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Le Messager Campagnard | 15 giugno 2026, 22:56

Lo Tsaven des Étoiles 2026: la montagna che si racconta tra tavola, identità e futuro sostenibile

Ritorna “Lo Tsaven des Étoiles”, il progetto di Coldiretti Valle d’Aosta e Campagna Amica che trasforma le località turistiche valdostane in vetrine vive dell’agricoltura locale. Tre appuntamenti tra giugno e agosto — Courmayeur, Cogne e Cervinia — per avvicinare residenti e turisti alle filiere corte, ai produttori e alla cultura rurale della montagna

Lo Tsaven des Étoiles 2026: la montagna che si racconta tra tavola, identità e futuro sostenibile

C’è un modo diverso di raccontare la Valle d’Aosta, che non passa solo dai panorami da cartolina o dai grandi eventi turistici, ma dalla terra, dalle mani che la lavorano e da ciò che finisce nei piatti. Ed è esattamente questa la direzione in cui si muove “Lo Tsaven des Étoiles”, che nel 2026 torna con una seconda edizione che punta a consolidare un’idea semplice ma potente: l’agricoltura non è nostalgia, è futuro.

Il progetto, promosso da Coldiretti Valle d’Aosta e Campagna Amica con il sostegno dell’Assessorato regionale all’Agricoltura e Risorse naturali, mette in rete tre appuntamenti strategici nelle località più frequentate della stagione estiva: Courmayeur il 20 giugno, Cogne il 25 luglio e Cervinia il 29 agosto. Tre tappe che non sono solo eventi, ma vere e proprie piazze agricole a cielo aperto.

La prima fermata sarà Courmayeur, nel cuore del Jardin de l’Ange, con un format che dalle 15 alle 21 trasformerà il centro in un mercato contadino contemporaneo. Qui le aziende agricole aderenti a Campagna Amica porteranno i loro prodotti a chilometro zero, senza intermediari, senza filtri, con la relazione diretta tra chi produce e chi consuma.

Ed è proprio questo uno degli elementi più interessanti dell’iniziativa: riportare la fiducia dentro la filiera alimentare. Non attraverso slogan, ma attraverso la presenza fisica dei produttori, la possibilità di fare domande, ascoltare storie, capire cosa c’è dietro un formaggio, un miele, una confettura o un vino.

Attorno al mercato si svilupperà un programma pensato anche per le famiglie: laboratori didattici per bambini, attività educative e momenti di divulgazione per avvicinare le nuove generazioni a un’idea più consapevole del cibo e della sostenibilità. Non è un dettaglio marginale: è qui che si gioca una parte importante della continuità dell’agricoltura di montagna.

Per gli adulti, invece, spazio al confronto con il talk “La montagna che nutre: agricoltura, territorio e turismo”, che vedrà la partecipazione del sindaco di Courmayeur Roberto Rota, del dirigente regionale Alessandro Rota e della presidente di Coldiretti Valle d’Aosta Alessia Gontier, con la moderazione del direttore Roberto Bianco. Un momento che prova a mettere in relazione tre mondi spesso paralleli — turismo, politiche pubbliche e produzione agricola — che in realtà, in una regione come la nostra, dovrebbero parlare la stessa lingua.

La giornata si chiuderà con un Agri-Aperitivo a base di prodotti valdostani e vini del territorio, accompagnato da degustazioni guidate e dall’energia del gruppo folkloristico La Clicca di Aosta. Anche qui il messaggio è chiaro: la tradizione non è un pezzo da museo, ma un’esperienza viva che può diventare anche attrattiva turistica senza perdere autenticità.

Coldiretti e Campagna Amica sintetizzano lo spirito dell’iniziativa parlando di un’occasione per “avvicinare cittadini e turisti al mondo agricolo valdostano, valorizzando le aziende di eccellenza e promuovendo un consumo consapevole e sostenibile”. Una formula istituzionale, certo, ma che dentro contiene un tema politico e culturale più ampio: decidere se l’agricoltura di montagna debba essere solo difesa o anche rilanciata come infrastruttura identitaria ed economica.

Perché in fondo “Lo Tsaven des Étoiles” non è solo un mercato itinerante. È un tentativo di rimettere al centro la montagna reale, quella che produce, che resiste, che si reinventa. E farlo nelle piazze turistiche più visibili della regione è, probabilmente, la scelta più intelligente: portare il territorio dove normalmente il territorio viene consumato senza essere conosciuto.

E questa è forse la parte più interessante: non si tratta di raccontare la Valle d’Aosta come una cartolina, ma come un sistema vivo che chiede ascolto, continuità e un po’ meno distrazione.

je.fe.

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