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ATTUALITÀ | 02 marzo 2026, 20:06

Scritta intimidatoria contro il consigliere comunale Armando Mascaro a Saint-Pierre

Nel sottopasso nei pressi della Cofruits compare una frase minacciosa contro il capogruppo di “Saint-Pierre riparte” ed esponente di Fratelli d’Italia. È lo stesso passaggio utilizzato ogni giorno dalle sue figlie per andare a scuola. Condanna e solidarietà dal mondo politico

Scritta intimidatoria contro il consigliere comunale Armando Mascaro a Saint-Pierre

Un clima che supera il confine del confronto politico e scivola nell’intimidazione personale. È quanto accaduto a Saint-Pierre, dove nei pressi della Cofruits è comparsa una scritta minacciosa nei confronti di Armando Mascaro, capogruppo di “Saint-Pierre riparte” in Consiglio comunale ed esponente di Fratelli d’Italia.

Il messaggio è stato tracciato nel sottopasso che collega la zona e che, quotidianamente, viene percorso anche dalle due figlie di Mascaro, di diciotto e sedici anni, per recarsi a scuola. Un elemento che rende l’episodio ancora più delicato, perché la scritta non si limita a colpire l’avversario politico, ma lambisce indirettamente la sfera familiare.

Secondo quanto riferito, il contenuto richiama slogan violenti e rimandi a un passato che, nella dialettica democratica, dovrebbe essere definitivamente archiviato. Non si tratta dunque di una critica politica, per quanto aspra, ma di un gesto che assume i contorni dell’intimidazione personale.

L’episodio si inserisce in un contesto in cui il confronto pubblico, anche a livello locale, appare sempre più segnato da toni esasperati e da campagne di delegittimazione. In questo caso, però, si è andati oltre. In una società civile, le idee si contrastano con altre idee, non con minacce scritte sui muri o con messaggi che evocano odio.

A Mascaro è arrivata la solidarietà della comunità valdostana di Fratelli d’Italia, che ha espresso vicinanza umana e politica al proprio esponente. Un sostegno che, viene sottolineato, dovrebbe estendersi a prescindere dagli schieramenti, perché ciò che è in gioco non è una posizione politica ma il rispetto delle persone e delle regole democratiche.

Resta ora da capire se sull’episodio verranno presentate denunce formali e se saranno avviati accertamenti per individuare i responsabili. Nel frattempo, la scritta riapre una riflessione sul livello del confronto politico anche nei piccoli centri, dove i rapporti personali si intrecciano con quelli istituzionali e dove ogni gesto ha un peso che va ben oltre il muro su cui viene tracciato.

je.fe.

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