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CRONACA | 05 novembre 2026, 11:46

Boom di giovani nel Cai: In quattro anni i gruppi juniores passati da 22 a 161

La crescita delle realtà dedicate alle nuove generazioni conferma il crescente interesse per la montagna, l’escursionismo e le esperienze condivise. Tra le prossime novità, un calendario nazionale unico per mettere in rete attività e territori

Cai juniores

Cai juniores

In quattro anni i Gruppi Juniores del Club Alpino Italiano sono passati da 22 a 161. Un dato che fotografa la crescita della partecipazione giovanile all’associazione e conferma la capacità della montagna di attrarre nuove generazioni, alla ricerca di esperienze, relazioni e attività da vivere insieme.

Il dato emerge da un approfondimento pubblicato da Lo Scarpone, il portale online del Club Alpino Italiano, dedicato al rapporto tra giovani, montagna e vita associativa. Nell’occasione sono state raccolte le testimonianze di Dario Nisoli, presidente nazionale dei Gruppi Juniores e presidente della Sezione CAI di Bergamo, e di Giacomo Carli, vicepresidente nazionale e socio della Sezione CAI di Rimini. Il confronto si è svolto in occasione della Settimana nazionale dell’escursionismo e cicloescursionismo di Sulmona.

Alla base della crescita c’è soprattutto il desiderio di vivere la montagna come un’esperienza condivisa. I Gruppi Juniores rispondono proprio a questa esigenza, offrendo ai giovani occasioni di incontro e aggregazione con coetanei che condividono interessi e passioni. «I giovani in montagna cercano socialità», spiegano Nisoli e Carli. «Avere dei Gruppi Juniores permette, per esempio, a un ragazzo che si iscrive a un’escursione di sapere che troverà un gruppo di persone con cui condividere la passione per la montagna e tanti altri interessi».

Accanto alla socialità, un altro elemento determinante è la voglia di scoperta. Tra le motivazioni che spingono i giovani ad avvicinarsi al CAI c’è infatti il desiderio di conoscere luoghi nuovi, farlo in compagnia e affrontare le esperienze in montagna con una maggiore attenzione alla sicurezza.

L’attività che raccoglie il maggiore interesse nei Gruppi Juniores è l’escursionismo. A conquistare i giovani sono soprattutto i trekking di più giorni, le escursioni lunghe, gli itinerari a tappe e le esperienze che prevedono anche il pernottamento. Ma l'interesse per la montagna non si esaurisce nel cammino.

Anche l’alpinismo esercita una forte attrattiva sulle nuove generazioni. Molti giovani si rivolgono al CAI per trovare supporto, indicazioni e opportunità formative. Si tratta, tuttavia, di una disciplina trasversale, che coinvolge soci di tutte le età e non è direttamente riconducibile all’attività dei Gruppi Juniores.

Un discorso a parte riguarda l’arrampicata, che sta attraversando una fase di forte crescita. In questo ambito, spiegano Nisoli e Carli, l’aggregazione giovanile si sviluppa soprattutto nelle palestre, luoghi nei quali nascono e si consolidano gruppi di appassionati. Da lì, spesso, il passaggio alla pratica in ambiente naturale è quasi naturale.

La rete Juniores del CAI comincia intanto a guardare anche oltre i confini nazionali. Nell’aprile scorso è stato realizzato un gemellaggio con il Club Alpino Rumeno, mentre gli Juniores del DAV, il Club Alpino Tedesco, hanno avviato un contatto con i gruppi italiani per valutare una partecipazione congiunta a un bando Erasmus+.

Il prossimo obiettivo è rafforzare ulteriormente la rete nazionale. A breve, tutte le attività dei Gruppi Juniores saranno consultabili sul sito nazionale del CAI attraverso un calendario unico. Lo strumento non servirà soltanto a raccogliere e organizzare le iniziative, ma soprattutto a favorire gli scambi tra i diversi territori.

I giovani potranno così conoscere più facilmente le proposte organizzate anche fuori dalla propria provincia, partecipare alle iniziative di altri gruppi e ampliare le occasioni di incontro e collaborazione. Un passo in avanti verso una rete sempre più connessa, capace di trasformare la passione per la montagna in un'esperienza condivisa su scala nazionale.

je.fe.

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