Ci sono simboli che raccontano molto più di quanto sembri. Il melograno è uno di questi: un frutto composto da tanti chicchi, distinti e insieme inseparabili, che da quest'anno diventa il volto del Premio regionale per il Volontariato. È l'immagine scelta per accompagnare la 17ª edizione dell'iniziativa promossa dal Consiglio Valle, un riconoscimento che torna a mettere al centro quella parte della comunità valdostana che spesso lavora lontano dai riflettori, ma che ogni giorno tiene insieme relazioni, aiuta chi è più fragile e costruisce occasioni di partecipazione.
Il nuovo logo, realizzato dalla grafica Raffaella Santamaria, non è dunque soltanto un'operazione di rinnovamento dell'immagine. Il melograno racchiude tanti chicchi, proprio come il volontariato valdostano raccoglie associazioni, gruppi, donne e uomini, competenze e storie differenti. Realtà diverse che, quando riescono a collaborare, producono un valore che va ben oltre la somma delle singole esperienze.
È questo il significato sottolineato dal Presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, secondo cui la scelta è nata dalla volontà di rafforzare l'identità visiva del Premio attraverso un simbolo capace di rappresentare una solidarietà composta da tante realtà. Il melograno, ha spiegato Aggravi, vuole essere la metafora delle tante associazioni e dei tanti volontari che insieme generano un grande valore per la comunità. Il simbolo sarà inoltre donato al vincitore e accompagnerà le attività sostenute dal Premio.
Dietro il riconoscimento c'è una rete ampia. Il Premio è realizzato in collaborazione con il Csv Valle d'Aosta e con il sostegno dei Lions Club Aosta Host, Aosta Mont Blanc e Cervino, dei Rotary Club Aosta e Courmayeur-Valdigne, della sezione valdostana dell'Associazione nazionale Alpini e, da quest'anno, del Soroptimist International Club. Una collaborazione che fotografa, a sua volta, la natura stessa dell'iniziativa: il volontariato non appartiene a un solo settore, ma attraversa la società e mette in relazione mondi diversi.
Anche il regolamento si muove nella stessa direzione. Approvato lo scorso maggio dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio Valle, amplia il campo delle iniziative che possono essere valorizzate. Restano centrali i progetti capaci di migliorare la qualità della vita e promuovere i diritti delle persone nei settori socio-assistenziale, socio-sanitario e socio-educativo, ma entrano con maggiore evidenza anche quelle esperienze che contribuiscono al benessere inteso nella sua dimensione più ampia: fisica, psicologica, relazionale e comunitaria.
È un passaggio tutt'altro che secondario. In una società nella quale la solitudine, l'isolamento e le fragilità sociali assumono forme sempre più diverse, parlare di benessere significa infatti andare oltre la semplice risposta a un bisogno. Significa riconoscere il valore delle relazioni, della partecipazione e della possibilità per ogni persona di sentirsi parte di una comunità. Ed è proprio in questo spazio che il volontariato spesso riesce ad arrivare prima delle istituzioni, intercettando problemi e bisogni che non sempre emergono nelle statistiche.
Le candidature saranno sottoposte a un primo esame da parte di una giuria tecnica, che selezionerà le 12 iniziative ritenute più significative. Successivamente sarà la giuria del Premio a individuare i progetti meritevoli dei riconoscimenti.
La dotazione economica conferma la volontà di dare concretezza al riconoscimento: al progetto vincitore andranno 5.000 euro, mentre saranno assegnati cinque riconoscimenti da 4.000 euro ciascuno ad altre iniziative considerate di particolare valore. Non si tratta soltanto di premi economici. Per molte associazioni, infatti, una somma destinata a un progetto può significare la possibilità di consolidare un'attività, raggiungere nuove persone o trasformare un'idea in un servizio stabile.
Possono essere candidati le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e gli altri enti del Terzo settore con volontari, oltre ai gruppi di volontari appartenenti a queste realtà. È necessario che siano iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore e che operino sul territorio valdostano.
Il termine per partecipare è fissato alle ore 13 del 10 settembre 2026. La candidatura deve essere predisposta utilizzando l'apposita scheda disponibile, insieme al regolamento del Premio, sul sito del Consiglio Valle: Consiglio regionale della Valle d'Aosta – Premio regionale per il Volontariato. Le domande possono essere presentate da enti pubblici o privati con sede in Valle d'Aosta attraverso Pec, esclusivamente da una casella Pec, all'indirizzo consiglio.regione.vda@cert.legalmail.it, oppure consegnate a mano all'Ufficio Protocollo del Consiglio regionale, in piazza Deffeyes.
Per conoscere anche il nuovo simbolo del Premio e il significato scelto per accompagnare questa edizione, è disponibile il video di presentazione: Video di presentazione del nuovo logo del Premio.
Il melograno, alla fine, è forse la metafora più semplice e più efficace per spiegare che cosa sia una comunità. Ogni chicco è piccolo e diverso dagli altri, ma è dentro lo stesso frutto. Così è il volontariato: tante realtà, spesso piccole, che prese singolarmente possono sembrare marginali e che invece, messe insieme, costituiscono una delle infrastrutture sociali più importanti di una regione.
In Valle d'Aosta questo patrimonio assume un significato particolare. In una terra dove il senso di comunità e la capacità di mobilitarsi per gli altri fanno parte della storia dei paesi e delle città, premiare il volontariato significa riconoscere un valore che non può essere misurato soltanto in euro o nel numero delle iniziative realizzate. Significa dire che prendersi cura degli altri è ancora una delle forme più concrete di cittadinanza. E che, proprio come i chicchi di un melograno, è dalla capacità di stare insieme che nasce la forza di una comunità.













