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ATTUALITÀ | 25 febbraio 2026, 21:35

Referendum giustizia: la forza della scelta consapevole verso il NO

A un mese dal voto, il quadro dei sondaggi mostra un confronto ancora aperto. Secondo le rilevazioni dell’istituto di sondaggi Ixè, il No è in vantaggio ma con margini ridotti, mentre resta ampia la platea degli indecisi e non ancora pienamente informata sui contenuti della riforma

Referendum giustizia: la forza della scelta consapevole verso il NO

A un mese dalla consultazione popolare, il dibattito sul referendum sulla giustizia continua a muoversi dentro margini tutt’altro che definitivi. Il sondaggio realizzato da Ixè indica una prevalenza del No collocata tra il 51,3% e il 54,3%, mentre il Sì oscilla nella fascia compresa tra il 45,7% e il 48,7%. Si tratta di un ribaltamento rispetto alle rilevazioni di novembre, quando il fronte favorevole risultava avanti con circa il 53% delle preferenze contro il 47%.

Il quadro resta però fortemente fluido. Gli indecisi rappresentano circa il 40% del campione e costituiscono l’elemento potenzialmente decisivo per l’esito della consultazione. La propensione al voto appare leggermente più marcata nell’elettorato che si colloca nell’area del centro-sinistra, dove l’intenzione di recarsi alle urne risulta tradizionalmente più elevata nelle rilevazioni considerate.

Un altro elemento significativo riguarda il livello di conoscenza dei quesiti referendari. Solo il 55,7% degli intervistati dichiara di avere una comprensione sufficiente dei temi oggetto del voto, un dato comunque in crescita rispetto al 46% rilevato a gennaio. Questo miglioramento suggerisce che la campagna informativa stia progressivamente raggiungendo una parte dell’opinione pubblica, anche se rimane una quota non marginale di cittadini che si avvicina alla scelta elettorale con informazioni ancora parziali.

L’affluenza stimata si attesta attorno al 46%, una percentuale che riflette la fisiologica difficoltà dei referendum italiani a mobilitare ampi segmenti dell’elettorato quando i temi non toccano direttamente la quotidianità percepita. Tuttavia, proprio la presenza di un’area così ampia di cittadini potenzialmente orientabili rende la fase finale della campagna particolarmente delicata.

Il referendum sulla giustizia, al di là degli schieramenti politici, rimane un banco di prova della capacità della società civile di confrontarsi con questioni istituzionali complesse. La sfida non è soltanto quella di vincere o perdere la consultazione, ma di trasformare il voto in un esercizio di consapevolezza democratica, nel quale la decisione finale sia il risultato di un ragionamento informato e non di una reazione emotiva o di una semplice appartenenza di campo. In questo senso, la qualità del confronto pubblico nelle prossime settimane potrebbe incidere tanto quanto le intenzioni di voto misurate oggi. (fonte ADNkronos)

pi.mi

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