La qualità del miele valdostano passa dal lavoro degli apicoltori, dalla ricchezza delle fioriture alpine e dalla capacità di distinguere le produzioni locali in un mercato sempre più competitivo. È questo il messaggio che emerge dalla 23ª Sagra del Miele e dei suoi derivati, conclusasi oggi, domenica 25 ottobre, a Châtillon, dopo tre giorni di appuntamenti dedicati a una delle espressioni più caratteristiche dell’agricoltura di montagna.
La manifestazione, organizzata dal Comune di Châtillon in collaborazione con l’Associazione Consorzio Apistico della Valle d’Aosta e con il coinvolgimento di enti, associazioni e realtà locali, si conferma un appuntamento importante per il mondo dell’apicoltura regionale. Non soltanto una vetrina per presentare e vendere il miele, ma anche un’occasione per avvicinare produttori e consumatori, far conoscere le peculiarità delle diverse varietà e richiamare l’attenzione sul ruolo economico e ambientale del settore.
Il momento centrale è stato rappresentato dalla premiazione del 32° Concorso Mieli della Valle d’Aosta, curato dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura e Risorse naturali. L’edizione di quest’anno ha registrato la partecipazione di 73 apicoltori, che hanno presentato complessivamente 167 campioni. Un lavoro di valutazione accompagnato da 512 analisi chimico-fisiche, effettuate dall’Unità Analitica Miele del Laboratorio regionale, e da 167 analisi melissopalinologiche, utili a caratterizzare i prodotti anche attraverso l’individuazione delle loro origini botaniche.
A giudicare i mieli sono state commissioni composte da 13 esperti, iscritti all’Albo nazionale degli analisti sensoriali del miele, 8 dei quali provenienti da fuori Valle. Le valutazioni hanno riguardato sei categorie: Millefiori di alta montagna, Millefiori di montagna, Rododendro, Tiglio, Tarassaco e Castagno. Il Comitato organizzatore ha inoltre previsto attestati di merito per altre produzioni, riconoscendone le caratteristiche e la varietà.
I numeri del concorso raccontano un comparto che investe nella qualità e nella conoscenza delle proprie produzioni. Ma dietro i campioni esaminati ci sono anche il lavoro quotidiano degli apicoltori, la necessità di garantire continuità alle aziende e le difficoltà di un mercato nel quale il prodotto locale deve confrontarsi con mieli provenienti dall’estero.
È proprio su questo punto che si concentra la riflessione della presidente dell’Associazione Consorzio Apistico della Valle d’Aosta, Denise Borbey, che sottolinea il valore dell’incontro diretto con il pubblico. «Siamo felici che questa giornata sia diventata il momento clou della stagione apistica, un’occasione in cui i nostri apicoltori possono far conoscere direttamente il proprio lavoro e il proprio prodotto», osserva.
Per Borbey, mettere in relazione chi produce e chi acquista è particolarmente importante in una fase nella quale il miele valdostano deve misurarsi con la concorrenza dei prodotti d’importazione. Far conoscere le caratteristiche delle diverse varietà e il legame con il territorio significa, quindi, offrire ai consumatori gli strumenti per scegliere consapevolmente e sostenere il lavoro delle aziende locali. Una sfida che riguarda non soltanto la promozione commerciale, ma anche la capacità di mantenere valore economico sul territorio.
L’apicoltura, del resto, non si esaurisce nella produzione di miele. Le api svolgono una funzione essenziale nell’impollinazione e contribuiscono alla conservazione della biodiversità, sostenendo gli equilibri degli ecosistemi e la riproduzione di numerose specie vegetali. Un legame particolarmente significativo in Valle d’Aosta, dove le caratteristiche ambientali, l’altitudine e la varietà delle fioriture contribuiscono a definire l’identità delle produzioni.
A richiamare questa dimensione è l’assessore regionale all’Agricoltura e Risorse naturali, Speranza Girod. «La Sagra del Miele di Châtillon è un’occasione importante per valorizzare un settore che fa parte a pieno titolo del sistema agricolo valdostano. L’apicoltura è strettamente legata alle fioriture, alle produzioni agricole e alla biodiversità, contribuendo all’equilibrio degli ecosistemi e alla vitalità del nostro territorio», dichiara.
L’assessore ricorda che in Valle d’Aosta operano oltre 600 apicoltori, con circa 6.700 alveari. Una presenza che testimonia la diffusione dell’attività e il suo radicamento nel tessuto agricolo regionale. «Il Concorso e le iniziative della Sagra permettono di far conoscere questa ricchezza e di avvicinare il pubblico, soprattutto le nuove generazioni, al valore dell’agricoltura e al suo ruolo nella tutela dell’ambiente montano», aggiunge Girod.
La manifestazione ha riservato anche uno spazio alla memoria di Guido Francesconi, già presidente dell’Associazione Consorzio Apistico della Valle d’Aosta. In suo ricordo è stato consegnato un premio a un giovane agricoltore, un gesto che lega il riconoscimento del lavoro svolto in passato alla necessità di sostenere chi sceglie oggi di investire nel settore. Il ricambio generazionale resta infatti una questione decisiva per la continuità delle attività agricole, soprattutto in un territorio montano dove fare impresa richiede competenze, impegno e capacità di affrontare condizioni produttive specifiche.
Accanto al concorso, la Sagra ha proposto iniziative pensate per coinvolgere pubblici diversi. Tra queste la cena a buffet Il miele e la luna, curata dagli studenti dell’École Hôtelière di Châtillon con la partecipazione del Comune di Lazise, in provincia di Verona. Un appuntamento che ha unito gastronomia, formazione e promozione del territorio, mostrando come una produzione agricola possa diventare anche uno strumento di valorizzazione turistica e culturale.
esso, è trasformare questa visibilità in opportunità concrete per chi produce. In un mercato nel quale il prezzo può condizionare le scelte dei consumatori, la valorizzazione dell’origine, della qualità e delle caratteristiche del miele valdostano diventa una leva economica importante. Allo stesso tempo, sostenere l’apicoltura significa investire nella biodiversità, nella manutenzione degli equilibri naturali e nella permanenza delle attività agricole nelle comunità alpine.
Châtillon conferma così il valore di una tradizione che guarda al futuro: difendere e promuovere il miele valdostano vuol dire riconoscere il lavoro dei produttori, rafforzare l’economia locale e tutelare un patrimonio ambientale che appartiene all’intera comunità regionale.
Tutti i premiati del 32° Concorso Mieli della Valle d’Aosta
Millefiori di alta montagna
Apiario d’oro: Wilma Cheillon — Ollomont, Vaud
Apiario d’argento: Joëlle Buccarano — Saint-Rhémy-en-Bosses, Saint-Rhémy
Apiario d’argento: Matteo Audiberti — Etroubles, Vachéry
Apiario d’argento: Edy Nex — Bionaz, Dzovennoz
Apiario d’argento: Andrea Silvio Lai — Rhêmes-Notre-Dame, Pont
Apiario d’argento: Andrea Parisi — Morgex, Arpy
Apiario di bronzo: Edy Cottier — Morgex, Gubelin
Apiario di bronzo: Devis Jacquemod — La Thuile, Pont Serrand
Apiario di bronzo: Andrea Ferré — Rhêmes-Notre-Dame, Artalle
Apiario di bronzo: Christian Colliard — Gressoney-Saint-Jean, Castel Savoia
Millefiori di montagna
Apiario d’oro: Stefano Giansetto — Nus, Vecelez
Apiario d’argento: Alessio Rossi — Morgex, Tzanta Merla
Apiario d’argento: Matthieu Chausod — Quart, Povil
Apiario d’argento: Aline Noro — Pontboset, Crest
Apiario d’argento: Mabel Nicod — Donnas, Les Donnes
Apiario di bronzo: Edy Cottier — Morgex, Montrottier
Apiario di bronzo: Gianluca Lussu — La Salle, Mors
Apiario di bronzo: Richard Zorzato — Sarre, Pléod
Apiario di bronzo: Andrea Silvio Lai — Rhêmes-Saint-Georges, Voix
Apiario di bronzo: Siro Ducly — Antey-Saint-André, Fiernaz
Rododendro
Apiario d’oro: Leo Berlier — Cogne, Lillaz
Apiario d’argento: Salvatore Paonessa — Saint-Oyen, Barasson
Tiglio
Apiario d’oro: Andrea Ferré — Villeneuve, Via Pierino Chanoux
Apiario d’argento: Devis Jacquemod — Villeneuve, Condy
Apiario d’argento: Ettore Zorzato — Villeneuve, Champlong-Dessous
Castagno
Apiario d’oro: Laurent Moretti — Saint-Vincent, Moron
Apiario d’argento: Siro Ducly — Châtillon, Ussel
Tarassaco
Apiario d’oro: Walter Gabrieli — Saint-Oyen, Flassin
Lampone
Menzione: Nicola Folco — Challand-Saint-Anselme, Moussanet
Menzione: Pierpaolo Riban — La Thuile, La Joux
Menzione: Yvette Quinson — La Thuile, Petosan
Menzione: Ettore Zorzato — Rhêmes-Notre-Dame, Carré
Pomacee (sorbo)
Menzione: Giorgio Frachey — Issime, Gran Pra
Menzione: Wilma Cheillon — Valpelline, Chez Cailleur
Melata di abete
Menzione: Marco Lambert — Jovencan, La Barille
Ciliegio e uva ursina
Menzione: Aline Noro — Nus, Blavy
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