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ECONOMIA | 06 novembre 2026, 13:12

Consumi: alimentari in calo a settembre. Le famiglie spendono di più per comprare meno, mentre aumentano tagli e rinunce. Ma la manovra non dà risposte a questa emergenza

Le famiglie tagliano anche sulla spesa alimentare, mentre aumentano prezzi e rinunce. Federconsumatori chiede interventi strutturali su fisco, energia e beni essenziali. La manovra non può ignorare l'emergenza

Bruno Albertinelli

Bruno Albertinelli

I dati diffusi dall’Istat sulle vendite, in particolare quelle alimentari, bastano da soli a rappresentare le difficoltà e le sofferenze che le famiglie stanno vivendo. Nel comparto alimentare, rispetto a settembre 2025, le vendite aumentano in valore (+1,7%), ma diminuiscono in volume (-0,1%). Rispetto ad agosto 2026, invece, a fronte di una variazione nulla in valore, si registra una diminuzione dello 0,3% in volume.

E si tratta dei dati di settembre, quando ancora i prezzi non avevano raggiunto i livelli attuali, con l’inflazione al 5,4%.

È un grido d’allarme: quando le famiglie riducono i consumi alimentari, siamo di fronte a un segnale estremamente preoccupante, rispetto al quale il Governo non può girarsi dall’altra parte.

Da tempo  Federconsumatori i tagli e le rinunce a cui le famiglie sono costrette. Secondo i dati dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nell’ultimo anno oltre il 16,9% delle famiglie ha ridotto il consumo di carne e pesce, orientandosi verso tagli e qualità meno pregiati, mentre il ricorso ai discount è cresciuto del 12%.

Le vendite, in generale, non vanno meglio: in termini tendenziali registrano una crescita dell’1,6% in valore e un calo dello 0,1% in volume. Anche la crescita del commercio online (+8,5% in valore e +7,1% in volume su base annua) indica, in alcuni comparti, una ricerca sempre più diffusa di canali d’acquisto più convenienti.

«Quando la spesa cresce e le quantità acquistate diminuiscono, a pagare il prezzo più alto sono le famiglie a basso e medio reddito, costrette a tagliare proprio sui beni primari. Ed è esattamente quello che sta accadendo. Il confronto parlamentare sulla legge di bilancio è l’occasione per correggere la rotta, attraverso misure strutturali, efficaci e realmente rivolte alle famiglie».

Per questo Federconsumatori chiede:

Sconti sulle accise sui carburanti, seri e duraturi, e meccanismi efficaci di riduzione automatica delle accise al crescere del prezzo della materia prima.

Una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote IVA su un paniere di prodotti essenziali, con un risparmio stimato dall’O.N.F. in oltre 600 euro annui a famiglia.

Un bonus energia più consistente ed esteso a una platea più ampia, insieme a un Fondo di contrasto alla povertà energetica e alimentare.

Controlli sulle filiere e sanzioni efficaci contro le speculazioni.

Sul piano fiscale, chiediamo una riforma equa a sostegno dei redditi bassi e medi, la restituzione del fiscal drag a lavoratori e pensionati e una tassazione degli extraprofitti.

red

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