/ CRONACA

CRONACA | 15 luglio 2026, 10:52

Incendio boschivo tra Challand-Saint-Victor e Challand-Saint-Anselme: spento il rogo, resta alta l'allerta in Valle d'Aosta

Le fiamme, probabilmente provocate da un fulmine, sono divampate nella tarda serata di ieri in una zona impervia sotto la Becca Mortens. Il rogo è stato domato grazie all'intervento del Nucleo Antincendio Boschivo del Corpo Forestale della Valle d'Aosta e dei Vigili del Fuoco, con il supporto dell'elicottero SA3. L'episodio arriva pochi giorni dopo la dichiarazione dello stato di eccezionale pericolo di incendi su tutto il territorio regionale

Incendio boschivo tra Challand-Saint-Victor e Challand-Saint-Anselme: spento il rogo, resta alta l'allerta in Valle d'Aosta

L'intervento rapido e coordinato delle squadre di emergenza ha evitato che un incendio sviluppatosi in un'area montana particolarmente difficile da raggiungere potesse trasformarsi in un'emergenza di più vaste proporzioni. Le operazioni di spegnimento e di bonifica si sono concluse da poco, dopo una notte di monitoraggio costante e un'intensa attività avviata alle prime luci dell'alba.

L'incendio si è sviluppato nella tarda serata di ieri in una zona impervia situata sotto la Becca Mortens, tra i comuni di Challand-Saint-Victor e Challand-Saint-Anselme. Secondo le prime valutazioni, le fiamme sarebbero state innescate con ogni probabilità dalla caduta di un fulmine. Nel corso della notte il fronte dell'incendio è stato costantemente controllato mediante termocamera, mentre dalle prime ore del mattino sono entrati in azione il Nucleo Antincendio Boschivo del Corpo Forestale della Valle d'Aosta, i Vigili del Fuoco e l'elicottero SA3, impiegato per le operazioni di spegnimento dall'alto. Per il Corpo Forestale sono intervenuti anche gli agenti delle Stazioni Forestali di Brusson e Verrès.

L'episodio conferma come le condizioni climatiche di queste settimane stiano aumentando sensibilmente il rischio di incendi anche in ambiente alpino. Proprio nei giorni scorsi il Presidente della Regione ha firmato il decreto che dichiara lo stato di eccezionale pericolo per l'innesco e la propagazione degli incendi boschivi su tutto il territorio valdostano.

La Presidenza della Regione, d'intesa con l'Assessorato all'Agricoltura e Risorse naturali, ha spiegato che l'attuale andamento climatico ha determinato un'estensione del rischio tale da rendere necessaria l'adozione di misure straordinarie. Lo stato di grave pericolosità è in vigore dal 10 luglio 2026 e rimarrà valido fino al verificarsi di precipitazioni consistenti e durature, in grado di abbassare stabilmente il livello di rischio.

Il provvedimento comporta una serie di divieti destinati a ridurre ogni possibile causa d'innesco. È vietata la combustione di residui vegetali agricoli e forestali, così come l'eliminazione con il fuoco della vegetazione lungo scarpate e infrastrutture. Non è consentito utilizzare nei boschi apparecchi a fiamma o strumenti elettrici per il taglio dei metalli, né motori privi di scarico di sicurezza o fornelli e inceneritori che possano produrre faville. Sono inoltre limitati gli accessi motorizzati sulle strade agro-silvo-pastorali, salvo specifiche deroghe previste dalla normativa, ed è vietato fumare o compiere qualsiasi comportamento che possa provocare un incendio. Tutte le accensioni non espressamente vietate dalla legge devono essere preventivamente autorizzate dai competenti Comandi di Stazione del Corpo Forestale della Valle d'Aosta.

Dal punto di vista politico e amministrativo, il tempestivo intervento conferma l'importanza della collaborazione tra Corpo Forestale, Vigili del Fuoco e sistema regionale di protezione civile. Sul piano economico, la prevenzione assume un valore strategico per una regione che basa una parte rilevante della propria economia sul patrimonio forestale, sull'agricoltura di montagna e sul turismo naturalistico. Sul versante sociale, invece, cresce la necessità di sensibilizzare cittadini ed escursionisti, chiamati a rispettare rigorosamente le limitazioni in vigore.

L'incendio sotto la Becca Mortens, fortunatamente contenuto prima che potesse estendersi, rappresenta un segnale concreto di quanto gli effetti delle alte temperature e della siccità stiano modificando anche gli equilibri ambientali della montagna valdostana. In questo contesto, la prevenzione, il rispetto delle regole e la rapidità di intervento delle strutture regionali diventano elementi essenziali per proteggere un patrimonio naturale che costituisce non solo una ricchezza ambientale, ma anche una risorsa economica e identitaria per l'intera Valle d'Aosta.

je.fe.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore