Si apre una nuova fase per le politiche di prevenzione e monitoraggio della criminalità organizzata in Valle d’Aosta. Nel pomeriggio di mercoledì 14 ottobre 2026 si è insediato l’Osservatorio regionale permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso, presieduto dal Presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi. L’obiettivo è dotare la Regione di uno strumento operativo capace di approfondire i fenomeni di illegalità, individuare eventuali rischi di infiltrazione mafiosa e promuovere una cultura della legalità attraverso il coinvolgimento delle istituzioni e delle diverse componenti della società valdostana.
Costituito il 23 settembre 2026, l’Osservatorio trova il proprio fondamento nella legge regionale n. 1/2022, modificata nel corso del 2026. Il nuovo assetto prevede una struttura autonoma, con proprie competenze regolamentari e funzionali, e attribuisce all’organismo un ruolo di supporto alla Regione nelle attività di conoscenza e analisi della criminalità organizzata, oltre che nella promozione della cultura della legalità.
«Con l’insediamento di oggi si conclude il percorso avviato nei mesi scorsi, che ha portato alla revisione della legge istitutiva e alla nuova costituzione dell’Osservatorio», ha dichiarato Stefano Aggravi, sottolineando la necessità di trasformare il nuovo organismo in uno strumento concretamente operativo. «L’obiettivo è renderlo uno strumento concretamente operativo di conoscenza, analisi e prevenzione dei fenomeni di illegalità e delle infiltrazioni della criminalità organizzata», ha aggiunto il Presidente del Consiglio Valle, indicando nel patrimonio di dati, competenze e confronto tra esperienze diverse le basi del lavoro futuro.
L’impostazione delineata da Aggravi punta a mettere in relazione istituzioni, mondo economico e sociale, professioni e associazionismo, superando una visione della legalità limitata al rispetto formale delle norme. «La legalità non si afferma soltanto attraverso le regole, ma anche attraverso la responsabilità con cui ciascuno contribuisce a renderle effettive», ha osservato, auspicando la costruzione di un metodo di lavoro serio e continuativo.
Nel corso della riunione è stato approvato il programma delle attività per il 2026 e il 2027, che prevede momenti di confronto tra i componenti dell’Osservatorio e una serie di audizioni con rappresentanti delle forze dell’ordine, degli organismi di controllo e vigilanza e del sistema giudiziario. L’approfondimento riguarderà anche gli ambiti finanziario e degli appalti pubblici, settori nei quali la conoscenza dei meccanismi economici e amministrativi può contribuire a rafforzare le attività di prevenzione.
Tra le prime iniziative figura una mostra dedicata all’eredità di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, destinata a essere portata sul territorio valdostano e accompagnata da un approfondimento specifico sulla realtà regionale. Un progetto che intende affiancare all’attività di analisi e monitoraggio anche una dimensione divulgativa, rivolta alla diffusione della memoria e dei valori della lotta alla mafia.
Alla riunione di insediamento hanno partecipato, oltre al Presidente Stefano Aggravi, il consigliere Alberto Zucchi, su delega del vicepresidente del Consiglio Massimo Lattanzi; il presidente della prima Commissione consiliare Marco Viérin; gli assessori regionali all’Istruzione Erik Lavevaz e alle Politiche sociali Carlo Marzi; il presidente del Consiglio permanente degli enti locali Alex Micheletto.
Per le organizzazioni sindacali era presente Claudio Albertinelli, mentre Giorgia De Fabritiis ha rappresentato le organizzazioni datoriali. Hanno inoltre preso parte ai lavori Adriano Consol, per gli ordini professionali valdostani; Roberto Sapia, per la Chambre Valdôtaine; Giuliana Franchi e Fabrizio Bal, in rappresentanza delle associazioni antimafia, antiusura, antiracket, ambientaliste e dei consumatori.
Presenti anche i vertici delle forze dell’ordine: il questore di Aosta Angela Cannavale, il comandante del Gruppo Carabinieri di Aosta Livio Propato, il comandante della Guardia di Finanza della Valle d’Aosta Nicola Bia e il vicecomandante del Corpo forestale della Valle d’Aosta Giancarlo Annovazzi.
Con l’avvio delle attività, l’Osservatorio è chiamato ora a tradurre gli obiettivi indicati nel programma in un lavoro continuativo di ascolto, approfondimento e prevenzione. La capacità di mettere a sistema le informazioni e le competenze dei soggetti coinvolti sarà uno degli elementi centrali per comprendere i rischi legati alla criminalità organizzata e rafforzare gli strumenti di tutela della legalità in Valle d’Aosta.












