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Zona Franca | 22 luglio 2022, 21:35

Crisi politica e autonomisti

Spero che in questo breve periodo, da qui al 25 Settembre, il dibattito possa riprendere linfa e vigore per indicare un percorso che fissi i paletti per giungere alla conclusione di un processo che dura da troppo tempo

Crisi politica e autonomisti

Lo tsunami politico, innescato da alcune forze politiche irresponsabili, che ha portato alla sfiducia del governo Draghi, con il conseguente scioglimento delle Camere obbligherà anche le forze politiche autonomiste della nostra regione ad una rapida e profonda riflessione per affrontare l’appuntamento elettorale nelle condizioni migliori.

Direi che, sotto questo aspetto, la sollecitazione proveniente dalle vicende romane è salutare per una ripresa del dibattito all’interno delle varie forze che fanno riferimento a questa particolare area politica. In effetti il processo verso una tanto attesa “réunion” sembra essersi arenato e diventato marginale e secondario rispetto alle difficoltà incontrate da parte della maggioranza regionale che deve, ancora una volta, fare i conti con arrivisti, transfughi e supponenti radicalismi.

Spero che in questo breve periodo, da qui al 25 Settembre, il dibattito possa riprendere linfa e vigore per indicare un percorso che fissi i paletti per giungere alla conclusione di un processo che dura da troppo tempo. Occorre secondo me, partire da un presupposto da cui non si può prescindere, tutti devono esserne implicati, nessuno escluso.

Nessuno dei personaggi coinvolti, nessuna delle tante sigle è, dal mio punto di vista, esente da colpe, ma soprattutto nessuno è depositario della verità assoluta. Errori ce ne sono stati sia da una parte che dall’altra, occorre sgomberare il tavolo da veti e imposizioni e con grande umiltà imbastire un processo, su basi paritarie, tra tutti i soggetti.

Ho la sensazione, che al momento ci siano ancora dei condizionamenti legati a personalismi esasperati o a piccoli interessi di bottega che devono sparire. Certo sarebbe auspicabile che alcuni personaggi, che hanno caratterizzato la vita politica di questa regione negli ultimi decenni, si facciano da parte vestendo i panni di padri nobili del movimento sostenendo le giovani generazioni. So benissimo che questo mio auspicio cadrà nel vuoto, d’altronde sono cose che dicevo già, inascoltato, tanto tempo fa e che recepisco dagli umori della gente. Le prossime elezioni politiche saranno cruciali per il futuro della Valle d’Aosta, affrontarle divise sarebbe un suicidio per tutti, ma soprattutto per quel mondo a cui molti credono ancora e lo ritengono essenziale per il futuro di questa nostra regione.

Che l’autonomia sia in pericolo lo dimostrano purtroppo i fatti, forze centralistiche, organismi statali che cercano di minare alle fondamenta un sistema di autogoverno che evidentemente da loro molto fastidio. Vicende che hanno suscitato polemiche infinite, dibattiti mediatici, indignazione popolare, finite clamorosamente nel nulla sono lì a testimoniare questi miei timori.

Se qualcuno, pur di conservare i propri privilegi, a discapito di interessi collettivi superiori, cercando di arroccarsi su posizioni massimaliste ed elitarie senza prendere in considerazione il rischio, non più tanto remoto, di confluire presto in una macro regione del Nord, secondo me, fa correre un rischio mortale ad una comunità che perde già, giorno dopo giorno, molto della sua identità.

Avvicinarsi a questo appuntamento elettorale uniti e compatti, è l’unica risposta che, al momento, possiamo dare, rifuggendo da facili slogan, beceri populismi, arroganti sovranismi e con un progetto di ampio respiro e di lunga prospettiva

Guido Cesal

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