Walter Musso, monregalese di origine, vive ad Aosta dal 2002, anno in cui si è trasferito in Valle d’Aosta per lavoro presso Cogne Acciai Speciali. Ingegnere, lavora da anni all’interno del gruppo CVA, occupandosi di attività tecniche, progettuali, organizzative e gestionali nel settore energetico e infrastrutturale. Dal 2016 è inoltre attivo nel mondo ordinistico regionale come ingegnere, partecipando alla vita professionale e istituzionale della categoria in Valle d’Aosta.
Sposato e padre di una figlia di 13 anni, anche lei appassionata di pallavolo, Musso è un grande amante dello sport: ha giocato per molti anni a pallavolo e ha allenato squadre giovanili e formazioni impegnate nei campionati regionali. Ama la montagna, la mountain bike e la vita all’aria aperta. Tra le sue passioni ci sono anche gli animali da cortile, l’orto e i suoi due gatti, Mimì e Spritz.
Nel suo percorso personale, professionale e politico porta con sé un insegnamento ricevuto dal padre fin da ragazzo: «Non esistono problemi, esistono solo soluzioni». Un principio che continua a guidare il suo modo di affrontare le sfide, con concretezza, responsabilità e determinazione. Partiamo dalla nomina. Che FdI trova oggi in Valle d’Aosta?
«Trovo un partito che ha raggiunto un risultato politico importante, con una rappresentanza significativa in Consiglio regionale, ma che deve ora completare il proprio percorso di radicamento e strutturazione sul territorio. Fratelli d’Italia in Valle d’Aosta ha energie, amministratori, militanti, iscritti e simpatizzanti che meritano di essere valorizzati dentro un progetto politico ordinato e riconoscibile.
Il lavoro fatto negli anni da Alberto Zucchi e, negli ultimi sei mesi, dall’onorevole Vincenzo Amich, ha consentito di accompagnare il partito fino a questa fase. Ora dobbiamo fare un passo ulteriore: trasformare la presenza istituzionale in una presenza politica diffusa, organizzata e stabile.»
Quattro consiglieri regionali non sono pochi. Ma non sempre fanno un partito coeso. È questo il punto?
«Quattro consiglieri regionali sono un patrimonio politico importante, ma un partito non può essere soltanto la somma dei suoi eletti. Il punto è proprio questo: costruire una comunità politica, un’organizzazione, una linea condivisa, un metodo di lavoro.
Il gruppo consiliare regionale è centrale, ma deve essere inserito dentro e con il pieno supporto di una struttura politica più ampia, fatta di coordinamento regionale, amministratori locali, circoli, militanti, iscritti e presenza nei territori. La sfida è passare dalla rappresentanza alla squadra, dalla somma delle disponibilità personali a un progetto politico collettivo.»
Lei arriva dopo una lunga fase di commissariamento. È stato un periodo di costruzione o di gestione delle tensioni?
«È stato inevitabilmente un periodo di transizione. Questo mi pare avvenga sempre dopo ogni fase elettorale importante e, indubbiamente, dopo l’ingresso di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale con una rappresentanza significativa, era necessario accompagnare il partito verso una nuova organizzazione.
L’onorevole Amich ha svolto un lavoro prezioso, con grande disponibilità, incontri, riunioni e confronti continui, nonostante i suoi importanti impegni a Roma. Non mi stancherò mai di ringraziarlo per la sua presenza, il supporto e la vicinanza nell’affrontare anche a Roma temi a noi cari. Ha traghettato il partito in una fase delicata, mantenendo un rapporto costante con il territorio e con gli eletti. Oggi non partiamo da zero: partiamo da un lavoro già avviato, che ora deve essere consolidato.»
Parliamo di numeri e politica. FdI e Lega hanno subito un ridimensionamento. Il centrodestra in Valle d’Aosta è in difficoltà?
«Il risultato elettorale va sempre letto con serietà, senza cercare alibi. È evidente che l’area alternativa al sistema politico regionale debba interrogarsi, organizzarsi meglio e costruire una proposta più forte e credibile.
Fratelli d’Italia, però, ha una responsabilità precisa: non limitarsi a commentare le difficoltà del centrodestra, ma lavorare per costruire un partito radicato, riconoscibile e capace di parlare ai valdostani. Le elezioni ci hanno consegnato un dato: c’è uno spazio politico importante, ma va presidiato con metodo, presenza e credibilità.
E poi, a livello nazionale, Fratelli d’Italia e il Governo Meloni hanno dimostrato cosa significhi assumersi responsabilità in un momento difficile. Oggi il Governo Meloni è il secondo più longevo della storia repubblicana e sta lavorando per far crescere l’Italia con stabilità, serietà e visione. Noi vogliamo portare lo stesso metodo anche in Valle d’Aosta: meno slogan, più lavoro; meno polemiche, più proposte concrete.»
Tradotto: state all’opposizione. Ma opposizione di testimonianza o opposizione di governo ombra?
«Non mi piace l’espressione “governo ombra”. Noi siamo all’opposizione, ma non saremo un’opposizione di testimonianza. Abbiamo ambizione, idee e siamo aperti al confronto con chiunque voglia ragionare seriamente sul futuro della Valle d’Aosta.
L’opposizione deve controllare, denunciare quando serve, ma soprattutto proporre. Deve entrare nel merito dei dossier: sanità, lavoro, imprese, energia, infrastrutture, autonomia, enti locali, giovani e famiglie. Fratelli d’Italia vuole essere una forza seria, responsabile, capace di costruire alternative concrete. Lo abbiamo dimostrato a livello nazionale e vogliamo dimostrarlo anche qui. Mi sembra che il lavoro dei nostri rappresentanti in Consiglio regionale sia già la migliore risposta.»
Lei viene da un percorso lungo nei movimenti autonomisti e locali. Oggi è in Fratelli d’Italia. Qualcuno lo leggerà come un cambio di campo. È così?
«No, lo considero un percorso coerente. Io lavoro da anni nell’area del centrodestra. Anche le mie esperienze passate nascevano dentro contenitori politici con sensibilità diverse, ma accomunate dall’attenzione per la Valle d’Aosta, la sua autonomia e il suo futuro. Ho sempre rappresentato un’identità di centrodestra.
Non rinnego nulla della mia storia politica e amministrativa. La Valle d’Aosta ha una sua specificità, una sua autonomia speciale e una sua identità forte: per me questo resta un punto fermo.
Essere in Fratelli d’Italia non significa rinunciare alla difesa della Valle d’Aosta. Significa, al contrario, portare le esigenze della Valle d’Aosta dentro un grande partito nazionale, oggi centrale nel governo del Paese. Autonomia e appartenenza nazionale non sono in contraddizione: possono rafforzarsi, se vissute con serietà e non come strumenti di propaganda.»
Però in Valle d’Aosta l’autonomismo è identità forte. FdI non rischia di apparire “estraneo” a questo mondo?
«Fratelli d’Italia non deve essere e non è estraneo alla Valle d’Aosta, e mai lo sarà. Il punto è uscire da una lettura vecchia, secondo cui l’autonomia appartiene solo ad alcuni partiti o ad alcune famiglie politiche.
Noi l’autonomia la vogliamo tutelare, ma anche far crescere. Mi piace pensare al nostro Statuto speciale e alla nostra realtà autonomistica come a un essere vivente: qualcosa che deve essere custodito, accudito, ma che deve anche evolvere, cambiare, crescere e adattarsi ai tempi. Se resta fermo, si indebolisce.
La mancata apertura al confronto rischia di far perdere alla Valle d’Aosta proprio questa possibilità di evoluzione. Noi possiamo dare un contributo diverso: difendere l’autonomia senza trasformarla in conservazione del potere; renderla più moderna, più efficiente e più utile ai cittadini, alle imprese, alle famiglie e ai territori.»
Parliamo del gruppo consiliare: Zucchi capogruppo, Tuccari vice, Domanico e Lattanzi. È un gruppo che funziona o da armonizzare?
«È un gruppo importante, composto da personalità diverse, con esperienze e sensibilità differenti. E questo, per me, è un valore.
Il gruppo ha già dimostrato in questi mesi di saper lavorare insieme. Basta pensare alle tante iniziative portate avanti con il gruppo consiliare e con l’intera minoranza, con cui abbiamo saputo dialogare e confrontarci trovando punti di incontro, nonostante distanze politiche anche importanti. I confronti certamente non mancano, ma il confronto sano significa crescita. Solo chi non ha serietà politica evita il confronto. Io sono sempre stato favorevole a un confronto franco, leale e costruttivo.
Oggi trovo un gruppo affiatato e in sintonia, con Massimo Lattanzi vicepresidente del Consiglio regionale, Alberto Zucchi capogruppo, Massimiliano Tuccari vicecapogruppo e Aldo Domanico consigliere regionale. Il mio compito sarà lavorare insieme a loro, valorizzando il ruolo di ciascuno e rafforzando sempre di più il raccordo tra partito e gruppo consiliare.»
Domanda diretta: in Valle d’Aosta FdI è più un partito o una federazione di personalità politiche?

Walter Musso e Donzelli
«Fratelli d’Italia è chiaramente un partito. Lo stiamo dimostrando da anni a livello nazionale e lo dimostra anche la solidità dell’esperienza di governo. Siamo una forza politica che si è assunta responsabilità in un periodo storico difficile e che oggi guida il secondo governo più longevo della storia repubblicana.
Poi è evidente che ogni partito abbia al proprio interno anime, sensibilità e punti di vista differenti. Se così non fosse, ci troveremmo davanti a un problema, non a una ricchezza. Un partito vero non è un luogo dove tutti pensano la stessa cosa: è un luogo dove ci si confronta, si decide una linea e poi si lavora insieme.
In Valle d’Aosta dobbiamo consolidare questo passaggio: metodo, regole, confronto, organizzazione, presenza nei territori, formazione della classe dirigente, ascolto e proposta. La mia priorità sarà fare in modo che Fratelli d’Italia Valle d’Aosta sia sempre di più una comunità politica riconoscibile, unita e radicata, dove il confronto sano e costruttivo sia all’ordine del giorno.»
Qual è il primo obiettivo concreto nei prossimi mesi?
«Il primo obiettivo è rendere pienamente operativo il partito sul territorio. Contestualmente alla nomina ho provveduto a ricomporre il Coordinamento regionale, secondo quanto previsto dallo Statuto nazionale, insieme ai membri di diritto eletti in Consiglio regionale. Questo significa che l’assemblea regionale è oggi di nuovo pienamente operativa.
Ora dobbiamo organizzare il lavoro: rafforzare i circoli, coinvolgere amministratori locali, iscritti, militanti e simpatizzanti, costruire momenti di confronto nei territori, ascoltare categorie economiche, imprese, associazioni, industria, terzo settore, professioni, famiglie e mondo del lavoro. Dobbiamo trasformare il consenso in organizzazione e l’organizzazione in proposta politica concreta.
Ho in mente una fase ampia e regolare di confronti periodici anche con le altre forze politiche, regionali e nazionali, comprese le forze autonomiste di maggioranza e minoranza. Il dialogo deve esserci sempre, con tutti, e deve avvenire con regolarità. Questo non significa rinunciare alla propria identità o al proprio ruolo di opposizione, ma riportare la politica al centro.
La politica non può ridursi a comunicati, scontri personali o posizionamenti tattici. Deve tornare a essere confronto, visione e responsabilità. Per riprendere una lezione cara al giornalismo liberale di Montanelli, il dialogo è uno degli strumenti essenziali della vita democratica: senza confronto vero prevalgono solo gli interessi di parte e la politica spettacolarizzata. Noi vogliamo fare l’esatto contrario: costruire, ascoltare, proporre.»
Ultima domanda, più politica e meno diplomatica: FdI in Valle d’Aosta vuole essere forza di governo alle prossime elezioni o accetta un ruolo strutturale di opposizione?
«Di quali elezioni parliamo? Alle prossime elezioni politiche del 2027 Fratelli d’Italia sarà chiaramente un partito di maggioranza del governo nazionale, perché il Governo Meloni sta dimostrando stabilità, serietà e capacità di guida in una fase complessa per l’Italia.
Per quanto riguarda la Valle d’Aosta, abbiamo appena votato e, al momento, non vedo elezioni regionali vicine… A meno che lei non abbia qualche notizia da darmi che io ancora non conosco, viste le recenti vicissitudini…
Battute a parte, Fratelli d’Italia non nasce per fare opposizione permanente. Oggi siamo all’opposizione e la faremo con serietà, determinazione e senso istituzionale. Ma l’obiettivo politico è costruire una forza capace di governare in futuro.
Questo però non significa cercare scorciatoie, né immaginare governi a tutti i costi. Giorgia Meloni nel maggio 2022 a Milano lo ha detto con chiarezza e fierezza: non si sta in politica con le porte girevoli. Credo che questo principio valga anche qui, in Valle d’Aosta, non solo per il tema delle alleanze, ma più in generale per il modo di intendere e fare politica.
Non ci interessa entrare in qualche schema per convenienza o per occupare una posizione. Ci interessa costruire una proposta seria, riconoscibile, coerente e soprattutto utile alla Valle d’Aosta. Prima vengono le idee, il radicamento, la credibilità della classe dirigente, il rapporto con i territori e la capacità di dimostrare che esiste un’alternativa vera.
La Valle d’Aosta ha bisogno di stabilità, responsabilità e visione. Fratelli d’Italia vuole contribuire a costruire questa alternativa, mettendo in campo persone, metodo e contenuti. Se parliamo di questo, noi ci siamo e ci saremo sempre con ogni interlocutore. Non ci interessa limitarci a commentare ciò che fanno gli altri, ma nemmeno partecipare a governi senza una prospettiva chiara. Vogliamo essere protagonisti della crescita della nostra regione, ma con coerenza, serietà e rispetto degli elettori.»













