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EVENTI E APPUNTAMENTI | 07 maggio 2026, 15:15

Printemps Théâtral, settima serata tra memoria e gioventù sul palco

La 45ª edizione del Printemps Théâtral prosegue al Teatro Splendor con due compagnie valdostane, tra uno sguardo sulla scuola di ieri e di oggi e una commedia surreale dedicata ai Giochi invernali

Printemps Théâtral, settima serata tra memoria e gioventù sul palco

Sabato 9 maggio alle ore 21, il Teatro Splendor ospiterà un nuovo appuntamento con il teatro popolare valdostano. La settima serata della 45ª edizione del Printemps Théâtral, organizzata dalla Fédération Valdôtaine du Théâtre Populaire (FVTP) con il sostegno della Regione autonoma Valle d’Aosta nell’ambito della Saison Culturelle 2025-2026, vedrà protagoniste due compagnie molto conosciute: Le Pégno Squiapeun di Bionaz e La Betize di Aymavilles. La serata sarà accompagnata anche da momenti musicali.

La giovane compagnia Le Pégno Squiapeun presenterà «L’écoula... de ieur et de oue» (La scuola... di ieri e di oggi), testo scritto da Paola Petitjacques con la collaborazione di Marie Claire Chaberge e Danilo Petitjacques. Sul palco salirà un numeroso gruppo di giovani attori: Christophe Betemps, Daniel Favre, Marlène Favre, Celeste Frova, Michel e Yannick Jordaney, Vanessa e Ymac Jotaz Petitjacques, Joel Marthyn, Aïcha, Dorothea e Ginevra Montrosset, Bryan Petitjacques, Adele e Gaia Porliod e Sveva Torgneur.

Attraverso una riflessione vivace sulla scuola di ieri e di oggi, lo spettacolo ricorda che non si smette mai di imparare. «Creare pièce legate alla realtà permette ai giovani di capire che la vita non è sempre stata facile per le generazioni passate», sottolinea Paola Petitjacques, evidenziando anche l’importanza del lavoro di squadra oltre ai singoli ruoli. La compagnia, composta da ragazzi tra i 7 e i 14 anni, rappresenta così un vero progetto educativo e culturale.

Nata nel 2001, Le Pégno Squiapeun è diventata un esempio seguito anche da altre compagnie: il coinvolgimento dei più giovani garantisce infatti la trasmissione del patois e il futuro del teatro popolare. Negli anni, diversi membri sono poi entrati nella compagnia adulta Le Squiapeun, confermando la vitalità dell’esperienza.

La seconda parte della serata sarà affidata a La Betize con «Ieui l’è fenia la flama di djouà d’ivir» (... dov’è finita la fiaccola dei giochi invernali), testo scritto da Milena Carlin con la collaborazione di Clovis Barailler e sotto la supervisione di Aldo Marrari. La scenografia è firmata da Yvonne Pellissier, mentre video, luci e audio sono curati da Simone Bonoldi.

In scena Axel e Manuel Bèthaz, Milva Bovet, Alex, Anaïs e Kristel Buschino, Massimo Buschino, Milena e Tiziana Carlin, Steve Garin, André Grosjean, Yvonne Pellissier, Nicole Testolin e Laurent Vairetto daranno vita a una commedia originale e surreale: dei Giochi olimpici immaginati a Ozein, un’idea tanto folle quanto divertente.

«Torniamo con entusiasmo dopo la nostra ultima partecipazione nel 2018, con nuovi giovani attori, e speriamo che il pubblico si diverta quanto noi durante le prove», spiega Massimo Buschino, presidente della compagnia. Questo ritorno coincide anche con un momento importante: il 50° anniversario della troupe, che sarà celebrato in autunno con la Fita di Téatro e una festa in occasione del Cristo Re.

Fondata ufficialmente nel 1976, La Betize affonda però le sue radici in un’iniziativa nata nel 1973 a Ozein, quando alcuni giovani di Aymavilles decisero di aggiungere una rappresentazione teatrale a una giornata di festa. Un’intuizione che contribuì, pochi anni più tardi, alla nascita della FVTP nel 1979. Da allora la compagnia non ha mai smesso di promuovere il patois, in Valle d’Aosta ma anche oltre i confini regionali, in Italia e in Svizzera.

I biglietti sono in vendita al prezzo di 10 euro (2 euro per i soci FVTP e per i minori di 14 anni) e saranno disponibili la sera dello spettacolo dalle ore 20 alla biglietteria del Teatro Splendor oppure in prevendita sul sito webtic.it. I posti non occupati entro le 21 saranno rimessi in vendita.

Un nuovo capitolo del Printemps Théâtral che conferma ancora una volta la ricchezza e la vitalità del teatro popolare valdostano.

red

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