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ATTUALITÀ | 06 novembre 2026, 12:52

La musica attraversa le generazioni e mantiene viva la memoria di Alearda Pettena

A Saint-Christophe torna «C'est une chanson… pour toi»: sabato 7 novembre, alle 18, tre formazioni corali, con adulti, bambini e giovani, daranno voce all'ottava edizione della rassegna dedicata alla fondatrice delle Dames de la Ville d'Aoste. Una serata in cui il canto diventa incontro, passione condivisa e testimonianza di un'eredità che continua a vivere nelle nuove generazioni. L'ingresso è libero

Alearda Pettena

Alearda Pettena

Ci sono voci che non smettono di risuonare, anche quando il tempo porta lontano le persone che le hanno fatte conoscere. Restano nelle melodie, nelle emozioni condivise, nei legami costruiti attraverso una passione comune. E soprattutto continuano a vivere in chi raccoglie un testimone e lo trasmette a qualcun altro. È questo il significato più profondo di «C'est une chanson… pour toi», la rassegna corale che sabato 7 novembre 2026, alle 18, tornerà nella sala conferenze della Biblioteca comunale «Giuseppina Pallais» di Saint-Christophe.

Non sarà soltanto un appuntamento musicale, ma una serata che intreccia memoria, riconoscenza e futuro. Al centro c'è Alearda Parisi Pettena, fondatrice delle Dames de la Ville d'Aoste, alla quale la manifestazione è dedicata e il cui ricordo continua a rappresentare un punto di riferimento per la formazione corale. Una donna che ha lasciato un segno attraverso la musica, ma soprattutto attraverso la capacità di trasmettere entusiasmo, sensibilità e amore per il canto, riservando un'attenzione particolare ai bambini e ai giovani.

Ed è proprio questa attenzione a rendere speciale la rassegna. Ricordare Alearda significa infatti non limitarsi a guardare indietro, ma continuare a dare spazio a quella passione che ha contribuito a costruire. Le nuove generazioni diventano così protagoniste di una storia che non si è fermata, ma che trova nelle loro voci una nuova possibilità di espressione. Perché la musica, quando viene condivisa, non conosce età: mette in dialogo esperienze differenti, avvicina mondi apparentemente lontani e crea un linguaggio comune capace di superare ogni distanza.

L'iniziativa, promossa dalle Dames de la Ville d'Aoste, raggiunge quest'anno la sua ottava edizione, confermando la volontà di mantenere vivo un appuntamento che ha saputo consolidare nel tempo il proprio significato culturale e umano. Sul palco si alterneranno tre formazioni, espressione di percorsi musicali differenti, ma unite dalla stessa voglia di fare musica insieme.

Le Dames de la Ville d'Aoste, formazione di casa, saranno dirette dalla maestra Barbara Grimod. A portare la freschezza delle voci più giovani sarà il coro SFOM Enfants di Aosta, guidato dalla maestra Veronica Pederzolli. Completerà il programma GiovanInVivaVoce, formazione proveniente da Torino e diretta dal maestro Giuseppe Crea.

Tre cori, tre sensibilità e un unico filo conduttore: la capacità della musica di creare comunità. La presenza dei bambini e dei giovani non rappresenta un semplice arricchimento del programma, ma il cuore stesso del messaggio che accompagna la manifestazione. È attraverso il loro entusiasmo, la loro curiosità e la loro voglia di mettersi in gioco che la passione musicale può continuare a crescere e trovare nuove strade.

Cantare insieme, del resto, significa imparare molto più di una melodia. Significa ascoltare gli altri, rispettare i tempi, trovare il proprio posto in un insieme e comprendere che una voce acquista ancora più forza quando si armonizza con quelle che le stanno accanto. È una lezione musicale, ma anche profondamente umana e sociale. In un tempo in cui le relazioni rischiano spesso di diventare frettolose e individuali, il coro restituisce valore alla dimensione collettiva, alla collaborazione e alla bellezza di un risultato costruito insieme.

In questo senso, l'eredità di Alearda Parisi Pettena assume un valore che supera i confini dell'associazione che ha fondato. La sua memoria si trasforma in un'occasione concreta per continuare a investire nelle persone, coltivare talenti e offrire ai più giovani uno spazio nel quale esprimersi. È forse questo il modo più autentico per rendere omaggio a chi ha dedicato tempo ed energie alla musica: fare in modo che quella passione non si esaurisca nel ricordo, ma continui a generare partecipazione.

La rassegna racconta anche qualcosa di importante della Valle d'Aosta e del ruolo che l'associazionismo svolge nella vita delle comunità. Dietro ogni esibizione ci sono prove, impegno, organizzazione, disponibilità personale e un lavoro spesso silenzioso, affidato alla passione di chi sceglie di dedicare parte del proprio tempo agli altri. Un patrimonio di volontariato culturale che contribuisce a mantenere vivi i territori, crea occasioni di incontro e rafforza il senso di appartenenza.

Non è un aspetto secondario, soprattutto in una regione come la Valle d'Aosta, dove la vitalità delle comunità passa anche attraverso le associazioni, le iniziative locali e la capacità di custodire le proprie esperienze aprendosi al confronto. La partecipazione di una formazione torinese come GiovanInVivaVoce testimonia proprio questa dimensione: la musica diventa un ponte tra territori, favorisce nuove relazioni e permette di condividere esperienze che arricchiscono tutti i partecipanti.

Anche la scelta dell'ingresso libero assume un significato preciso. La cultura e la musica non devono essere occasioni riservate a pochi, ma opportunità accessibili, capaci di coinvolgere famiglie, appassionati e semplici curiosi. La Biblioteca comunale «Giuseppina Pallais» si trasformerà così in uno spazio di condivisione, dove il pubblico potrà incontrare tre realtà corali e lasciarsi accompagnare dalla forza evocativa delle loro voci.

L'ottava edizione di «C'est une chanson… pour toi» porta dunque con sé un messaggio semplice, ma prezioso: la musica unisce, educa, emoziona e permette alla memoria di continuare a camminare nel presente. Alearda Parisi Pettena sarà idealmente accanto a ogni coro, in ogni voce giovane che salirà sul palco e in ogni nota che contribuirà a costruire quell'armonia collettiva alla quale aveva dedicato la propria passione.

Perché il modo più bello di ricordare una persona che ha amato la musica non è soltanto pronunciarne il nome, ma continuare a cantare. E farlo insieme, generazione dopo generazione.

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