/ ISTRUZIONE E FORMAZIONE

ISTRUZIONE E FORMAZIONE | 20 agosto 2026, 16:00

Scuola, il ritorno in classe scatta il 7 settembre: in Valle d’Aosta si riparte il 10 settembre

La prima campanella dell’anno scolastico 2026-2027 suonerà nella provincia autonoma di Bolzano il 7 settembre. La Valle d’Aosta sarà tra le prime realtà italiane a riaprire le scuole, insieme a Veneto e provincia autonoma di Trento, mentre la Puglia chiuderà il calendario degli avvii il 17 settembre. Le lezioni termineranno tra il 5 e il 16 giugno 2027, con calendari differenziati da regione a regione

Scuola, il ritorno in classe scatta il 7 settembre: in Valle d’Aosta si riparte il 10 settembre

Valle d’Aosta, la scuola è come una sentinella che torna al suo posto dopo la pausa estiva: quando riaprono i cancelli, non ricomincia soltanto un anno di lezioni, ma riprende una parte essenziale della vita delle comunità. È anche per questo che il calendario scolastico assume un significato che va oltre le semplici date: racconta l'organizzazione dei territori, le esigenze delle famiglie e, in parte, le diverse scelte delle istituzioni regionali.

In Valle d’Aosta la prima campanella dell’anno scolastico 2026-2027 è fissata per giovedì 10 settembre 2026. La regione sarà dunque tra le prime a riportare studenti e studentesse sui banchi, insieme al Veneto e alla provincia autonoma di Trento. Prima di loro partiranno soltanto gli alunni della provincia autonoma di Bolzano, dove le lezioni prenderanno il via lunedì 7 settembre.

Il calendario nazionale procede quindi per tappe. Il 14 settembre toccherà agli studenti di Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Umbria. Il 15 settembre sarà la volta di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana. Il 16 settembre rientreranno in classe gli studenti di Abruzzo, Basilicata e Sardegna. Gli ultimi saranno invece i pugliesi, che torneranno sui banchi giovedì 17 settembre 2026.

La distribuzione delle date mostra ancora una volta quanto sia articolato il sistema scolastico italiano. Non esiste infatti un'unica data nazionale di avvio, ma un mosaico di decisioni territoriali che tiene conto delle esigenze organizzative e delle specificità regionali. Una caratteristica particolarmente evidente in un Paese nel quale l'autonomia delle Regioni e delle Province autonome produce calendari differenti pur all'interno di un quadro scolastico comune.

Anche la conclusione dell'anno sarà tutt'altro che uniforme. I primi a terminare le lezioni saranno gli studenti di Emilia-Romagna e Marche, che chiuderanno l'anno scolastico sabato 5 giugno 2027. L'8 giugno sarà invece l'ultima giornata di scuola per Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Umbria e provincia autonoma di Trento.

Il 9 giugno toccherà ad Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Molise e Valle d’Aosta. Per gli studenti valdostani, dunque, l'anno scolastico sarà compreso tra il 10 settembre 2026 e il 9 giugno 2027, salvo le ulteriori articolazioni previste dai singoli istituti nell'ambito dell'organizzazione dell'attività didattica.

Il 10 giugno 2027 sarà invece l'ultima campanella per Piemonte, Sicilia e Toscana. Penultimi a chiudere saranno gli studenti veneti, il 12 giugno, mentre gli ultimi saranno ancora una volta quelli della provincia autonoma di Bolzano, con la conclusione delle lezioni fissata per mercoledì 16 giugno 2027.

Un capitolo a parte riguarda le scuole dell'infanzia. Nella maggior parte delle regioni le attività proseguiranno fino al 30 giugno 2027. Fanno eccezione il Friuli Venezia Giulia, dove termineranno il 26 giugno, e la provincia autonoma di Trento, dove il calendario si prolungherà fino al 30 luglio.

Dietro una sequenza apparentemente semplice di date si muove però una macchina organizzativa complessa. Il calendario scolastico incide sui tempi di lavoro dei genitori, sulla gestione dei servizi di trasporto, sulla ristorazione scolastica, sull'assistenza agli studenti e sull'intero comparto economico che ruota attorno alla scuola. Per le famiglie, soprattutto quelle nelle quali entrambi i genitori lavorano, pochi giorni di differenza possono tradursi in esigenze concrete di conciliazione e di organizzazione quotidiana.

La questione assume un peso particolare anche sul piano politico. La possibilità di differenziare i calendari rappresenta una delle espressioni dell'autonomia territoriale e consente alle amministrazioni di adattare l'organizzazione scolastica alle caratteristiche locali. In una realtà come la Valle d’Aosta, dove la dimensione territoriale, la montagna e la specificità istituzionale hanno un ruolo importante, anche il calendario della scuola può diventare parte di una più ampia riflessione su come l'autonomia debba tradursi in decisioni vicine alle comunità.

La scuola, insomma, non ricomincia nello stesso momento in tutta Italia. Dal 7 settembre della provincia autonoma di Bolzano al 17 settembre della Puglia passano dieci giorni che fotografano un Paese fatto di territori differenti, esigenze diverse e istituzioni chiamate a trovare un equilibrio tra uniformità nazionale e autonomia locale. La Valle d’Aosta, con il ritorno in classe fissato al 10 settembre, si colloca tra le prime regioni a riaprire i suoi istituti. E quella prima campanella, al di là del calendario, segnerà come ogni anno la ripartenza di una comunità: perché quando riapre una scuola non tornano soltanto gli studenti, ma riprende il ritmo quotidiano di un intero territorio.

pi.mi.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore