L’Arena Croix-Noire di Aosta si è animata fin dalle prime ore dell’alba, con gli allevatori e il pubblico riuniti per una nuova giornata di Batailles de Reines. Sabato 24 ottobre 2026 è stato il momento dei Combats du samedi, tre competizioni che hanno messo in evidenza il carattere delle bovine e il lavoro degli allevatori, anticipando l’attesa per la grande finale regionale in programma domani. Tra i protagonisti della giornata, Malice, Malika, Dragon e Tulipe hanno conquistato i rispettivi risultati, confermando il valore di una manifestazione che rappresenta molto più di una competizione: è uno degli appuntamenti in cui la cultura rurale valdostana trova la propria espressione più riconoscibile.
Il Combat Premier Veau, giunto alla seconda edizione e quest’anno accorpato al Confronto interregionale, si è articolato in due sottocategorie definite in base al peso medio. Nella categoria di peso superiore si è imposta Malice, di Romeo Thomasset, allevatore di Saint-Nicolas, con 651 chilogrammi. Nella categoria inferiore, invece, il successo è andato a Malika, di Patrick Bionaz, di Brissogne, con un peso di 550 chilogrammi. Due vittorie che hanno messo in luce le qualità delle giovani bovine e il lavoro di selezione e cura svolto nelle aziende agricole.
A conquistare un posto nella finale regionale del 2027 è stata Dragon, della Società Citrin di Brissogne, vincitrice del 7° Combat Deuxième Veau. Un risultato che apre già una prospettiva sulla prossima stagione e conferma come le competizioni riservate ai giovani animali siano anche un investimento sul futuro delle Batailles de Reines.
Nel 2° Combat des Communautés de Montagnes, il gradino più alto del podio è andato a Tulipe, di Frassy-Letey, allevatore di Arvier. Un altro successo che ha contribuito a rendere intensa la giornata all’Arena Croix-Noire, dove ogni combattimento racconta non soltanto la prestanza dell’animale, ma anche il legame tra gli allevatori, le loro aziende e le comunità di montagna.
Al termine delle competizioni, il presidente dell’Association Régionale Amis des Batailles de Reines, Roberto Bonin, ha espresso soddisfazione per lo svolgimento della giornata e per la qualità delle sfide, guardando con grande aspettativa all’appuntamento di domenica. Bonin ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento ai volontari, il cui contributo è indispensabile per organizzare una manifestazione di queste dimensioni e garantire che tutto si svolga regolarmente.

MALICE di Romeo Thomasset di Saint-Nicolas
L’attenzione è ora rivolta alla Finale Régionale del 69° Concours Régional Batailles de Reines, in programma domenica 25 ottobre 2026 all’Arena Croix-Noire. Sono 184 le bovine qualificate: 180 provenienti dalle 15 eliminatorie disputate nel corso della stagione, alle quali si aggiungono le tre regine in carica e la vincitrice del Combat Deuxième Veau del 2025. Non mancano alcune assenze già registrate, dovute a problemi di gestazione o alle condizioni fisiche degli animali: un elemento che ricorda come, anche alla vigilia dell’appuntamento più atteso, la tutela del benessere delle bovine debba restare una priorità.
Per assistere alla finale, i biglietti saranno disponibili direttamente all’ingresso dell’Arena Croix-Noire. Il costo dell’ingresso per domenica è di 20 euro, mentre l’accesso è gratuito per i minori di 18 anni, per le persone con disabilità e per l’eventuale accompagnatore. È possibile acquistare i biglietti anche in prevendita online sul sito Enjoy Events. Per il pubblico e gli allevatori saranno inoltre disponibili i punti di ristoro, il ristorante e il padiglione dedicato alle serate danzanti.

MALIKA di Patrick Bionaz di Brissogne
La finale regionale si conferma così un appuntamento che supera i confini della competizione sportiva e zootecnica. Le Batailles de Reines sono infatti un patrimonio culturale e sociale della Valle d’Aosta, capace di richiamare generazioni diverse e di mantenere vivo il rapporto tra allevamento, territorio e identità. Attorno all’arena ruotano il lavoro delle aziende agricole, l’impegno delle associazioni, il volontariato e le attività economiche legate all’accoglienza e alla ristorazione. È anche in questa capacità di tenere insieme tradizione e vita contemporanea che si misura il valore della manifestazione: non soltanto una sfida per conquistare il titolo regionale, ma un momento collettivo nel quale la montagna valdostana racconta se stessa, le proprie radici e la volontà di trasmetterle alle nuove generazioni.












