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CRONACA | 21 maggio 2026, 11:24

Volontari della speranza: il nuovo volto della Protezione civile valdostana

In Valle d’Aosta il volontariato di Protezione civile cambia pelle e si riorganizza con un nuovo Direttivo regionale nato dal confronto tra associazioni, istituzioni e giovani volontari. Un passaggio che rafforza il sistema territoriale e valorizza chi, spesso lontano dai riflettori, rappresenta il primo argine nelle emergenze. Tra esperienza, nuove energie e cultura della prevenzione, il volontariato valdostano prova a costruire una rete ancora più solida

Il direttivo neo eletto con il presidente della Regione, Renzo Testolin

Il direttivo neo eletto con il presidente della Regione, Renzo Testolin

Ci sono strutture che funzionano come i ponti sospesi di montagna: sembrano leggere, quasi invisibili, ma reggono il peso delle tempeste. Il volontariato di Protezione civile in Valle d’Aosta è una di queste architetture silenziose. Non fa rumore, non cerca applausi, non occupa i palcoscenici della politica quotidiana. Eppure, quando arriva l’emergenza, è spesso il primo motore che si accende e l’ultimo a spegnersi.

Dietro le divise fluorescenti, le tende montate sotto la pioggia, le esercitazioni notturne e le radio accese nel silenzio delle vallate, esiste infatti una comunità fatta di persone che regalano tempo, competenze e presenza. Una sorta di “esercito gentile” che negli anni ha costruito un presidio fondamentale per il territorio valdostano.

Non è casuale, dunque, che la Presidenza della Regione e il Dipartimento regionale della Protezione civile abbiano voluto sottolineare il valore del nuovo percorso organizzativo approvato dalla Giunta regionale alla fine del 2025. Un lavoro lungo, condiviso e costruito assieme alle associazioni di volontariato, culminato nei nuovi indirizzi operativi e gestionali del sistema regionale.

La novità più significativa riguarda la nascita della Consulta regionale delle associazioni di volontariato di Protezione civile, organismo che riunisce tutte le realtà iscritte all’elenco territoriale previsto dalla normativa nazionale. Accanto alla Consulta è stato inoltre istituito il nuovo Direttivo regionale delle associazioni di volontariato di Protezione civile, chiamato a diventare il cuore tecnico-operativo del volontariato valdostano.

Una cabina di regia che avrà il compito di trasformare le tante energie sparse sul territorio in una rete ancora più coordinata ed efficiente.

A seguito delle votazioni sono stati eletti Massimiliano Alì per Psicologi per i Popoli – Emergenza Valle d’Aosta, Maurizio Lanivi per i Volontari del Soccorso della Valpelline e il Coordinamento regionale delle Associazioni di Volontariato di Protezione civile della Valle d’Aosta, Valeria Machet per i Volontari del Soccorso Châtillon-Saint-Vincent e ANPAS Valle d’Aosta, Federico Modafferi del Gruppo comunale di volontariato di Protezione civile di Verrès e Paolo Sinisi della Croce Rossa Italiana Comitato Regionale Valle d’Aosta.

Nomi diversi, esperienze differenti, ma una stessa grammatica fatta di disponibilità e responsabilità.

Dal Dipartimento regionale sottolineano come “il nuovo Direttivo costituisca uno strumento fondamentale di coordinamento e partecipazione del volontariato organizzato all’interno del sistema regionale di Protezione civile”.

Parole che non sembrano semplice burocrazia amministrativa. Dietro quella definizione si intravede infatti un cambio di approccio: non più associazioni che operano come isole autonome, ma un arcipelago capace di dialogare, condividere formazione, pianificare attività e rafforzare il collegamento con la struttura regionale della Protezione civile.

Perché oggi le emergenze non si affrontano più soltanto con la buona volontà. Servono preparazione, addestramento, coordinamento e capacità di risposta rapida. La montagna valdostana, con le sue fragilità idrogeologiche e climatiche, lo insegna continuamente.

E proprio per questo assume un significato particolare anche la scelta di valorizzare la componente giovanile del volontariato. Una decisione che appare quasi come un investimento sul futuro civile della comunità valdostana.

Le nuove disposizioni prevedono infatti l’integrazione del Direttivo con un rappresentante dei gruppi giovanili e un supplente. La designazione è arrivata al termine del primo Tavolo regionale del volontariato giovanile di Protezione civile, organizzato durante l’esercitazione regionale EXE26, evento che ha puntato molto sul coinvolgimento delle nuove generazioni.

I giovani volontari hanno scelto Vittoria Miret, degli Psicologi per i Popoli Emergenza Valle d’Aosta, come rappresentante, mentre il ruolo di supplente sarà ricoperto da Veronica Barbagelata dei Volontari del Soccorso della Valpelline.

È forse questo uno degli aspetti più interessanti del nuovo corso: la consapevolezza che il volontariato non possa vivere soltanto di memoria o tradizione, ma debba continuamente rigenerarsi. Come un bosco alpino dopo una valanga, anche il sistema della Protezione civile ha bisogno di nuove radici per continuare a resistere.

Il Direttivo regionale sarà chiamato a rappresentare le associazioni nel Comitato regionale di Protezione civile, ma anche a progettare attività formative e addestrative, promuovere iniziative condivise e rafforzare il raccordo operativo con la struttura regionale.

Funzioni tecniche, certo. Ma dietro quelle competenze si nasconde qualcosa di più profondo: la costruzione di un senso collettivo di comunità.

In tempi in cui prevalgono spesso individualismo, rabbia sociale e disillusione verso le istituzioni, il volontariato continua infatti a rappresentare una delle poche palestre civiche rimaste. Un luogo dove le persone non chiedono “cosa riceverò?”, ma “cosa posso fare?”.

E forse è proprio questa la vera forza della Protezione civile valdostana: non soltanto la capacità di intervenire durante un’alluvione, una frana o un’emergenza sanitaria, ma quella di tenere insieme il tessuto umano del territorio.

Perché le emergenze passano. La solidarietà, invece, resta.

pi.mi.

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