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Consiglio Valle Comuni | 10 marzo 2026, 19:42

Autonomia del Trentino-Alto Adige/Südtirol, via libera della Camera alla riforma dello Statuto

L’Aula di Montecitorio approva con 237 voti favorevoli e 92 astensioni il disegno di legge costituzionale che aggiorna lo Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol. Il testo dovrà tornare al Senato per l’ultima lettura. Favorevoli le forze autonomiste, tra cui il deputato valdostano Franco Manes. Astensione di PD, AVS e Movimento 5 Stelle

Franco Manes e Dieter Steger

Franco Manes e Dieter Steger

Un nuovo passaggio parlamentare nel percorso di riforma dello Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol è stato compiuto oggi alla Camera dei deputati. L’Aula di Montecitorio ha infatti approvato il disegno di legge costituzionale con 237 voti a favore e 92 astensioni, consentendo al provvedimento di proseguire il suo iter.

Si tratta di una riforma di rango costituzionale e, come previsto dall’ordinamento, il testo richiede quattro letture parlamentari. Dopo il via libera della Camera, il disegno di legge dovrà quindi tornare al Senato per l’approvazione definitiva.

L’obiettivo dichiarato della riforma è quello di aggiornare lo Statuto di autonomia alle trasformazioni istituzionali, sociali ed economiche intervenute negli ultimi decenni, ridefinendo con maggiore chiarezza i rapporti tra Stato, Regione e Province autonome e rafforzando al contempo le garanzie linguistiche che rappresentano uno dei pilastri della convivenza in Alto Adige.

Come spesso accade quando si interviene su norme costituzionali, il voto ha evidenziato posizioni politiche differenti. I gruppi di Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra e Movimento 5 Stelle hanno scelto la via dell’astensione, una decisione che nel campo autonomista è stata accolta con rammarico, soprattutto alla luce del valore trasversale che storicamente caratterizza i temi dell’autonomia speciale.

Tra i voti favorevoli figura anche quello del deputato valdostano Franco Manes, esponente autonomista che ha sostenuto il provvedimento nel solco della tradizione politica che vede Valle d’Aosta e Alto Adige spesso unite nella difesa e nell’evoluzione delle autonomie speciali.

Nel corso del dibattito parlamentare è intervenuto anche Dieter Steger, presidente della Südtiroler Volkspartei, che ha rivendicato il valore politico e istituzionale della riforma.

Nel suo intervento in Aula Steger ha ricordato come l’autonomia non debba essere considerata una concessione dello Stato, ma “una forma alta della nostra democrazia costituzionale”, capace di garantire responsabilità di governo, convivenza tra comunità linguistiche e stabilità istituzionale.

Secondo l’esponente sudtirolese, le autonomie ben costruite non indeboliscono lo Stato, ma al contrario lo rendono più forte e più vicino ai cittadini. L’autonomia, ha sottolineato, significa responsabilità, capacità decisionale e tutela concreta delle comunità locali, rappresentando l’antitesi di ogni centralismo astratto.

Steger ha inoltre ricordato come la Provincia autonoma di Bolzano, uscita dalla povertà del dopoguerra, abbia potuto costruire nel tempo benessere economico, servizi efficienti e coesione sociale, proprio grazie agli strumenti garantiti dallo Statuto speciale e alla responsabilizzazione delle istituzioni locali.

Nel suo intervento non sono mancati anche ringraziamenti al governo guidato da Giorgia Meloni e ai ministri Roberto Calderoli e Antonio Tajani per aver portato avanti l’impegno politico sulla riforma dello Statuto.

Allo stesso tempo, il leader della SVP ha richiamato l’attenzione sulla necessità di vigilare sull’attuazione concreta delle norme, affinché nessuna interpretazione futura possa indebolire l’impianto autonomistico o aprire la strada a nuove forme di centralismo.

“L’autonomia – ha concluso – non è una rendita da amministrare ma una responsabilità da custodire e rafforzare. Ogni generazione ha il dovere di consegnarla alla successiva più solida e più capace di futuro”.

Con il voto di oggi, dunque, il Parlamento compie un nuovo passo nel percorso di aggiornamento di uno dei modelli autonomistici più importanti d’Europa. Un tema che continua a interessare da vicino anche la Valle d’Aosta, dove il dibattito sull’evoluzione delle autonomie speciali resta un punto centrale della riflessione politica e istituzionale.

pi.mi.

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