Ci sono luoghi che riescono a raccontare meglio di altri il senso di una comunità. La montagna è certamente uno di questi. È fatta di fatica e di condivisione, di passi compiuti insieme, di persone che si aspettano e si aiutano lungo il cammino. Ed è proprio in questo scenario che le sezioni comunali Avis di Gressan e Fénis hanno scelto di organizzare una giornata dal forte valore simbolico, portando il messaggio della donazione fuori dai consueti spazi associativi e trasformandolo in un momento di incontro, partecipazione e convivialità.
L’appuntamento è fissato per domenica 30 agosto 2026, quando la “Passeggiata Alta via del Dono” porterà soci, volontari, famiglie e partecipanti alla scoperta della montagna di Pila. Il ritrovo è previsto alle 10.30 al piazzale della telecabina Aosta-Pila, punto di partenza di una giornata nella quale sport, ambiente e solidarietà si incontreranno in modo naturale.
Il nome scelto per l’iniziativa non è casuale. L’“Alta via del Dono” richiama infatti un concetto semplice ma fondamentale: donare significa mettere a disposizione una parte di sé per gli altri. Nel caso dell’Avis, questo gesto assume una dimensione concreta e preziosa, perché la donazione di sangue rappresenta una forma di solidarietà che può diventare fondamentale per chi si trova ad affrontare una situazione di emergenza, una malattia o un percorso sanitario particolarmente complesso.
Portare questo messaggio in montagna significa anche ricordare che il volontariato non vive soltanto nei momenti ufficiali o nelle occasioni istituzionali. Vive soprattutto nella quotidianità, nella disponibilità delle persone, nella capacità di costruire relazioni e di mantenere vivo un senso di appartenenza.
La giornata organizzata dalle Avis di Gressan e Fénis nasce dunque con una doppia anima. Da una parte c’è il piacere di trascorrere qualche ora insieme in uno degli ambienti più significativi del territorio valdostano; dall’altra c’è la volontà di mantenere alta l’attenzione sul valore del dono e sul ruolo che associazioni come Avis continuano a svolgere all’interno della società.
La scelta di Pila assume, in questo senso, un significato particolare. La montagna è uno dei simboli più forti della Valle d’Aosta e rappresenta un patrimonio che appartiene alla comunità, non soltanto dal punto di vista paesaggistico ma anche culturale e sociale. Una passeggiata condivisa può quindi diventare un'occasione per incontrarsi lontano dalla quotidianità, parlare, conoscersi e rafforzare quei legami che costituiscono la base stessa del volontariato.
L’iniziativa mette inoltre insieme due realtà territoriali, Gressan e Fénis, dimostrando come il mondo associativo possa superare i confini amministrativi per costruire occasioni comuni. È una dimensione particolarmente importante in una regione come la Valle d’Aosta, dove la forza delle comunità locali rappresenta una delle caratteristiche più preziose del tessuto sociale.
L’Avis, del resto, è una realtà nella quale la dimensione locale e quella più ampia convivono continuamente. Ogni donazione nasce da una scelta individuale, ma il suo valore diventa collettivo. Una persona decide di donare, ma il beneficio di quel gesto riguarda una comunità intera.
È questo probabilmente il messaggio più importante che accompagna la “Passeggiata Alta via del Dono”: la solidarietà non deve necessariamente essere raccontata attraverso grandi parole. Può essere un gesto semplice, una presenza, una giornata trascorsa insieme, una scelta personale che produce conseguenze positive per molte altre persone.
E proprio per questo l’appuntamento di Pila può diventare anche un’occasione per avvicinare all’associazione chi magari non ha ancora avuto modo di conoscere da vicino il mondo Avis. Il carattere informale e conviviale dell’iniziativa consente infatti di entrare in contatto con volontari e soci in un contesto completamente diverso da quello sanitario, creando un rapporto più diretto e umano.
La giornata prevede anche un momento conviviale. Al termine della passeggiata, i partecipanti potranno infatti pranzare al ristorante “La Société”, con un costo di 35 euro. Per il viaggio di andata e ritorno in telecabina Aosta-Pila è invece previsto un biglietto di 19 euro per i residenti in Valle d’Aosta.
Anche la scelta di accompagnare la passeggiata con il pranzo non è secondaria. La convivialità è infatti una componente essenziale della vita delle associazioni: ci si incontra, si condividono esperienze, si consolidano amicizie e si crea quel senso di comunità che spesso rappresenta la vera forza del volontariato.
L’organizzazione ha previsto una scadenza precisa per le adesioni. Per partecipare è necessario prenotarsi entro mercoledì 26 agosto 2026.
Per le prenotazioni sono disponibili i contatti di Marisa, Avis Gressan, al numero 366 7216103, e di Monica, Avis Gressan, al numero 340 2223717. Per Avis Fénis è invece possibile rivolgersi a Marta, al numero 346 8327848.
Dietro una giornata apparentemente semplice c’è dunque un messaggio molto più ampio. Il volontariato, soprattutto in una fase storica nella quale molte associazioni faticano a coinvolgere nuove generazioni, ha bisogno anche di trovare nuovi linguaggi e nuove occasioni per incontrare le persone. Una passeggiata, un pranzo, una giornata in montagna possono diventare strumenti per parlare di solidarietà in maniera diversa, più vicina alla vita quotidiana.
Ed è proprio qui che l’iniziativa di Gressan e Fénis acquista un valore che va oltre la singola data del calendario. La donazione di sangue è uno dei gesti più concreti di responsabilità verso gli altri, ma perché questo sistema possa continuare a funzionare è necessario che alla disponibilità dei donatori si accompagni una cultura del dono. Una cultura che va alimentata, raccontata e trasmessa.
La presenza dell’Avis sul territorio rappresenta anche un presidio sociale. Le sezioni locali non sono soltanto organizzazioni che promuovono le donazioni, ma luoghi nei quali le persone si incontrano e costruiscono una rete di relazioni. In questo senso, iniziative come quella di Pila permettono di mantenere vivo il rapporto tra associazione e territorio.
C’è poi un altro elemento interessante: il rapporto tra solidarietà e montagna. Camminare significa procedere passo dopo passo, senza scorciatoie. È una metafora quasi perfetta del volontariato. Anche il dono, infatti, non si esaurisce in un singolo gesto, ma diventa parte di un percorso collettivo nel quale ciascuno contribuisce secondo le proprie possibilità.
La “Passeggiata Alta via del Dono” può quindi essere letta come un invito a mettersi in cammino in senso letterale, ma anche simbolico. Un cammino che parte dalla comunità e arriva alla comunità, passando attraverso la montagna e attraverso una giornata di condivisione.
Per Gressan e Fénis sarà anche un’occasione per dimostrare ancora una volta la vitalità del volontariato locale. In una Valle d’Aosta nella quale le associazioni rappresentano spesso un punto di riferimento fondamentale per la vita dei paesi, iniziative di questo tipo assumono un'importanza che va ben oltre il numero dei partecipanti.
La sfida, oggi, è mantenere vivo quel patrimonio di solidarietà che per decenni ha caratterizzato il tessuto sociale valdostano. E per farlo servono donatori, ma anche volontari, famiglie, giovani e occasioni capaci di creare partecipazione.
Domenica 30 agosto, dunque, il punto di ritrovo sarà il piazzale della telecabina Aosta-Pila. Il percorso sarà quello della montagna, ma il traguardo sarà molto più grande: ricordare che una comunità è davvero forte quando riesce a prendersi cura dei propri membri.
Perché il dono, in fondo, assomiglia proprio alla montagna: richiede impegno, costanza e disponibilità. Ma quando lo si affronta insieme, il cammino diventa più leggero e la vetta, qualunque essa sia, diventa un po’ più vicina.













