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Consiglio Valle Comuni | 10 marzo 2026, 08:00

Vigili del fuoco valdostani, la riforma divide: sì delle Commissioni, critiche dell’opposizione

Via libera a maggioranza nelle Commissioni II e III al nuovo testo di legge che riorganizza il Corpo valdostano dei Vigili del fuoco. La maggioranza parla di modernizzazione e rafforzamento del sistema di soccorso, mentre ADU denuncia forzature dell’ultima ora e teme uno stravolgimento dell’impianto operativo e un possibile conflitto con le norme nazionali

Al centro da sn: Sorbara e Jordan

Al centro da sn: Sorbara e Jordan

Il percorso della riforma del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco entra nella fase decisiva, ma lo fa tra consenso e polemiche. Le Commissioni consiliari II “Assetto del territorio” e III “Affari generali”, riunite congiuntamente lunedì 9 marzo 2026, hanno infatti espresso parere favorevole sul nuovo testo del disegno di legge che ridefinisce l’organizzazione del Corpo.

L’iniziativa legislativa è stata approvata a maggioranza: si sono astenuti i gruppi Fratelli d’Italia, Alleanza Verdi e Sinistra e Alliance Valdôtaine–AdC, mentre il gruppo La Renaissance non ha partecipato al voto. Il provvedimento approderà ora in Consiglio Valle per la discussione nelle sedute dell’11 e 12 marzo.

Secondo i presidenti delle Commissioni e relatori del provvedimento, Corrado Jordan (Union Valdôtaine) e Marco Sorbara (Forza Italia), il nuovo testo conferma l’impianto della riforma e punta a rinnovare in profondità l’organizzazione del Corpo.

«Il nuovo testo di Commissione – spiegano – conferma la validità degli obiettivi dell’impianto normativo proposto: la revisione dell’architettura del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco, la modernizzazione della governance e una maggiore professionalizzazione delle carriere».

La riforma, secondo i relatori, dovrebbe portare alla creazione di «un assetto di ordinamento di diritto pubblico, gerarchico e altamente specializzato», capace di coniugare il reclutamento di competenze tecniche elevate con la valorizzazione dell’esperienza operativa maturata all’interno del Corpo.

Jordan e Sorbara sottolineano inoltre che il testo è stato modificato dopo il ciclo di audizioni svolto in Commissione, recependo parte delle osservazioni emerse durante il confronto. Tra gli obiettivi indicati figura anche il rafforzamento del coordinamento all’interno della Centrale unica del soccorso, di cui i Vigili del fuoco rappresentano una componente fondamentale.

Una lettura che però non convince l’Associazione Dirigenti e Operatori dell’Unione (ADU), che in una nota diffusa nelle stesse ore parla apertamente di «forzature» da parte della maggioranza e di un possibile stravolgimento del sistema regionale di soccorso pubblico.

Secondo ADU, gli emendamenti presentati nelle ultime fasi dell’iter legislativo – «in zona Cesarini e senza condivisione» – rischierebbero di compromettere il lavoro di concertazione portato avanti negli ultimi cinque anni. Un percorso al quale, ricorda l’associazione, hanno contribuito anche la consigliera regionale Erika Guichardaz e la deputata Elisa Tripodi.

Marco Carrel

Il nodo principale riguarda in particolare il ruolo della Centrale unica del soccorso. Per ADU l’ipotesi di attribuirle poteri di coordinamento operativo propri del Corpo dei Vigili del fuoco rappresenterebbe «un errore tecnico e giuridico» e potrebbe generare un conflitto con la normativa nazionale che disciplina le funzioni del servizio antincendio.

L’associazione ribadisce inoltre il proprio sostegno ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali impegnate nella richiesta di equiparazione contrattuale e giuridica con i vigili del fuoco del resto d’Italia. «La regionalizzazione – si legge nella nota – non può tradursi in un peggioramento delle condizioni per i nostri operatori».

Da qui l’appello a mantenere un sistema di soccorso «efficiente e con catene di comando chiare», coerente con i principi nazionali e orientato alla tutela della sicurezza dei cittadini.

Il confronto politico e tecnico, insomma, resta aperto. Sarà il Consiglio Valle, nei prossimi giorni, a decidere se la riforma rappresenterà davvero una modernizzazione del Corpo o se, come temono i critici, rischierà di modificare in modo controverso gli equilibri del sistema regionale di soccorso.

pi.mi.

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