La montagna, ancora una volta, ricorda che non si può abbassare la guardia. Dopo la giornata di forte attenzione vissuta ieri, quando l'accelerazione del ghiacciaio di Planpincieux aveva portato il Comune di Courmayeur ad attivare le misure di protezione civile e a disciplinare l'accesso alla Val Ferret, la situazione appare oggi più stabile. È una notizia incoraggiante, ma non sufficiente per dichiarare conclusa l'emergenza: gli esperti continuano infatti a seguire il fenomeno 24 ore su 24, consapevoli che i ghiacciai alpini possono evolvere rapidamente, soprattutto durante i periodi di elevate temperature.
L'Assessorato regionale delle Opere pubbliche, Territorio e Ambiente ha comunicato che il monitoraggio prosegue senza interruzioni grazie al personale del Dipartimento Ambiente e Territorio, in collaborazione con i tecnici della Fondazione Montagna Sicura e in costante raccordo con l'Amministrazione comunale di Courmayeur.
Nel corso della giornata di oggi il ghiacciaio ha mantenuto una velocità di spostamento sostanzialmente identica a quella registrata nella giornata di mercoledì 15 luglio, attestandosi attorno agli 800 millimetri al giorno. Un dato che, pur confermando il movimento della massa glaciale, non evidenzia ulteriori accelerazioni. Secondo i tecnici, inoltre, «al momento non vi sono evidenze significative che le varie porzioni di ghiacciaio possano dividersi in volumi più piccoli», eventualità che avrebbe potuto determinare scenari differenti e potenzialmente più complessi dal punto di vista della gestione dell'emergenza.
Un elemento positivo arriva anche dai rilievi effettuati nella mattinata con un drone dai tecnici della Fondazione Montagna Sicura. L'analisi ha consentito di affinare il calcolo della volumetria interessata dal movimento, evidenziando una riduzione della massa coinvolta rispetto alle precedenti osservazioni. Si tratta di un indicatore favorevole, che tuttavia non modifica il quadro prudenziale adottato dalle autorità.
Per questo motivo resta attiva la valutazione di condizione MONIGLAC rossa sullo scenario S4, il livello operativo previsto per questa tipologia di fenomeni. Restano inoltre in vigore le misure di protezione civile predisposte dal Comune di Courmayeur, che consentono comunque l'accesso alla Val Ferret secondo le modalità stabilite dall'ordinanza n. 6130/2026 del 16 luglio 2026, garantendo così la sicurezza di residenti, turisti e operatori economici della valle.
Anche le condizioni meteorologiche continuano a essere osservate con particolare attenzione. Lo zero termico previsto fino alle ore 12 di domani oscillerà tra i 4.400 e i 3.700 metri di quota, mentre per sabato e domenica è atteso un abbassamento intorno ai 4.000 metri. Temperature meno elevate potrebbero contribuire a contenere l'evoluzione del fenomeno, anche se gli specialisti invitano alla massima cautela, poiché il comportamento di un ghiacciaio dipende da molteplici fattori e non esclusivamente dall'andamento termico.
La vicenda di Planpincieux rappresenta ormai un banco di prova per il sistema valdostano di monitoraggio dei rischi naturali. L'efficace coordinamento tra Regione, Comune, Protezione civile e mondo della ricerca dimostra come la prevenzione sia oggi l'unico strumento realmente efficace per convivere con fenomeni sempre più frequenti. Sullo sfondo resta però una questione più ampia, che riguarda l'intero arco alpino: il progressivo arretramento dei ghiacciai e la loro crescente instabilità sono tra gli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici. Gestire queste situazioni non significa soltanto affrontare un'emergenza, ma ripensare il rapporto tra sicurezza del territorio, tutela delle comunità di montagna, sviluppo turistico ed equilibrio ambientale, temi destinati a incidere sempre più sulle scelte politiche e sugli investimenti pubblici della Valle d'Aosta.













