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ATTUALITÀ ECONOMIA | 05 novembre 2026, 15:07

Cyberattacchi ai supermercati, Federconsumatori: «Servono misure straordinarie per proteggere la filiera alimentare»

L’associazione chiede l’aggiornamento immediato dei sistemi di sicurezza informatica e l’attivazione di una task force presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Preoccupano le possibili conseguenze sulla catena del freddo, sulla sicurezza alimentare e sui costi per le famiglie

Cyberattacchi ai supermercati, Federconsumatori: «Servono misure straordinarie per proteggere la filiera alimentare»

Gli attacchi informatici non rappresentano più soltanto una minaccia per i dati e le infrastrutture digitali, ma possono arrivare a mettere a rischio anche la sicurezza degli alimenti e, di conseguenza, la salute dei consumatori. È quanto emerge dagli episodi che negli ultimi giorni hanno interessato i sistemi di refrigerazione dei supermercati in diversi Paesi europei, con segnalazioni anche in Italia, in particolare in Sicilia, Toscana ed Emilia-Romagna. Una situazione che impone interventi tempestivi e controlli lungo tutta la filiera alimentare.

Al termine della riunione con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e i vertici dell'intelligence, il Governo ha fornito rassicurazioni sull'impatto degli attacchi nel nostro Paese, definendolo al momento limitato. Le attività sarebbero state circoscritte a poche unità commerciali, prevalentemente dotate di sistemi di protezione obsoleti. Inoltre, non sarebbero emersi finora casi di rischio per la salute riconducibili allo scongelamento dei prodotti.

Rassicurazioni che Federconsumatori accoglie con attenzione, senza tuttavia considerare chiusa la questione. «Non bisogna abbassare la guardia», sottolinea l'associazione, evidenziando come le strategie dei responsabili degli attacchi possano cambiare e rendere necessario un sistema di prevenzione capace di individuare tempestivamente qualsiasi compromissione della cosiddetta catena del freddo.

Il primo fronte riguarda direttamente gli operatori della grande distribuzione, della logistica alimentare e del settore della refrigerazione. Per queste realtà è necessario adottare immediatamente le misure di sicurezza raccomandate dall'ACN: verificare l'esposizione su Internet dei sistemi di controllo e teleassistenza, separarli dalle reti aziendali, proteggere gli accessi da remoto attraverso VPN e autenticazione a più fattori, controllare gli account e sostituire tutti i dispositivi che non ricevono più aggiornamenti dai produttori.

Ma la protezione informatica, da sola, non basta. Occorre predisporre sistemi di controllo indipendenti dalla rete, proprio perché gli attacchi possono prendere di mira i dispositivi collegati a Internet. Federconsumatori indica quindi la necessità di installare sensori e registratori di temperatura non connessi, prevedere allarmi al superamento delle soglie critiche e garantire una registrazione costante dei valori termici. Un ulteriore strumento di prevenzione potrebbe essere rappresentato dagli indicatori tempo-temperatura, piccole etichette che cambiano colore in maniera irreversibile quando un prodotto supera determinate soglie termiche, già utilizzate nella logistica della catena del freddo.

Fondamentale anche la gestione delle eventuali anomalie. Qualora emergessero sospetti sulla corretta conservazione degli alimenti, i prodotti interessati dovrebbero essere ritirati immediatamente dalla vendita, accompagnando il provvedimento con comunicazioni tempestive e trasparenti ai clienti. Una procedura che alcuni gruppi della distribuzione coinvolti in Sicilia hanno già adottato.

Anche i consumatori possono contribuire alla prevenzione, prestando attenzione alle condizioni delle confezioni. La presenza di grossi cristalli di ghiaccio all'interno degli imballaggi o di prodotti surgelati aggregati in blocchi può essere un segnale di alterazioni nella conservazione. Le verdure surgelate, ad esempio, dovrebbero risultare separate e scorrevoli all'interno della confezione. Le vaschette sottovuoto, come quelle contenenti preparati a base di frutti di mare, devono invece mantenere una consistenza rigida e non flessibile. Da evitare anche le confezioni di cartone umide o caratterizzate dalla presenza di brina sulla superficie. In caso di dubbi, il consiglio è di rivolgersi immediatamente al personale del punto vendita.

La vicenda apre però una questione più ampia, che riguarda il rapporto tra sicurezza informatica, tutela della salute pubblica e responsabilità economiche delle imprese. Un attacco ai sistemi di refrigerazione può infatti produrre conseguenze che vanno ben oltre il danno tecnologico: alimenti da ritirare, merci da sostituire, possibili perdite economiche per gli operatori e, soprattutto, il rischio che i costi finiscano per scaricarsi sui consumatori attraverso un aumento dei prezzi.

È proprio questo uno degli aspetti sui quali Federconsumatori richiama l'attenzione delle istituzioni. «La sicurezza informatica è diventata ormai parte integrante della sicurezza alimentare e della tutela della salute pubblica», evidenzia l'associazione, chiedendo che l'aggiornamento dei sistemi di protezione diventi un obbligo per tutti gli operatori della filiera, sottoposto a verifiche effettive.

La richiesta politica è quella di un intervento straordinario e coordinato: attivare presso l'ACN una task force specificamente dedicata, in grado di mettere in collegamento imprese, consumatori, autorità sanitarie e forze dell'ordine. Un organismo che possa monitorare le minacce, coordinare le risposte e garantire un livello uniforme di protezione, evitando che le differenze tecnologiche e organizzative tra le aziende si trasformino in altrettanti punti deboli del sistema.

Resta infine la questione sociale ed economica. In una fase in cui il costo della spesa alimentare pesa già significativamente sui bilanci familiari, Federconsumatori chiede che eventuali danni provocati dagli attacchi informatici non diventino un ulteriore motivo di rincaro dei prodotti.

L'associazione continuerà a seguire l'evoluzione della situazione e a raccogliere segnalazioni, denunce e richieste di chiarimento da parte dei cittadini. Perché la sicurezza della catena del freddo non è soltanto una questione tecnica che riguarda supermercati e fornitori: è un elemento essenziale della fiducia dei consumatori e della tutela della salute collettiva.

Bruno Albertinelli

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