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CRONACA | 28 giugno 2026, 16:00

Sconti sul bollo, la politica dei regali che non servono

La proposta di ridurre fino al 15% la tassa automobilistica a chi sceglie la domiciliazione bancaria appare più come un'operazione di consenso che una risposta a un problema reale. In Valle d'Aosta l'evasione del bollo è già tra le più basse d'Italia e il rischio è quello di premiare chi paga già regolarmente, sottraendo risorse ai servizi pubblici senza alcun beneficio concreto

Sconti sul bollo, la politica dei regali che non servono

Ridurre fino al 15% la tassa automobilistica regionale per chi sceglie la domiciliazione bancaria può sembrare una misura favorevole ai cittadini, ma rischia di trasformarsi in un regalo inutile. La proposta ricalca iniziative già adottate in altre Regioni senza considerare che la Valle d'Aosta presenta un'evasione tra le più basse d'Italia. Il risultato sarebbe un minor gettito per le casse regionali senza reali vantaggi per la collettività.

Ci sono idee che nascono dall'analisi dei problemi e altre che sembrano nascere dalla necessità di riempire un comunicato stampa. La proposta di scontare fino al 15% la tassa automobilistica regionale a chi opta per la domiciliazione bancaria appartiene più alla seconda categoria che alla prima. Perché prima ancora di chiedersi se sia tecnicamente realizzabile, bisognerebbe domandarsi se risponda davvero a un'esigenza della Valle d'Aosta.

L'impressione è quella di un classico esercizio di "copia e incolla". La misura riprende infatti quanto già sperimentato in Lombardia, dove lo sconto arriva al 15%, e in Lazio e Campania, dove è pari al 10%. Ma amministrare non significa importare automaticamente ciò che fanno altri territori. Ogni politica fiscale dovrebbe partire dai dati locali e dai problemi reali, non dalla ricerca di un'iniziativa ad effetto da poter rivendicare in Consiglio regionale.

Ed è proprio qui che la proposta mostra tutta la sua debolezza. Le Regioni citate hanno una dimensione demografica, una struttura amministrativa e livelli di evasione del bollo auto completamente diversi da quelli valdostani. La Valle d'Aosta, al contrario, registra da anni una situazione decisamente più virtuosa grazie agli strumenti di controllo già in essere e a un sistema di recupero dell'evasione che funziona.

I numeri lo confermano. Nel 2020 il gettito atteso della tassa automobilistica era pari a 21 milioni e 602 mila euro, con incassi per 20 milioni e 281 mila euro. Nel 2022 il gettito previsto è salito a 24 milioni e 758 mila euro, mentre gli incassi hanno raggiunto 21 milioni e 921 mila euro. Dati che dimostrano come il fenomeno dell'evasione sia già contenuto rispetto alla media nazionale e come l'Amministrazione disponga di strumenti efficaci, comprese le compensazioni tra debiti tributari e contributi pubblici.

Se questo è il quadro, viene spontanea una domanda: quale problema risolverebbe davvero uno sconto sulla tassa automobilistica?

Non certo quello dell'evasione. Chi oggi non paga il bollo difficilmente inizierà a farlo perché gli viene riconosciuto uno sconto. Più verosimilmente aderirebbero alla domiciliazione proprio quei cittadini che il bollo lo pagano già regolarmente ogni anno. In altre parole, si concederebbe un beneficio economico a contribuenti già virtuosi, senza modificare in misura significativa i comportamenti di chi continua a sottrarsi al pagamento.

Il risultato sarebbe facilmente prevedibile: meno entrate per il bilancio regionale senza un corrispondente aumento del gettito. Una scelta che finirebbe inevitabilmente per sottrarre risorse ai servizi pubblici, alla manutenzione del territorio, ai trasporti, alle politiche sociali e agli investimenti che la Regione è chiamata a sostenere.

Anche l'argomento della semplificazione amministrativa convince fino a un certo punto. Oggi il pagamento della tassa automobilistica può già essere effettuato attraverso strumenti digitali efficienti, dai servizi online ai sistemi PagoPA, mentre sono disponibili promemoria che aiutano i contribuenti a rispettare le scadenze. La domiciliazione bancaria rappresenta certamente una comodità, ma è difficile sostenere che debba essere incentivata con uno sconto fiscale pagato dall'intera collettività.

Il rischio, allora, è che la proposta finisca per rappresentare l'ennesimo esempio di politica dell'annuncio. Una misura facilmente spendibile sul piano comunicativo perché contiene una parola che piace sempre agli elettori: "sconto". Peccato che ogni sconto fiscale abbia un costo e che quel costo venga sostenuto da tutti i cittadini, anche da coloro che non avrebbero alcun beneficio dalla novità.

La buona politica fiscale non consiste nell'inseguire il consenso attraverso piccoli regali, ma nel destinare le risorse dove producono il massimo beneficio collettivo. Copiare esperienze nate in contesti completamente diversi può essere un esercizio di facile propaganda, ma difficilmente rappresenta un modello di buona amministrazione.

La Valle d'Aosta ha bisogno di politiche costruite sulle proprie caratteristiche, non di iniziative importate perché funzionano mediaticamente altrove. Governare significa saper distinguere tra ciò che è utile e ciò che è semplicemente popolare. E quando una proposta appare più efficace per raccogliere consenso che per risolvere un problema concreto, il rischio della demagogia è tutt'altro che remoto.

je.fe.

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