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INTEGRAZIONE E SOLIDARIETÀ | 30 agosto 2026, 09:00

Aosta porta la cultura nei quartieri: Gheller lancia la sfida di una città più comunitaria

Si chiude con un bilancio positivo la prima edizione di “Sorgenti di carta”, progetto promosso dal Comune di Aosta con Replicante Teatro. L’assessore Marco Gheller punta a trasformare la sperimentazione in un percorso stabile, coinvolgendo nuovi spazi della città e in particolare la collina

Marco Gheller con il "suo assistente"

Marco Gheller con il "suo assistente"

La cultura non soltanto nei teatri, nelle sale o nelle biblioteche, ma là dove le persone vivono ogni giorno. È questa la scommessa che sta alla base di “Sorgenti di carta”, la prima edizione del progetto che ha portato durante l’estate lettura e teatro in alcuni spazi della città di Aosta, trasformandoli in luoghi di incontro, partecipazione e socialità. Un’esperienza che si è conclusa con gli appuntamenti del 28 e 29 agosto e che, nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale, potrebbe ora diventare qualcosa di più strutturato.

Al centro dell’esperienza c’è una convinzione precisa dell’assessore alle Politiche sociali e ai Presìdi di comunità Marco Gheller: la cultura può essere anche uno strumento di politica sociale. Non soltanto un momento di intrattenimento, quindi, ma un’occasione per combattere isolamento e solitudine, creare relazioni e restituire vita a spazi che rischiano altrimenti di essere percepiti esclusivamente come luoghi destinati a una funzione specifica.

«Sono molto soddisfatto di come è andata questa prima edizione», afferma Gheller, sottolineando il valore della sperimentazione. «Abbiamo provato un modo diverso di portare la cultura nei luoghi della vita quotidiana e abbiamo visto che c’è interesse». Un risultato che, per l’assessore, conferma la possibilità di costruire una politica capace di mettere insieme cultura e comunità.

Il progetto è partito il 18 luglio al Centro polivalente di via Saint-Martin-de-Corléans e ha poi raggiunto l’area verde della Biblioteca del Quartiere Dora e la Microcomunità Bellevue, fino agli appuntamenti conclusivi di fine agosto. Proprio l'incontro con gli anziani della Bellevue rappresenta per Gheller uno degli aspetti più significativi dell'iniziativa. «Mi ha fatto particolarmente piacere portare il teatro dai nostri “nonni” della Microcomunità Bellevue, creando un’occasione diversa dal quotidiano e mettendo la cultura a disposizione di chi vive questi luoghi».

È una scelta che racconta anche un modo diverso di intendere le politiche sociali. Una microcomunità non deve essere soltanto il luogo nel quale vengono garantiti assistenza e servizi, così come una biblioteca non dovrebbe essere considerata esclusivamente uno spazio nel quale prendere libri in prestito. La sfida è trasformare queste strutture in presìdi vivi, capaci di generare occasioni di incontro.

«Una biblioteca, una microcomunità e i loro spazi verdi possono essere qualcosa di più di un luogo in cui si eroga un servizio», sostiene Gheller. «Possono diventare spazi vissuti, nei quali le persone si incontrano, condividono un’esperienza e costruiscono relazioni. È una direzione nella quale credo molto».

In questa prospettiva “Sorgenti di carta” assume anche un significato politico più ampio. Aosta è chiamata a confrontarsi, come molte altre città, con l’invecchiamento della popolazione, con la necessità di rafforzare i legami di vicinato e con il rischio che alcuni spazi urbani vengano utilizzati sempre meno come luoghi di comunità. Portare una rappresentazione teatrale, una lettura o un appuntamento culturale in un giardino significa allora provare a invertire questa tendenza con strumenti semplici, ma potenzialmente molto efficaci.

La realizzazione dell’iniziativa ha visto la collaborazione tra Replicante Teatro e l’Assessorato alle Politiche sociali e ai Presìdi di comunità del Comune di Aosta. Gheller rivendica il valore del lavoro condiviso e ringrazia «gli uffici comunali che hanno seguito il dossier amministrativo, Replicante Teatro per aver ideato e realizzato questa bella iniziativa, Fulvia, bibliotecaria della Biblioteca del Quartiere Dora, per il suo lavoro quotidiano e il Consorzio Zenit, gestore della Microcomunità Bellevue, per la collaborazione e la disponibilità».

Ma il punto più interessante arriva guardando già alla prossima edizione. Perché l'assessore non considera “Sorgenti di carta” un esperimento destinato a esaurirsi con l'estate. «Mi piacerebbe che questa prima esperienza potesse diventare un progetto da far crescere nel tempo, coinvolgendo altre aree della città», annuncia Gheller. E indica anche una direzione precisa: «Penso in particolare alla collina, dove ci sono luoghi e spazi verdi che potrebbero essere valorizzati attraverso iniziative di questo tipo».

La prospettiva, dunque, è quella di allargare il progetto e portarlo in altri quartieri, sfruttando spazi già esistenti e costruendo una rete tra amministrazione, operatori culturali, biblioteche, strutture sociali e territorio. Un modello che, oltre a contenere i costi attraverso la valorizzazione delle infrastrutture esistenti, può produrre un ritorno sociale importante: più occasioni di partecipazione, maggiore utilizzo degli spazi pubblici e nuove possibilità di incontro tra generazioni.

Per Gheller, in definitiva, la cultura diventa uno degli strumenti attraverso i quali una città può prendersi cura di sé. Ed è forse proprio questo il lascito più interessante della prima edizione di “Sorgenti di carta”: aver dimostrato che non servono necessariamente grandi strutture o grandi eventi per costruire comunità. Può bastare un libro, un attore, un giardino e la volontà di far incontrare le persone. Se Aosta saprà raccogliere questa sfida, la piccola esperienza nata quest’estate potrebbe diventare una politica urbana più ampia, capace di mettere insieme cultura, welfare e territorio e di dare un significato nuovo agli spazi della città.

pi.mi.

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