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ATTUALITÀ | 06 novembre 2026, 22:05

Il Mandorlo Fiorito diventa associazione di volontariato: dal dolore nasce una nuova rete di ascolto e prevenzione

Iscrizione ufficiale al RUNTS per la realtà valdostana nata dall'esperienza dei sopravvissuti al suicidio. Un percorso di crescita che punta a coinvolgere nuovi volontari, sensibilizzare la comunità e dare voce a chi troppo spesso resta in silenzio. Primo appuntamento il 13 novembre a Cogne con “7 Tazze di tè”

Alcuni membri del direttivo, soci e volontari dell'associazione Mandorlo Fiorito

Alcuni membri del direttivo, soci e volontari dell'associazione Mandorlo Fiorito

Ci sono esperienze che nascono da un dolore profondo e che, con il tempo, riescono a trasformarsi in qualcosa capace di offrire vicinanza, ascolto e speranza agli altri. È il percorso del Mandorlo Fiorito, la realtà valdostana nata dall'incontro tra persone che hanno perso una persona cara per suicidio e che hanno scelto di non lasciare che la sofferenza restasse confinata nel silenzio. Oggi questa esperienza compie un nuovo passo: diventa ufficialmente un'associazione di volontariato autonoma, pronta ad allargare la propria rete e a rafforzare il proprio impegno nella prevenzione del suicidio e nella promozione del benessere psicologico.

Con il provvedimento n. 1010 del 2 novembre 2026, l'Assessorato regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali ha disposto l'iscrizione dell'associazione Il Mandorlo Fiorito VDA – ODV al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), nella sezione Organizzazioni di Volontariato, con numero di repertorio 183604.

Il riconoscimento arriva a poco più di un mese dalla costituzione ufficiale, avvenuta il 23 settembre 2026, e rappresenta una tappa significativa di un cammino iniziato nel marzo 2022, all'interno dell'ODV Soccorso Grand Paradis. Un'esperienza cresciuta grazie a persone che hanno saputo trasformare una perdita in un'occasione di condivisione, sostegno e impegno verso la comunità.

La nuova associazione, con sede a Saint-Pierre, vuole continuare a costruire spazi nei quali nessuno debba sentirsi solo davanti a un dolore difficile da raccontare. Tra gli obiettivi figurano la prevenzione del suicidio e del disagio psicologico e sociale, l'ascolto non giudicante, i gruppi di auto mutuo aiuto, il sostegno alle persone sopravvissute al suicidio di un familiare o di una persona cara e l'accompagnamento verso i servizi territoriali.

Accanto al sostegno diretto, c'è un importante lavoro culturale e sociale: sensibilizzare la cittadinanza, coinvolgere le scuole e le nuove generazioni, organizzare incontri pubblici e iniziative divulgative, costruire collaborazioni con istituzioni, servizi sanitari e sociali e altre realtà associative. Un impegno che proseguirà anche nell'ambito del progetto regionale di prevenzione del suicidio e del relativo Tavolo interistituzionale.

Alla guida dell'associazione ci sarà un Consiglio direttivo composto da cinque persone, in carica per un triennio: Maria Paola Longo Cantisano, presidente; Fabrizia Pavetto, vicepresidente; Giorgio Brean, tesoriere; Ornella Mariotto, segretaria; Nicoletta Nobile, consigliera.

Per la presidente Maria Paola Longo Cantisano, questo passaggio porta con sé emozione, gratitudine e soprattutto la responsabilità di proseguire un percorso costruito nel tempo. «È un momento che viviamo con grande emozione e con un profondo senso di responsabilità. Il primo pensiero e il nostro ringraziamento più sincero vanno all'ODV Soccorso Grand Paradis, che ha creduto in noi fin dall'inizio, aprendoci le porte e accogliendoci a braccia aperte quando il Mandorlo Fiorito era ancora un progetto tutto da costruire».

Un legame che non si interrompe con la nascita dell'associazione autonoma. «Ci ha dato fiducia, ci ha accompagnati e ci ha permesso di muovere i primi passi. Oggi, mentre diventiamo un'associazione autonoma, continuiamo a sentire il suo sostegno e la sua vicinanza. È una crescita che nasce da ciò che abbiamo costruito insieme e che desideriamo portare avanti con lo stesso spirito di collaborazione».

La crescita, del resto, passa soprattutto dalle persone. Nuovi soci e volontari si stanno avvicinando all'associazione, portando esperienze, competenze e sensibilità diverse. Un patrimonio umano che rappresenta una risorsa fondamentale per ampliare le attività e raggiungere chi ancora fatica a trovare le parole per chiedere aiuto.

«Abbiamo tanti progetti che desideriamo portare avanti e altri che stiamo già costruendo. Vogliamo continuare a coinvolgere i giovani, utilizzare nuovi linguaggi, creare occasioni di confronto e raggiungere anche chi, oggi, non trova ancora le parole per chiedere aiuto», spiega Longo Cantisano. E aggiunge: «La nascita dell'associazione non è un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza. La nostra ambizione è continuare a crescere, senza perdere l'autenticità e l'umanità dalle quali tutto è cominciato».

Dietro questo impegno c'è una consapevolezza maturata attraverso esperienze personali spesso difficili da condividere. La vicepresidente Fabrizia Pavetto sottolinea il valore di una realtà nata proprio dall'incontro tra persone che conoscono direttamente il peso di una perdita per suicidio.

«Il Mandorlo Fiorito è nato da persone sopravvissute al suicidio di qualcuno che amavano. Persone che conoscono il peso delle domande senza risposta, del silenzio e di un dolore che spesso la società fatica persino a nominare. È proprio da quell'esperienza che è nata la volontà di esserci per gli altri, di condividere, di ascoltare e di provare a cambiare il modo in cui si parla di suicidio».

Un cambiamento che passa anche attraverso la capacità di rompere lo stigma e di riconoscere il valore delle testimonianze. «Credo che la forza del Mandorlo stia soprattutto nelle persone e nelle loro storie. Raccontarsi non significa esporre il proprio dolore, ma provare a trasformare un'esperienza in una possibilità di incontro».

È proprio qui che il volontariato assume un significato particolare: non soltanto offrire aiuto, ma mettere a disposizione il proprio tempo, la propria presenza e la capacità di ascoltare senza giudicare. «Parlare di suicidio non significa parlare soltanto di morte: significa parlare di vita, di fragilità, di relazioni, di ascolto e di prevenzione», conclude Pavetto.

Il nuovo capitolo del Mandorlo Fiorito sarà accompagnato anche da iniziative concrete sul territorio. Il prossimo appuntamento è fissato per venerdì 13 novembre 2026, alle 20.30, nella Sala consiliare del Municipio di Cogne, dove tornerà “7 Tazze di tè”.

La serata, proposta dal Comune di Cogne insieme al Mandorlo Fiorito VDA – ODV, ai Volontari del soccorso di Cogne e alla Pro Loco di Cogne, sarà dedicata al benessere psicologico e alla prevenzione del suicidio. Un momento di dialogo e condivisione aperto alla comunità, pensato per creare uno spazio nel quale fermarsi, incontrarsi e affrontare insieme temi che troppo spesso rimangono ai margini della conversazione pubblica.

Ad accompagnare l'iniziativa sarà ancora una volta un messaggio semplice ma significativo: «In un mondo che corre veloce, fermarsi per un dialogo sincero è un atto di cura». La serata sarà arricchita dai brani del gruppo musicale Matmalò e si svolgerà con il patrocinio della Regione autonoma Valle d'Aosta e del Comune di Cogne.

L'iscrizione al RUNTS conferisce dunque una nuova veste organizzativa a un'esperienza che ha già saputo costruire relazioni e presenza sul territorio. Ma il valore del Mandorlo Fiorito non si misura soltanto attraverso il riconoscimento formale o il numero dei suoi aderenti. Si misura soprattutto nella capacità di esserci, di accogliere chi attraversa una sofferenza e di ricordare che chiedere aiuto non deve mai essere motivo di vergogna.

Perché trasformare il dolore in volontariato significa anche questo: fare in modo che un'esperienza personale diventi una risorsa collettiva. E che nessuno, soprattutto nei momenti più difficili, debba sentirsi solo.

pi.mi.

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