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Consiglio Valle | 14 luglio 2020, 21:33

Mossa sollecita l'assessore Baccega per la riattivazione dei centri per disabili

COMUNICAZIONE POLITICA AUTOGESTITA -

Luciano Mossa

Luciano Mossa

È un fatto notorio e consolidato che la nostra Regione si caratterizza per l’Autonomia, per le dimensioni piccole, di territorio e popolazione e per decisioni politiche prese dalla Giunta in difformità non solo con le linee del Governo nazionale, ma anche con quelle del buon senso, come, recentemente, ha fatto  l’Assessore all'istruzione Certan, giustificando nei fatti il mancato adeguamento alla legge statale nel ricalcolo delle graduatorie per gli insegnanti; ma, si sa, la “noblesse” dell’Autonomia obbliga a distinguersi da Regioni decine di volte più popolose, come Lombardia, Lazio e Sicilia.

Ora è l’Assessore alla sanità Baccega a volersi allineare alla Collega e questa volta a rimetterci sono i disabili e le loro famiglie. Infatti i centri diurni che, prima del Covid, operavano dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16:30 garantendo anche il pranzo agli utenti, ora, dopo la riapertura (se così si può chiamare) dei centri in Valle d'Aosta dal 22 giugno, il servizio che viene erogato consiste in una passeggiata di appena due ore per due volte alla settimana. Altre regioni anche se devastate dal Covid sono invece ripartite a pieno regime. In Emilia Romagna, ad esempio, i centri sono riaperti già da maggio e prevedono turni di frequenza differenziati e gli utenti sono organizzati in piccoli gruppi stabili di massimo 5 unità. Sono stati riorganizzati gli spazi interni nel rispetto delle norme igieniche e di sanificazione, si utilizzano mascherine e test sierologici e sono garantiti i trasporti in sicurezza.

Il tutto mettendo al primo posto la sicurezza degli utenti, delle famiglie e degli operatori in questa nuova fase post emergenza. Sono 195 in Emilia-Romagna i Centri Diurni socio-riabilitativi e 84 i Centri socio-occupazionali che ospitano quotidianamente 5mila persone con disabilità gravi e gravissime. Anche il Veneto ha riavviato i centri diurni per disabili già dal 18 maggio più o meno adoperando le stesse modalità dell'Emilia Romagna. Ma cos'hanno di differente queste due regioni dalla nostra autonoma (per lo meno sulla carta) Valle d'Aosta i cui centri diurni contano si e no 70 utenti disabili?

Bisogna dare priorità alle esigenze e alle grandi difficoltà in cui versano le famiglie e le stesse persone disabili, per le quali questa fase di isolamento forzoso ha rappresentato un sacrificio immenso e difficile da comprendere.   Occorre anche evidenziare che ogni anno per gli utenti disabili venivano organizzati dei soggiorni al mare della durata fino a 12 giorni.

Quest'anno, vista la difficoltà degli spostamenti in sicurezza, potrebbero essere organizzati in loco approfittando delle nostre bellissime e verdi montagne. Questo darebbe e un po' di svago alle persone disabili dopo il lungo periodo di isolamento e un po' di respiro alle loro famiglie. Ma si sa, dove finisce la logica inizia la politica della Valle d'Aosta. Un’ipotesi per spiegare questa inerzia amministrativa esiste: non è l’Amministrazione, ma è la Giunta ad essere "dormiente". Dorme quando si tratta di servire gli interessi di tutti, ma si attiva per scaricare barili, favorire amici e dispensare denaro pubblico in cambio di voti.

Luciano Mossa

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