Il punto non è solo quanto si gioca, ma chi ci guadagna e chi ci perde davvero. E i numeri messi in fila dal “Libro Nero sull’Azzardo” sono di quelli che non lasciano scampo alla narrazione rassicurante. La quarta edizione del rapporto, realizzato da Cgil Valle d’Aosta e Federconsumatori Valle d’Aosta CGIL Valle d'Aosta insieme a Federconsumatori Valle d'Aosta e alla Fondazione ISSCON, parte da un titolo già esplicito: “Lo Stato perdente”.
E la fotografia è questa: 165,34 miliardi di euro bruciati nel 2025 nel gioco d’azzardo in Italia. Una crescita del 5% in un solo anno. Il tutto con perdite nette per i cittadini che sfiorano i 22 miliardi. Tradotto: una macchina enorme che drena ricchezza soprattutto dalle fasce più fragili. Nel cuore della denuncia c’è un passaggio politico forte, diffuso proprio dalle organizzazioni promotrici: “Fenomeno fuori controllo, servono regole più severe, trasparenza e tutela sociale”. E ancora, sempre CGIL e Federconsumatori: “Dietro questi numeri ci sono persone che si impoveriscono, situazioni di dipendenza, fragilità sociali e familiari”. Il bersaglio non è il gioco in sé, ma un sistema che – secondo il rapporto – ha perso ogni equilibrio tra funzione pubblica e logica di mercato.
Il dato che fa più rumore è l’online: oltre 100 miliardi di raccolta e una crescita del 221% dal 2018. In parallelo, anche la Valle d’Aosta viene indicata come territorio ad alta esposizione, con una spesa pro-capite tra le più alte d’Italia e una quota di gioco online che supera il 70% del totale.
Qui il tema non è solo economico. Il rapporto parla anche di correlazioni territoriali con aree storicamente sensibili alle infiltrazioni criminali. Un passaggio delicato, che chiama in causa la necessità di controlli più robusti sui flussi finanziari.
Ed è qui che il quadro si aggancia inevitabilmente al clima attorno al Casinò di Saint-Vincent.
Il settore del gioco in Valle d’Aosta non è un tema astratto: passa anche da Casino de la Vallée, una realtà storicamente pubblica e strategica, finita negli ultimi anni sotto i riflettori per difficoltà gestionali, ristrutturazioni e – soprattutto – per le inchieste in corso e le verifiche su bilanci, governance e flussi economici.
Senza entrare nel merito giudiziario (che resta tale), il punto politico è evidente: quando il sistema del gioco viene analizzato nel suo complesso, tra online in forte espansione e strutture fisiche sotto pressione, la domanda sulla trasparenza diventa inevitabile.
E infatti il rapporto insiste proprio su questo: “piena trasparenza dei dati territoriali e comunali”
“un bilancio sociale che misuri i costi reali sostenuti dalla collettività”. La provocazione finale del Libro Nero è tutta lì: lo Stato incassa molto, ma perde ancora di più in costi sanitari, sociali e giudiziari. E secondo CGIL e Federconsumatori, i veri vincitori sono le grandi aziende del settore, con utili cresciuti del 165% in cinque anni.
Per questo le richieste sono nette: stop alle pubblicità, più controlli, tassazione degli extraprofitti e rafforzamento delle politiche di prevenzione. La sensazione è che in Valle d’Aosta il tema non possa più essere trattato come “settore economico” e basta. Tra gioco online, fragilità sociali e il caso storico del Casinò di Saint-Vincent, la partita ormai è tutta sulla credibilità delle istituzioni e sulla capacità di governare un fenomeno che non è più marginale, ma strutturale.













