva.it entro venerdì 29 gennaio 2027. La consegna delle opere dovrà invece avvenire entro mercoledì 24 marzo 2027.
Il concorso “La Commune à l’École” è promosso dal CELVA in collaborazione con l’Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie della Regione autonoma Valle d’Aosta. Dopo dieci anni, l’iniziativa prova dunque a rinnovarsi mantenendo al centro lo stesso principio: avvicinare i più giovani alle istituzioni non soltanto attraverso la conoscenza, ma attraverso la possibilità di immaginare, proporre e costruire insieme una parte della comunità nella quale vivono.













