Aprire la seduta con una buona notizia fa sempre piacere: l’assetto dei vigili del fuoco in Valle d’Aosta è pronto a fare un passo avanti. Nella mattina dell’11 marzo 2026, il Consiglio Valle ha iniziato a discutere un disegno di legge che contiene 213 articoli volti a modernizzare e strutturare il Corpo regionale, mettendo al centro professionalità, autonomia e coordinamento operativo.
Il provvedimento, depositato dalla Giunta regionale il 24 novembre 2025, è passato attraverso l’esame delle Commissioni “Affari generali” e “Assetto del territorio”, che ne hanno predisposto un testo di Commissione aggiornato, frutto di un confronto approfondito con tutti i soggetti interessati.
Prima dell’inizio dei lavori, la Conferenza dei Capigruppo, insieme all’Ufficio di Presidenza, al Presidente della Regione e ai consiglieri relatori, ha incontrato una delegazione sindacale dei vigili del fuoco, dimostrando attenzione al dialogo e alla condivisione con chi ogni giorno opera sul campo.
A illustrare i contenuti è stato il Consigliere Corrado Jordan (UV), a nome anche del Consigliere Marco Sorbara (FI).
«Questo disegno di legge ridefinisce l’assetto del Corpo regionale dei vigili del fuoco, riaffermandone l’autonomia rispetto al sistema nazionale e confermando un ordinamento speculare, saldamente incardinato nell’amministrazione regionale», ha spiegato Jordan, sottolineando subito l’aspetto di continuità istituzionale e di valorizzazione del ruolo valdostano.
Ha poi evidenziato la modernizzazione della governance: «La revisione normativa assicura una maggiore professionalizzazione delle carriere, con un assetto gerarchico e altamente specializzato, che bilancia il reclutamento di competenze tecniche elevate con la valorizzazione dell’esperienza operativa interna. Il volontariato non è più un’entità accessoria, ma una componente strategica che costituisce una "riserva operativa" flessibile e scalabile.»
L’approccio collaborativo è stato uno dei punti di forza messi in evidenza: «Il provvedimento arriva dopo una importante attività di confronto e studio tra le strutture regionali, i rappresentanti del Corpo e le organizzazioni sindacali. Le numerose audizioni e il lavoro in Commissione hanno permesso al Consiglio di approfondire il testo e conoscerne bene i contenuti, con emendamenti che hanno migliorato il testo originario, correggendo imprecisioni e introducendo elementi di raccordo con il sistema di emergenza regionale.»
Jordan ha voluto rimarcare anche l’integrazione con la normativa regionale esistente: «Il testo si raccorda con la protezione civile, il soccorso alpino e interventi specifici come il servizio aeroportuale, la gestione antincendio nei piani regolatori, la viabilità e gli idranti. Il sistema di gestione dell’emergenza e del soccorso rappresenta un vero fiore all’occhiello della Valle d’Aosta e va valorizzato e tutelato.»
Nella sua esposizione, il consigliere ha richiamato il fondamento statutario: «Lo Statuto speciale della Valle d’Aosta conferma la competenza regionale, in sostituzione degli organi centrali e periferici dello Stato. Tra gli elementi qualificanti, la definizione dell’ordinamento civile del Corpo, con il Capo del Corpo e il Comando regionale, la ripartizione del personale in ruolo operativo-tecnico, volontario e amministrativo, e la regolamentazione dei ruoli e delle qualifiche del personale non dirigente e non direttivo.»
Jordan ha precisato anche le modalità di carriera: «Vigili del fuoco, vigili esperti e coordinatori saranno selezionati tramite concorso pubblico; capi squadra e capi reparto tramite concorso interno; ispettori antincendi con progressioni di carriera dedicate. La contrattazione collettiva si svolgerà in un comparto autonomo.»
E sul volontariato: «Il personale volontario viene integrato operativamente con quello di ruolo, con definizione di funzioni, obblighi, tutele e attività di formazione, incluse le chiamate in servizio per le emergenze. Quanto al personale amministrativo, resta disciplinato dal comparto unico regionale.»
Conclude Jordan con una sottolineatura politica e operativa: «Abbiamo lavorato per rafforzare il sistema di soccorso pubblico, senza comprimere ruoli e funzioni, ma valorizzandoli tutti. È una scelta giusta, non la più comoda, ma necessaria per garantire un Corpo dei vigili del fuoco più efficace e coerente con le prerogative regionali.»













