Aosta riscopre uno dei suoi figli più illustri attraverso un racconto che uscirà dai musei e dagli archivi per incontrare direttamente cittadini e visitatori. Si intitola Il fantasma di Manzetti il progetto narrativo diffuso che, a partire dal 2 novembre 2026, trasformerà alcuni spazi di affissione urbana in altrettanti punti di incontro con la vita, le invenzioni e le intuizioni di Innocenzo Manzetti, l’ingegnere e inventore aostano nato il 17 marzo 1826.
L’iniziativa, promossa dall’Assessorato regionale Istruzione, Cultura e Politiche identitarie, nasce in occasione del bicentenario della nascita di Manzetti e propone un modo originale per riportare la sua figura al centro dell’attenzione pubblica. Non una semplice celebrazione commemorativa, ma un percorso per immagini destinato a raccontare la complessità di un personaggio che ha lasciato un segno nella storia della tecnologia e dell’ingegno italiano.
Il titolo scelto non è casuale. Manzetti è una presenza familiare nella toponomastica e nella memoria di Aosta: gli sono dedicate piazze e scuole, mentre il suo celebre automa è conservato ed esposto al Centro Saint-Bénin. Eppure, nonostante questi riferimenti, la sua storia rimane spesso poco conosciuta al di fuori degli ambienti specialistici. È come se l’inventore continuasse ad aggirarsi nella propria città sotto forma di un fantasma prestigioso, evocato nei luoghi pubblici ma non sempre compreso nella sua effettiva grandezza.

Da questa suggestione prende forma il progetto, ideato e realizzato dalla Struttura Patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali del Dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali, con la supervisione scientifica dei ricercatori Mauro Caniggia Nicolotti (nella foto in piedi) e Luca Poggianti (seduto). L’obiettivo è dare concretezza a una figura che appartiene alla storia valdostana, ma che può parlare anche al presente attraverso la sua capacità di immaginare, sperimentare e cercare soluzioni innovative.
Per tutto il mese di novembre 2026, alcuni spazi urbani ospiteranno una narrazione fatta di immagini, documenti e frammenti biografici. Vita privata, progetti, schizzi, brevetti, automi, calcoli e invenzioni comporranno un mosaico destinato a ricostruire il percorso umano e scientifico dell’inventore. L’idea è che l’incontro con Manzetti avvenga quasi per caso, camminando per le strade della città, trasformando così il paesaggio urbano in un luogo di divulgazione storica.
La scelta di portare la cultura fuori dagli spazi espositivi tradizionali assume anche un significato sociale. La memoria di un personaggio storico non si conserva soltanto attraverso le celebrazioni ufficiali, ma soprattutto quando riesce a entrare nella vita quotidiana della comunità. Manifesti e immagini diventano quindi strumenti per avvicinare pubblici diversi, comprese le generazioni più giovani, alla storia scientifica e culturale della Valle d’Aosta.

Manzetti, del resto, rappresenta una figura particolarmente interessante per comprendere il rapporto tra territorio e innovazione. La sua attività testimonia come anche una città alpina, lontana dai principali centri industriali e scientifici dell’Ottocento, potesse esprimere personalità capaci di confrontarsi con le grandi questioni tecnologiche del proprio tempo. Riscoprirne le intuizioni significa valorizzare non soltanto un protagonista della storia locale, ma anche una tradizione di ricerca e creatività che merita di essere conosciuta ben oltre i confini regionali.
Il percorso di approfondimento proseguirà online. Sul sito Valle d’Aosta Heritage, all’indirizzo valledaostaheritage.com/il-fantasma-di-manzetti, saranno disponibili ulteriori contenuti biografici, storici, scientifici e aneddotici collegati alle diverse sezioni della narrazione urbana. La piattaforma permetterà così di approfondire gli argomenti incontrati lungo le strade di Aosta, ampliando il racconto attraverso documenti e informazioni dedicati alla vita e alle invenzioni dell’aostano.
Il programma del bicentenario prevede anche due appuntamenti rivolti a chi desidera conoscere più da vicino la vicenda umana e scientifica di Manzetti. Venerdì 13 novembre, alle ore 17.30, la sala conferenze della Biblioteca regionale Bruno Salvadori ospiterà la presentazione del volume L’inventore del telefono. Innocenzo Manzetti, un genio italiano al centro di una spy story tra America ed Europa, pubblicato da Edizioni Lindau nel 2026. All’incontro saranno presenti gli autori Mauro Caniggia Nicolotti e Luca Poggianti, che approfondiranno la figura dell’inventore e le vicende storiche legate alla sua attività.
Il libro affronta una questione che continua ad alimentare l’interesse degli studiosi e degli appassionati: il ruolo di Manzetti nella storia delle prime sperimentazioni telefoniche e i rapporti tra le invenzioni sviluppate in Europa e quelle affermatesi negli Stati Uniti. Un tema che richiede attenzione alle fonti e alla ricostruzione storica, soprattutto quando si intrecciano intuizioni scientifiche, primati tecnologici e interessi economici.
Il secondo appuntamento è previsto per lunedì 23 novembre, alle ore 18, al Teatro dello Spazio Plus, dove sarà proiettato il documentario Il genio ritrovato, diretto da Swan Bergman. La produzione è stata realizzata anche grazie al sostegno dell’Assessorato regionale Istruzione, Cultura e Politiche identitarie e della Film Commission Vallée d’Aoste.
Il documentario aggiunge un ulteriore tassello al lavoro di riscoperta, utilizzando il linguaggio audiovisivo per avvicinare il pubblico alla storia dell’inventore. La collaborazione tra istituzioni culturali, ricercatori e realtà impegnate nella produzione cinematografica mostra come la valorizzazione del patrimonio possa svilupparsi attraverso strumenti diversi, dalla ricerca storica alla divulgazione, fino alla comunicazione visiva.
Il bicentenario di Manzetti diventa così un’occasione per interrogarsi sul modo in cui Aosta racconta la propria storia e valorizza le personalità che hanno contribuito a darle prestigio. Il progetto Il fantasma di Manzetti prova a superare la distanza tra il monumento e la conoscenza, tra il nome inciso su una targa e la comprensione di ciò che quella persona ha realmente rappresentato.
Per tutto novembre 2026, l’inventore tornerà simbolicamente nelle strade della sua città. Non più soltanto un nome legato a una scuola, a una piazza o a un automa conservato in un museo, ma un protagonista da riscoprire attraverso le sue idee, le sue invenzioni e la sua capacità di guardare oltre i limiti del proprio tempo.












