Tra i consumatori diminuiscono il clima economico (da 88,0 a 82,9) e il clima corrente (da 90,4 a 88,7), mentre il clima personale aumenta da 92,4 a 93,0 e il clima futuro rimane stabile a quota 92,3.
Con riferimento alle imprese, si segnala un miglioramento della fiducia nei servizi di mercato e nelle costruzioni: l’indice sale, rispettivamente, da 97,1 a 99,6 e da 97,5 a 97,8. Al contrario, nel commercio al dettaglio l’indice cala da 104,3 a 100,7, mentre nella manifattura rimane stabile a 91,9.
Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura si stima un miglioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese sul livello della produzione, mentre le scorte di prodotti finiti sono giudicate in accumulo. Nelle costruzioni, il miglioramento delle opinioni sul livello degli ordini si accompagna a una diminuzione delle attese sull’occupazione.
Nel settore dei servizi di mercato si evidenzia una dinamica positiva di tutte le componenti. Tra gli imprenditori del commercio al dettaglio si stima, invece, un deciso peggioramento sia dei giudizi sia delle attese sulle vendite. Il saldo delle scorte di magazzino rimane sostanzialmente stabile.
In base alle valutazioni fornite dagli imprenditori della manifattura e delle costruzioni, nel mese di ottobre emerge un aumento dell’incertezza, accompagnato da aspettative di rialzo dei prezzi di vendita in entrambi i comparti.
L’aumento del clima di fiducia delle imprese è trainato principalmente dalla performance positiva dei servizi di mercato e, in misura più moderata, da quella delle costruzioni. Al contrario, si registrano segnali negativi soprattutto nel commercio al dettaglio, dove le opinioni sulle vendite evidenziano un sensibile deterioramento rispetto alla precedente rilevazione.
Per quanto riguarda i consumatori, l’evoluzione negativa del clima di fiducia è influenzata essenzialmente dal deciso peggioramento delle valutazioni sulla situazione economica generale, delle attese sulla disoccupazione e di quelle relative all’opportunità di effettuare acquisti di beni durevoli nella fase attuale.
Il crollo della fiducia dei cittadini nell’economia generale e la forte frenata del commercio al dettaglio sono campanelli d’allarme che non possono essere ignorati.
L’aumento dell’incertezza e le aspettative di un ulteriore rialzo dei prezzi di vendita rischiano di paralizzare ulteriormente i consumi delle famiglie valdostane. È prioritario mettere in atto misure a tutela del potere d’acquisto, per evitare che la flessione odierna si trasformi in una crisi strutturale del commercio di prossimità.












