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EVENTI E APPUNTAMENTI | 03 novembre 2026, 16:00

Identità, conflitti e tecnologie: torna Longitudes con dieci appuntamenti

Si terrà ad Aosta, da novembre a gennaio, la seconda edizione della rassegna di Long Neck Doc ETS tra spettacoli, incontri e sei documentari di Mondovisioni. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti

Dalle danze tradizionali di Romania e Moldova all’hip hop nato nelle feste di quartiere del South Bronx, dalla geopolitica del Sud-Est asiatico alle frontiere sorvegliate dagli algoritmi. Sono alcune delle coordinate sulla mappa della seconda edizione di “Longitudes – Rotte culturali per orientarsi nel presente”, la rassegna organizzata da Long Neck Doc ETS che dal 14 novembre 2026 al 27 gennaio 2027 porta ad Aosta dieci appuntamenti: spettacoli, incontri con ospiti e sei documentari di Mondovisioni, il ciclo organizzato da CineAgenzia e dal settimanale Internazionale.

Al centro, le trasformazioni sociali, culturali e politiche della contemporaneità, raccontate dagli incontri e dai film in calendario. Il programma ruota intorno ai temi dell’identità, dell’appartenenza e del cambiamento e affronta equilibri geopolitici, conflitti, disuguaglianze, violenza di genere, tutela dei diritti e il crescente potere delle tecnologie digitali: questioni globali che però producono conseguenze dirette nella vita delle persone. Longitudes le esplora attraverso esperienze concrete, testimonianze e analisi, senza rinunciare alla complessità.

La multidisciplinarietà è uno degli elementi distintivi della rassegna: le storie portate in scena, raccontate nei libri o documentate sullo schermo si affiancano all’approfondimento critico per interrogare il presente e mettere in relazione contesti apparentemente lontani.

Il programma conferma il legame con la Valle d’Aosta, coinvolgendo istituzioni, associazioni e operatori culturali del territorio, con un’attenzione particolare alle giovani generazioni, senza rinunciare a una proposta aperta a pubblici ed età differenti. L’obiettivo è promuovere pensiero critico e autonomia di giudizio, favorendo il confronto tra sensibilità ed esperienze diverse.

«Con Longitudes vogliamo partire dalle storie che attraversano il mondo per affrontare questioni che, pur sembrando lontane, incidono sulla nostra quotidianità – spiega Alessandro Stevanon, direttore artistico della rassegna –. Abbiamo costruito un programma che vuole suscitare domande, stimolare curiosità e favorire il confronto. Fondamentale è il coinvolgimento delle associazioni e delle realtà del territorio, che contribuiscono a mettere in relazione i grandi temi del presente con la nostra comunità. L’obiettivo è rendere Longitudes uno spazio culturale aperto e partecipato, dove il pubblico non sia soltanto spettatore, ma parte attiva del dialogo».

La rassegna “Longitudes – Rotte culturali per orientarsi nel presente” è organizzata da Long Neck Doc ETS e realizzata grazie al sostegno dell’Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie della Regione autonoma Valle d’Aosta, con il patrocinio del Comune di Aosta e in collaborazione con Plus Aosta, Alpissima Mountain Hotels, Fondation Émile Chanoux e Fondazione Film Commission Vallée d’Aoste.

“Di Longitudes – commenta l’Assessore all'Istruzione, Cultura e Politiche identitarie, Erik Lavevaz – apprezziamo lo spirito multidisciplinare e la volontà di moltiplicare i punti di vista sul presente. È un modo interessante per portare in Valle d’Aosta spunti complementari, con collaborazioni di qualità: uno spazio per riflettere anche sulle nostre identità, sulle quali dobbiamo riflettere per evitare che ci sfuggano via o siano vittime delle semplificazioni di una comunicazione sempre più veloce e approssimativa”.

Il calendario

Ad aprire la nuova edizione sarà “Vatra Tour”, un viaggio tra danze, musiche e tradizioni di Romania e Moldova, sabato 14 novembre alle 20.30 a Plus Aosta, in via Garibaldi 7. Per i quindici anni dalla fondazione, Grupul Vatra, scuola di danze popolari romene nata a Torino nel 2011 per iniziativa del coreografo Iurie Răileanu e attiva tra Torino e Milano, fa tappa ad Aosta con un tour in otto città. In scena l’Ansamblul Vatra e l’Ansamblul Mugurel, con bambini, giovani e adulti. Tra le coreografie, il Călușul oltenesc, legato al rituale del Căluș riconosciuto patrimonio culturale immateriale dall’UNESCO, e un omaggio alla Pizzica e alla Tammurriata del Sud Italia. L’evento vedrà la partecipazione di Marco Vigna, direttore del gruppo folkloristico La Clicca di Aosta.

Si prosegue sabato 21 novembre alle 18.30, sempre a Plus Aosta, con “Una testa piena di ricci” (Corbaccio), romanzo d’esordio della giornalista Raffaella Case. La protagonista, Zhenga, ha dodici anni, vive a Milano, ha una madre italiana e un padre originario del Ruanda: un compito scolastico sull’albero genealogico la spinge alla ricerca della storia paterna, in un viaggio attraverso l’Italia che cambia la percezione di sé e della propria famiglia. L’autrice dialogherà con Alessia Galletta. In collaborazione con la Libreria Brivio.

Venerdì 4 dicembre alle 19, ancora a Plus Aosta, “Dal South Bronx al mondo. L’Hip Hop tra identità, comunità e riscatto”. Il musicologo Claudio Biazzetti, già responsabile musicale di Rolling Stone Italia, e il DJ Marzio Fachin ripercorrono la storia dell’hip hop, nato negli anni Settanta nel Bronx tra le comunità afroamericane e latinoamericane: dalle feste di quartiere al rap, dalla breakdance ai graffiti, fino alla nascita di nuove identità e comunità. A seguire il DJ set “Birrette e dischini”. Durante la serata aperitivo gratuito con birra, fino a esaurimento scorte.

Venerdì 18 dicembre alle 18 il Salone Ducale del Comune di Aosta, in piazza Chanoux, ospita “Geopolitica: la chiave del presente”. A confronto Gilles Gressani, direttore della rivista europea Le Grand Continent e docente a Sciences Po, e Alessandra Tognonato, Console Generale d’Italia a Ho Chi Minh City, in conversazione con Luciano Caveri, presidente della Fondation Émile Chanoux. Analisi geopolitica ed esperienza diplomatica si intrecciano, con uno sguardo particolare al Vietnam e al Sud-Est asiatico e alle ricadute delle decisioni globali sui territori, a partire dalla Valle d’Aosta. Nel corso dell’incontro sarà inoltre presentato il Corso di geopolitica dei licei valdostani, un percorso formativo dedicato alla comprensione delle dinamiche internazionali e delle trasformazioni del mondo contemporaneo. A illustrarne obiettivi e contenuti sarà Chiara Thiébat, docente di filosofia e storia presso il LICAM e referente per le attività culturali del Club per l’UNESCO di Aosta.

I documentari di Mondovisioni

A gennaio Longitudes si sposta nella Sala Scott Fitzgerald dell’Hotel Duca d’Aosta, in piazza Narbonne 8, con sei documentari di “Mondovisioni – I documentari di Internazionale 2026–2027”, rassegna curata da CineAgenzia e dal settimanale Internazionale. Ogni proiezione è preceduta da un momento di confronto sui temi del film con una realtà del territorio, davanti a una tazza di tè o a una tisana offerte per l’occasione.

Venerdì 8 gennaio alle 18.30 apre il ciclo First They Came For My College di Patrick Bresnan, sul New College of Florida, università pubblica al centro di un intervento politico del governatore Ron DeSantis: nuove nomine, pressioni ideologiche e restrizioni raccontate attraverso studenti, docenti e la redazione del giornale universitario. Con Arcigay Queer VdA André Zanotto e Centre Nous – Centro antidiscriminazioni Valle d’Aosta.

Mercoledì 13 gennaio alle 18.30 Filthy: l’attrice e autrice spagnola Bàrbara Mestanza, che firma il film con Marc Pujolar, racconta l’abuso sessuale subito durante un massaggio e il percorso per elaborarlo, denunciarlo e cercare giustizia, interrogando i modelli di mascolinità e i meccanismi culturali che favoriscono il silenzio. Con DORA – Donne in Valle d’Aosta.

Venerdì 15 gennaio alle 18.30 Techplomacy di Susanne Kovács segue Anne Marie Engtoft Meldgaard, ambasciatrice danese per la tecnologia, dalla Silicon Valley ai negoziati internazionali, nel confronto con le grandi aziende del settore su diritti digitali, trasparenza e responsabilità, mentre intelligenza artificiale e governo dei dati pongono nuove sfide alla democrazia. Con AIVDA e AostaSera.it.

Mercoledì 20 gennaio alle 18.30 Gaza’s Twins, Come Back to Me del regista palestinese Mohammed Sawwaf. Nel novembre 2023 Rania dà alla luce tre gemelli in un ospedale assediato di Gaza: uno muore poco dopo la nascita, gli altri due vengono evacuati nel sud della Striscia mentre lei resta bloccata a nord. Il film segue per sedici mesi la famiglia divisa, con riprese su entrambi i lati della separazione. Con Amnesty International – Gruppo Italia 101 Valle d’Aosta.

Venerdì 22 gennaio alle 18.30 #SainteJulie di Giulia Montineri parte dal femminicidio di Julie Douib, uccisa dall’ex marito in Corsica nel 2019: la regista torna nella comunità in cui è cresciuta per indagare il contesto sociale che non è riuscito a impedirlo e il sessismo quotidiano. Con il Centro Donne contro la violenza di Aosta.

Chiude la rassegna, mercoledì 27 gennaio alle 18.30, The Sandbox di Kenya-Jade Pinto, un’indagine su come telecamere, sensori, algoritmi e intelligenza artificiale stiano trasformando il controllo delle frontiere e sulle conseguenze per le persone migranti, dal deserto dell’Arizona al Mediterraneo, dai campi profughi in Grecia all’Africa orientale. Con il Progetto SAI – Sistema di accoglienza e integrazione.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, con prenotazione consigliata sul sito www.longitudes.it.

Files:
 LONGITUDES - programma 2026 (1.1 MB)

red.

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