Sabato 16 maggio a Quart è andata in scena una di quelle giornate che raccontano molto più di quanto sembri a prima vista. La corvée “Quartein pour Quart” ha messo insieme circa novanta adulti – tra rappresentanti delle associazioni locali e semplici cittadini – e diciotto bambini, in un lavoro collettivo che ha riportato al centro l’idea più semplice e concreta di comunità: prendersi cura insieme del proprio territorio.
I gruppi si sono sparsi lungo i principali sentieri comunali, con interventi mirati di pulizia e manutenzione. Tra i percorsi sistemati anche quelli che conducono alla Croce di Fana e al Beato Emerico, due luoghi che non sono soltanto destinazioni escursionistiche ma anche riferimenti identitari, quasi piccoli punti fermi della memoria collettiva del territorio. Non sono mancati interventi su altri tratti meno battuti, quelli che spesso vivono ai margini ma che proprio per questo rischiano di degradarsi più in fretta.
La parte più “nuova” della giornata, se così si può dire, è stata quella affidata ai più piccoli. I bambini si sono occupati del campetto de La Prebenda e del parco giochi di Villa Pesando, intervenendo con piccoli lavori di sistemazione e, soprattutto, con la riverniciatura della panchina rossa dedicata alle vittime di femminicidio. Un gesto semplice, ma che in questi contesti pesa più di molte parole: il colore che torna vivo su quella panchina è anche un modo per dire che il tema non deve sbiadire mai.
Alla fine della giornata, il momento forse più “politico” nel senso alto del termine: il pranzo comunitario offerto dall’amministrazione comunale. Tavolate, chiacchiere, stanchezza buona e la sensazione diffusa che il lavoro fatto insieme abbia un valore che va oltre la somma delle ore impiegate.
A guardarla da fuori, una corvée potrebbe sembrare un rito un po’ antico, quasi folkloristico. E invece, secondo me, proprio in tempi in cui tutto tende a diventare individuale e digitale, queste giornate funzionano come una sorta di promemoria pratico: il territorio non è uno sfondo, è qualcosa che si abita e si mantiene. E quando lo si fa insieme, cambia anche il modo in cui lo si percepisce.
A Quart questa cosa si è vista bene: sentieri puliti, spazi riordinati, simboli mantenuti vivi. Ma soprattutto persone che, per un giorno, hanno fatto squadra senza bisogno di grandi discorsi.




















