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CULTURA | 02 giugno 2026, 16:36

Esami di maturità sotto il sole: quando il caldo mette alla prova il diritto allo studio

Mentre migliaia di studenti italiani si preparano ad affrontare gli Esami di Stato, torna al centro del dibattito il problema delle temperature elevate nelle scuole. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani lancia un appello al ministro Valditara. Una questione che riguarda anche la Valle d'Aosta, dove il cambiamento climatico sta modificando condizioni e abitudini di studio.

Romano Pesavento

Romano Pesavento

Gli Esami di Stato dovrebbero rappresentare il momento conclusivo di un percorso di crescita, studio e formazione. Un banco di prova per verificare competenze e conoscenze maturate nel corso degli anni. Sempre più spesso, però, rischiano di trasformarsi in qualcosa di diverso: una prova di resistenza fisica contro il caldo.

A lanciare l'allarme è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che guarda con preoccupazione alle condizioni ambientali nelle quali migliaia di studenti italiani si apprestano a sostenere gli esami conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione.

«Le recenti cronache provenienti da diverse città italiane, che documentano temperature superiori ai 30 gradi nelle aule scolastiche, episodi di svenimento e malori tra gli studenti, nonché diffuse carenze strutturali negli edifici scolastici, delineano uno scenario che non può essere sottovalutato», sottolinea il presidente del Coordinamento, il professor Romano Pesavento.

La questione non riguarda soltanto il comfort degli studenti. In gioco vi sono la salute, la concentrazione e persino l'equità della valutazione. Affrontare una prova scritta o un colloquio orale dopo ore trascorse in un'aula surriscaldata significa partire da condizioni che possono incidere sulla lucidità e sulle prestazioni.

«Gli Esami di Stato costituiscono una tappa fondamentale nel percorso formativo e umano delle giovani generazioni. Essi richiedono condizioni ambientali che garantiscano serenità, concentrazione, lucidità e benessere psicofisico», evidenzia Pesavento.

Negli ultimi anni il cambiamento climatico ha modificato sensibilmente anche il calendario delle temperature. Giugno, tradizionalmente considerato un mese ancora relativamente mite, presenta ormai con frequenza ondate di calore che un tempo caratterizzavano soprattutto luglio e agosto. Le scuole italiane, molte delle quali ospitate in edifici costruiti decenni fa, non sempre risultano adeguate ad affrontare questa nuova realtà.

Il Coordinamento ricorda che si tratta di una problematica strutturale e non episodica. «Da anni denunciamo la necessità di affrontare con determinazione il tema dell'adattamento climatico degli edifici scolastici italiani, evidenziando come il cambiamento climatico stia modificando profondamente le condizioni nelle quali si realizza il diritto all'istruzione».

Anche la Valle d'Aosta non può considerarsi immune da questo fenomeno. Se fino a qualche anno fa l'altitudine e le temperature generalmente più contenute garantivano condizioni favorevoli durante il periodo degli esami, oggi la situazione appare diversa. Le estati valdostane registrano sempre più spesso temperature elevate anche nei fondovalle e nei centri urbani principali. Aosta, in particolare, sperimenta con crescente frequenza giornate torride che mettono sotto pressione edifici pubblici, abitazioni e scuole.

La particolarità valdostana potrebbe persino offrire un'opportunità di riflessione. In una regione che punta con decisione sulla sostenibilità ambientale e sulla valorizzazione delle risorse naturali, il tema dell'efficientamento energetico degli edifici scolastici potrebbe diventare un laboratorio di buone pratiche, attraverso interventi di isolamento termico, schermature solari e sistemi di raffrescamento a basso impatto ambientale.

Per il professor Pesavento, tuttavia, occorre innanzitutto una strategia nazionale. «La scuola italiana non può continuare a essere impreparata di fronte a fenomeni che non sono più eccezionali ma strutturali. Le ondate di calore sempre più frequenti e intense impongono una nuova visione dell'edilizia scolastica, fondata sulla tutela della salute, sulla sostenibilità ambientale e sulla qualità degli spazi educativi».

Da qui l'appello rivolto direttamente al ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Il Coordinamento chiede l'apertura di un confronto con gli enti locali e con il mondo della scuola per definire un piano pluriennale di adeguamento degli edifici alle nuove condizioni climatiche, prevedendo investimenti specifici per sistemi di raffrescamento sostenibili, monitoraggio delle temperature ed efficientamento energetico.

Non manca nemmeno la richiesta di valutare eventuali misure organizzative straordinarie nei casi più critici, affinché gli esami possano svolgersi in condizioni compatibili con la tutela della salute degli studenti e del personale scolastico.

Alla base della riflessione vi è un principio semplice ma fondamentale. «Il diritto allo studio non può essere disgiunto dal diritto alla salute. Entrambi trovano fondamento nella Costituzione italiana e rappresentano pilastri essenziali di una società democratica e inclusiva».

Una considerazione che assume un significato ancora più forte mentre migliaia di ragazzi si preparano ad affrontare una delle prove più importanti della loro vita scolastica. Perché la maturità dovrebbe misurare preparazione, impegno e competenze. Non la capacità di sopportare il caldo.

je.fe.

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