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ATTUALITÀ | 27 settembre 2012, 16:05

Tecnomec: lunedì la firma del contratto di solidarietà; Veralco, produzione e maestranze ridotte al lumicino

Le due aziende - specchio della crisi industriale che da troppi mesi attanaglia l'Italia e la Valle - stanno vivendo giorni di preoccupante instabilità. E se Veralco resta in piedi per la ferrea volontà dei suoi proprietari, "Il guaio della Tecnomec si chiama Marchionne", sostiene la Fiom

Tecnomec: lunedì la firma del contratto di solidarietà; Veralco,  produzione e maestranze ridotte al lumicino

Si trovano una di fronte all'altra, a poche centinaia di metri di distanza; gli operai di un'azienda, al mattino, spesso s' incontrano al bar con quelli dell'altra. E i discorsi, fra loro, non sono particolarmente allegri. 

 Specchio della crisi industriale che da troppi mesi attanaglia l'economia italiana e da troppi anni quella valdostana, la Tecnomec e la Veralco, aziende di Arnad operanti  nel settore metallurgico, stanno vivendo giorni di preoccupante instabilità.

"Sé è vero che la Veralco resta in piedi per la ferrea volontà dei suoi proprietari - spiegano i responsabili della Cgil-Fiom della Valle d'Aosta - il problema della Tecnomec - la cui produzione è rivolta principalmente alla Fiat - si chiama Marchionne. Tecnomec risente in maniera grave e continua della crisi del settore automobilistico, e dei crolli di vendite dei veicoli Fiat".

 Ma per i dipendenti della Tecnomec (che realizza stampaggi e assemblaggi di componenti metallici) lunedì prossimo, 1 ottobre, sarà un giorno molto importante. "A meno di imprevisti dietrofront -  sostengono alla Fiom - lunedì prossimo sigleremo il rinnovo del contratto di solidarietà per altri due anni, vera e propria ancora di salvezza a tutela dei posti di lavoro".

 Quanto alla Veralco,  specializzata nella realizzazione di contenitori industriali in lega di alluminio, inox e ferro e nella progettazione e produzione di carpenteria metallica, la produzione da tempo è ridotta al lumicino, così come il personale. "Quella di Veralco è una situazione di crisi sotto attento monitoraggio -  affermano i sindacati - ma per ora è impossibile ipotizzare un piano di rilancio ".

patrizio gabetti

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