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Consiglio Valle | 26 aprile 2022, 08:00

Il meglio

La filosofa Hannah Arendt spiegava che: “Chi sceglie il male minore dimentica rapidamente di aver scelto a favore di un male”

Il meglio

E’ deprimente sentire dire da troppi unionisti, in merito alle scelte che l’Uv dovrebbe compiere per rafforzare la maggioranza regionale, si tratta di scegliere il male minore. Il riferimento è tra il scegliere la Lega e Pour l’Autonomie. Penso che se la politica sceglie il male minore per non andare ad un nuovo voto anticipato per la manifesta incapacità progettuale, propositiva e numerica, allora il male minore è andare al voto, ma i frutti saranno il peggio.

Ma se invece la stessa politica discutesse sul meglio per la Petite Patrie allora il dibattito avrebbe un diverso spessore etico, sociale e morale. Chi pensa a scegliere il male minore ragiona in modo minimalista senza comprendere che chi parla di male minore pensa al male e non già, in questo caso, al bene, al meglio della Petite Patrie.

La filosofa Hannah Arendt spiegava che: “Chi sceglie il male minore dimentica rapidamente di aver scelto a favore di un male”. Ed è questo il male della politichetta valdostana che guarda al male minore perché potrebbe portare alla possibile soluzione del problema, soprattutto in termini numerici, in pochi giorni. Scegliere il meglio significa, invece, lavorare e investire in conoscenze, professionalità e capacità per il futuro, per le giovani generazioni, per restituire ai nostri figli e nipoti una Petite Patrie migliore di quella in cui viviamo.

Quasi sempre l’aut aut tra un male minore e un male maggiore è imposto da chi non ha idee e non ha il coraggio delle proprie scelte. Oggi è in discussione il futuro della Petite Patrie. Ma bisogna sapere che il futuro della nostra Petite Patrie passa dal rafforzamento dell’Autonomia e dello Statuto Speciale. Due strumenti dai più dimenticati o poco sostenuti da chi crede nei valori e nella cultura della Valdostanità.

Un esempio per tutti: il bilinguismo in Valle è del tutto accantonato; il francese serve solo per avere in busta paga qualche decina di euro in più. E oggi i nostri decisori si trovano davanti alla  tentazione di seguire il male minore... è quella che ci danna! Ci danna perché con gli amici del caino russo, con i sovranisti, con gli antieuropei non c’è futuro per la Petite Patrie.

Guardare oggi al futuro della Valle d’Aosta vuol dire cogliere l’occasione per ricomporre la diaspora autonomista facendo cadere tutte le preclusioni di carattere personale. In politica si fa politica non si fanno personalismi. Chi sceglie oggi il male minore vuole dire che sceglie il male maggiore per domani. Oggi scegliere il meglio (e non il male minore per un semplice calcolo aritmetico) significa rimettere al centro della missione autonomista l’idea di unità, nell’ottica di un solo interesse; quello del  bene della Petite Patrie. Le condizioni oggi ci sono e i tempi sono maturi. Scegliete il meglio perché…lo spiega bene la storiella che segue letta in un libro.

Il male minore è il male maggiore

C’era una volta un eremita così perfetto che aveva già un piede in Paradiso.
Viveva di quasi niente in una grotta scavata nei fianchi di una montagna verde dove raccoglieva frutti selvatici, bacche e qualche radice per il pranzo della domenica.

“Come posso tentarlo?”, si chiedeva continuamente il diavolo. Lo spiava, fiutava le sue impronte, lo esaminava dalla testa ai piedi per trovare il minimo punto debole. Niente. Pestava i piedi, si arrabbiava, imprecava, finché decise di passare all’attacco diretto. Si presentò all’eremita, che stava rammollendo un pezzo di pane raffermo nell’acqua della sorgente. “Salve”, gli disse Satana. “Sai chi sono io?”.“Il diavolo”, risposte tranquillamente l’eremita.“Dio mi ha dato il permesso di tentarti. Vorrei che tu commettessi un peccato grave”.“Parla”, disse l’eremita. “Ti ascolto”.“Assassina qualcuno”.“No. È fuori discussione”.“Allora assali una donna”.“È una cosa bestiale e disgustosa. Non lo farò mai. Vattene, diavolo. Non hai fantasia”.“Almeno bevi un sorso di vino. Non è neanche un peccato. Accontentami”.L’eremita sospirò: “Va bene. Un sorso non è nulla di male”. Immediatamente gli comparve tra le mani una brocca di vino fresco e frizzante. Ne bevve un sorso. Prese fiato e ne bevve un altro. “Uhm”, disse. “È gradevole”. Bevve un altro lungo sorso e disse: “È forte… È diabolico!”. Cominciò a ridere stupidamente. Poi riprese a bere, malfermo sulle ginocchia. Una ragazzina saliva per il sentiero. “Buongiorno sant’uomo”, disse. “Ti ho portato qualche mela e del pane”. Ululando, con gli occhi annebbiati, l’eremita afferrò la ragazzina per i capelli e la sbatté a terra. La poverina urlò con tutte le sue forze. Suo padre, che lavorava nei campi, la udì e accorse. L’eremita vedendo arrivare l’uomo afferrò una grossa pietra e lo colpì con tutte le sue forze. Quando ritornò in sé, l’eremita vide l’uomo che giaceva ai suoi piedi in un lago di sangue. “Credo sia morto”, disse Satana, con aria virtuosa. Raccolse un fiore e se lo mise in bocca.L’eremita si gettò in ginocchio inorridito: “Signore Dio, che cosa ho fatto?”. Il diavolo rispose: “Di tre mali hai scelto il minore. Questo ti farà passare lunghe giornate in mia compagnia”. Fischiettando, con le mani in tasca, si avviò. Dopo qualche passo si fermò, si voltò e come chiamasse un vecchio compagno di strada, disse: “Allora, eremita, vieni?”. Non esistono mali minori… Il racconto mostra non soltanto che la scelta del male minore non ha prevenuto alcunché ma che, anzi, proprio quella scelta, la scelta del male minore, è stata decisiva per il verificarsi del male maggiore che altrimenti non ci sarebbe stato.

piero.minuzzo@gmail.com

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